Educazione sessuo-affettiva a scuola: una priorità non più rinviabile

Il problema

[Video-presentazione della petizione: Rivista Palomar

In un contesto sociale sempre più segnato da violenza relazionale, aggressività tra pari, incapacità di ascolto e gestione delle emozioni, le conseguenze dell’assenza di un’educazione affettiva e sessuale strutturata sono evidenti e drammatiche.
Ad essere coinvolti non sono solo i più giovani, ma anche gli adulti di oggi, entrambi frutto di un’educazione che ha escluso la dimensione emotiva, relazionale, affettiva.

La comunità educante nel suo insieme – studenti, docenti, famiglie – è toccata da questa carenza sistemica.
Le scuole riescono a offrire percorsi significativi solo in modo frammentario, spesso grazie alla sola dedizione individuale di alcuni docenti o al supporto esterno.
Nel frattempo, fenomeni gravi continuano a essere letti come deviazioni personali, quando sono in realtà effetti prevedibili di un sistema che non fornisce strumenti di prevenzione, cura, relazione.

 
La posta in gioco è altissima.
Ignorare ancora questa urgenza significa perpetuare un modello scolastico incapace di formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere sé stessi e gli altri, di costruire relazioni fondate sul rispetto e sul limite.
Significa accettare che la violenza diventi il linguaggio dominante, dove mancano le parole per nominare i propri vissuti, per affrontare il rifiuto, la frustrazione, la rabbia.
Intervenire oggi significa costruire una società più equa, empatica, capace di ascolto.

 
È il momento di agire.
Quella che viviamo non è più un’emergenza: è una crisi educativa strutturale, aggravata da anni di tagli, disinvestimento, delegittimazione delle figure educative e da un’ostilità ideologica che ha trasformato temi fondamentali in oggetto di scontro.

L’educazione affettiva e sessuale non è indottrinamento. Non è ideologia.
È prevenzione. È cittadinanza. È responsabilità.

Chiediamo con urgenza:

– Una legge nazionale che introduca l’educazione affettiva e sessuale nei curricoli scolastici, a partire dalla scuola primaria;
Formazione obbligatoria per il personale docente, con focus su educazione emotiva, consenso, gestione del conflitto;
Spazi settimanali di parola e confronto, inseriti stabilmente nell’orario scolastico;
Materiali didattici aggiornati, inclusivi, scientificamente fondati e liberi da stereotipi;
Coinvolgimento attivo delle famiglie attraverso percorsi formativi e spazi di dialogo istituzionale;
Sostegno concreto alle scuole che già operano in questa direzione, attraverso una rete pubblica e coordinata di buone pratiche.

 
Ogni giorno senza educazione è un giorno in cui si rinuncia alla prevenzione.
Firma per sostenere una scuola che non rinvia, non delega, non tace.
Firma per una scuola che educhi davvero.

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sara campisiPromotore della petizione

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Il problema

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In un contesto sociale sempre più segnato da violenza relazionale, aggressività tra pari, incapacità di ascolto e gestione delle emozioni, le conseguenze dell’assenza di un’educazione affettiva e sessuale strutturata sono evidenti e drammatiche.
Ad essere coinvolti non sono solo i più giovani, ma anche gli adulti di oggi, entrambi frutto di un’educazione che ha escluso la dimensione emotiva, relazionale, affettiva.

La comunità educante nel suo insieme – studenti, docenti, famiglie – è toccata da questa carenza sistemica.
Le scuole riescono a offrire percorsi significativi solo in modo frammentario, spesso grazie alla sola dedizione individuale di alcuni docenti o al supporto esterno.
Nel frattempo, fenomeni gravi continuano a essere letti come deviazioni personali, quando sono in realtà effetti prevedibili di un sistema che non fornisce strumenti di prevenzione, cura, relazione.

 
La posta in gioco è altissima.
Ignorare ancora questa urgenza significa perpetuare un modello scolastico incapace di formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere sé stessi e gli altri, di costruire relazioni fondate sul rispetto e sul limite.
Significa accettare che la violenza diventi il linguaggio dominante, dove mancano le parole per nominare i propri vissuti, per affrontare il rifiuto, la frustrazione, la rabbia.
Intervenire oggi significa costruire una società più equa, empatica, capace di ascolto.

 
È il momento di agire.
Quella che viviamo non è più un’emergenza: è una crisi educativa strutturale, aggravata da anni di tagli, disinvestimento, delegittimazione delle figure educative e da un’ostilità ideologica che ha trasformato temi fondamentali in oggetto di scontro.

L’educazione affettiva e sessuale non è indottrinamento. Non è ideologia.
È prevenzione. È cittadinanza. È responsabilità.

Chiediamo con urgenza:

– Una legge nazionale che introduca l’educazione affettiva e sessuale nei curricoli scolastici, a partire dalla scuola primaria;
Formazione obbligatoria per il personale docente, con focus su educazione emotiva, consenso, gestione del conflitto;
Spazi settimanali di parola e confronto, inseriti stabilmente nell’orario scolastico;
Materiali didattici aggiornati, inclusivi, scientificamente fondati e liberi da stereotipi;
Coinvolgimento attivo delle famiglie attraverso percorsi formativi e spazi di dialogo istituzionale;
Sostegno concreto alle scuole che già operano in questa direzione, attraverso una rete pubblica e coordinata di buone pratiche.

 
Ogni giorno senza educazione è un giorno in cui si rinuncia alla prevenzione.
Firma per sostenere una scuola che non rinvia, non delega, non tace.
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I decisori

Rivista Palomar
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Rivista di Filosofia e Cultura

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Petizione creata in data 3 giugno 2025