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La perizia di via del Serafico 121.: ancora una vittoria contro REAG

Franco Picchi
Pietrasanta, Italy

Mar 4, 2017 — Egregi Colleghi,
ancora una volta il TAR Milano riconosce il mio diritto ad avere tutta la documentazione relativa alla perizia di via del Serafico, condannando REAG ad esibire i documenti ancora mancanti, necessari per valutare la regolarità della perizia.
Di seguito la sentenza
Un saluto a tutti
Franco Picchi
Pietrasanta LU
Pubblicato il 03/03/2017
N. 00524/2017 REG.PROV.COLL.
N. 01379/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 74 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1379 del 2016, proposto da Franco Picchi, rappresentato e difeso dall’avvocato Carlo Andrea Di Grazia, con domicilio presso la Segreteria di questo Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sede di Milano, in Milano, via Filippo Corridoni, 39;
contro
REAG – Real estate advisory group spa, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Arianna Sansone, con domicilio eletto presso il suo studio, in Milano, via G.B. Bazzoni, 2;
nei confronti di
IDEA FIMIT SGR spa, n.c.;
per l’ottemperanza
alla sentenza del TAR Lombardia – Milano, Sez. III, 25 settembre 2015, n. 2021.


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di REAG – Real estate advisory group spa;
Visti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2017 il dott. Diego Spampinato e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe, parte ricorrente chiede l’ottemperanza alla sentenza di questa Sezione III del 25 settembre 2015, n. 2021, l’appello avverso la quale, previa riunione con l’appello proposto dalla società attuale controinteressata, è stato respinto con sentenza del Consiglio di Stato, Sez. III, 19 febbraio 2016, n. 696.
Con ordinanza 23 novembre 2016, n. 2174, è stato disposto «…che parte ricorrente produca in giudizio, entro il 12 dicembre 2016, una memoria riepilogativa indicando uno per uno i documenti mancanti in relazione a quelli richiesti con l’istanza del 9 febbraio 2015 che dovrà essere, a propria volta, prodotta in giudizio…».
Parte ricorrente ha quindi depositato, in data 10 dicembre 2016, tale memoria riepilogativa.
Alla camera di consiglio del 24 gennaio 2017 la causa è stata trattata e trattenuta per la decisione.
Con la sentenza per la cui ottemperanza si ricorre, questa Sezione III aveva ordinato alla società odierna resistente «…di consentire l’accesso ai documenti amministrativi chiesti dal ricorrente con l’istanza del 9 febbraio 2015, entro trenta giorni dalla data della comunicazione in via amministrativa, o notificazione di parte se antecedente, della presente sentenza…».
Parte ricorrente lamenta che tale accesso sia stato consentito solo in maniera parziale; secondo quanto precisato con la citata memoria depositata in data 10 dicembre 2016, mancherebbero infatti:
«1) ulteriori comunicazioni intercorse tra REAG e First Atlantic Real Estate SGR ( via e-mail o servizio postale);
2) l’elenco dettagliato della documentazione inerente la perizia di via del Serafico 121, come normalmente esistente e specificamente richiesto in un processo di una attività certificata ISO 9001;
-dal fascicolo “Valore di mercato al 15/12/20009 (Ref. N°6696)”:
3) Esiti scritti del sopralluogo effettuato nel mese di dicembre, con nominativo incaricato e data effettuazione sopralluogo (come richiamato alle pagg. 3 e 33 della stessa perizia);
4) L’ analisi delle condizioni del mercato immobiliare locale (indagini effettuate... come richiamato alle pagg. 4, 31 e 33).;
-dal fascicolo” Valore di mercato al 30/06/ 2010 ( Rif. N° 5105.06)”:
5) Analisi delle condizioni del mercato immobiliare locale al giugno 2010 (come richiamato alla pag. 22)».
La società resistente si è costituita con comparsa di mera forma, e non ha depositato memorie, depositando solo documentazione in data 27 ottobre 2016; tale documentazione è stata indicata da parte ricorrente – senza contestazione sul punto da parte resistente – come solo in parte nuova (memoria depositata in data 11 dicembre 2016).
Successivamente, con la citata memoria depositata il 10 dicembre 2016, parte ricorrente ha indicato i documenti cui ancora non avrebbe avuto accesso.
Il ricorso è fondato: la circostanza della mancata parziale ostensione non è stata contestata da parte resistente e quindi, ai sensi dell’art. 64, comma 2, cpa, deve intendersi provata (in tema di prova del fatto non specificamente contestato, CGARS, Sez. giurisdizionale, 24 ottobre 2011, n. 703).
Sotto altro profilo, i documenti indicati nella citata memoria depositata da parte ricorrente in data 10 dicembre 2016 rientrano fra gli atti ai quali la sentenza 2021/2015 aveva ordinato alla società resistente di consentire l’accesso al ricorrente.
Infatti, l’istanza del 9 febbraio 2015 – cui la citata sentenza 2021/2015 rinvia al fine di individuare gli atti cui consentire l’accesso – indica: a) la perizia completa eseguita da REAG sull’immobile di via del Serafico 121 prima dell’acquisto dell’ immobile stesso da parte del Fondo Ippocrate; b) la documentazione completa riguardante tale perizia in possesso di REAG; c) le comunicazioni intercorse tra REAG e First Atlantic RE SGR, relative all’ incarico assunto da REAG riguardo alla perizia dell’immobile di via del Serafico121; d) le successive ulteriori valutazioni e/o perizie e relativa completa documentazione, comprensiva delle comunicazioni intercorse con First Atlantic RE SGR, eseguite da REAG sull’immobile di via del Serafico 121 negli anni seguenti, su incarico di First Atlantic RE SGR, facenti parte delle valutazioni semestrali effettuate da REAG sul valore del patrimonio immobiliare detenuto dal Fondo Ippocrate.
Il ricorso deve quindi essere accolto e va, conseguentemente, ordinato alla società resistente di adottare i provvedimenti necessari per adempiere al disposto del decreto ingiuntivo nel termine che appare congruo commisurare in giorni 45 dalla comunicazione in via amministrativa, o notificazione di parte se antecedente, della presente pronuncia.
Per il caso di ulteriore inadempienza, si nomina commissario ad acta il Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, con facoltà di delega a personale appartenente al Dipartimento, perchè provveda, entro giorni 60 dalla scadenza del predetto termine di 45 giorni concesso alla società resistente, e con oneri a carico della società resistente, da liquidare dietro presentazione di apposita richiesta all’esito dell’incarico, a dare esecuzione alla sentenza in epigrafe.
Va infine accolta la domanda finalizzata alla condanna della società resistente al pagamento di una penalità di mora per il ritardo ulteriore nell’esecuzione della sentenza in epigrafe (c.d. astreinte), stabilendosi in proposito che la predetta penalità sarà dovuta a partire dal 15° giorno dalla comunicazione in via amministrativa, o notificazione di parte se antecedente, della presente pronuncia, e cesserà all’atto dell’eventuale insediamento del commissario ad acta o al dì del soddisfo, se anteriore; tale penalità viene equitativamente commisurata in euro 100,00 (cento/00), da corrispondere per ogni giorno di ritardo nell’integrale esecuzione della sentenza.
Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza, venendo liquidate in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione III), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e: 1) ordina alla società resistente, ai sensi dell’art. 114 cpa, di adottare i provvedimenti necessari per dare integrale esecuzione alla sentenza in epigrafe, all’uopo assegnando a tale società il termine di giorni 45 dalla comunicazione in via amministrativa, o notificazione di parte se antecedente, della presente pronuncia; 2) per il caso di ulteriore inadempienza, nomina commissario ad acta il il Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, con facoltà di delega a personale appartenente al Dipartimento, perchè provveda, entro giorni 60 dalla scadenza del predetto termine di 45 giorni concesso alla società resistente, e con oneri a carico della società resistente, da liquidare dietro presentazione di apposita richiesta all’esito dell’incarico, a dare esecuzione alla sentenza in epigrafe; 3) fissa in euro 100,00 (cento/00) la somma di denaro dovuta dalla società resistente per ogni giorno di ritardo nell’integrale esecuzione della sentenza a decorrere dal 15° giorno dalla comunicazione in via amministrativa, o notificazione di parte se antecedente, della presente pronuncia, e fino all’eventuale insediamento del commissario ad acta o al dì del soddisfo, se anteriore; 4) condanna la società resistente al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese del presente giudizio, che si liquidano in via equitativa in euro 3.000,00 (tremila/00), oltre accessori di legge, se dovuti, nonché alla rifusione del contributo unificato corrisposto da parte ricorrente.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2017 con l’intervento dei magistrati:
Ugo Di Benedetto, Presidente
Alberto Di Mario, Consigliere
Diego Spampinato, Primo Referendario, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Diego Spampinato Ugo Di Benedetto





IL SEGRETARIO


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