No ai padiglioni di Arcuri per la vaccinazione

Vittoria

No ai padiglioni di Arcuri per la vaccinazione

Questa petizione ha creato un cambiamento con 423 sostenitori!
Silvia Lazzaris ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Francesco Acquaroli (Presidente Regione Marche) e a

La vaccinazione anti Covid è stata organizzata dal commissario straordinario Domenico Arcuri nelle cosiddette “Primule”, stand firmati dall’archistar Stefano Boeri per dare una spinta positiva alla campagna di vaccinazione, conferendo un senso simbolico di arrivo della “primavera”. Si tratta di 21 padiglioni di 315 metri quadrati a struttura circolare. Il vincitore del bando avrà fino a 45 giorni per la realizzazione dei padiglioni, e il costo per 21 padiglioni ammonterà a 8.599.500,00 euro di fondi stanziati. 

Con questa petizione chiediamo al commissario straordinario, ai presidenti delle regioni, e al presidente del consiglio di annullare il bando per la costruzione di tali padiglioni, che rappresenta una grave inversione di priorità – pare infatti che l’estetica e il marketing di questo progetto abbiano ricevuto più attenzione rispetto alle considerazioni sulla sua efficienza e utilità. I padiglioni non solo saranno inutili per la campagna vaccinale, ma rappresenteranno anche uno spreco inaccettabile di risorse statali in un momento delicato per il nostro paese. Chiediamo dunque la redazione di un piano alternativo, più concreto, realistico e inclusivo, di cui diamo suggerimenti dopo aver elencato le criticità del progetto attuale.

Qui sotto abbiamo raccolto i limiti tecnici identificati da diverse fonti, tra cui Carlo Quintelli, docente di Ingegneria e Architettura all’Università degli Studi di Parma, la Filiera Eventi Unita (Feu), e diverse testate giornalistiche.

  • 45 giorni per la costruzione dei 21 padiglioni da zero è una tempistica decisamente stretta, e il rischio di andare fuori tempo di consegna contrattuale – e quindi di rallentare la campagna di vaccinazione – è molto alto.
  • Dal punto di vista operativo, all’interno dei padiglioni si possono vaccinare solo 6 persone contemporaneamente (per una durata, compresa anamnesi, di 10/15 minuti a seconda dei soggetti). Considerando 12 minuti per 6 postazioni e una giornata di vaccinazioni di 10 ore, un padiglione non consentirebbe di vaccinare più di 27.000 persone in tre mesi. Dunque questi padiglioni, invece di velocizzare la campagna vaccinale, la rallenterebbero.
  • Forse proprio per il punto precedente, il Commissario nel bando si è riservato la facoltà di richiedere la produzione di padiglioni fino a 1200 unità. Tuttavia, non si comprende in che tempi né con quale logica o rispetto a quali condizioni questi potrebbero essere costruiti. Se poi davvero queste 1200 unità fossero costruite, si finirebbe per spendere circa mezzo miliardo di euro.

I problemi poi non sono solo tecnici, ma anche sociali. Attraverso la creazione di questo bando, si è trasformata un’attività che avrebbe potuto portare sollievo finanziario a diverse attività in un momento di crisi, in un progetto che arricchirà l’unica compagnia che vincerà il bando. Per questo proponiamo un’alternativa, più realistica e inclusiva, anche fondata sulla best practice dei paesi che hanno già vaccinato una percentuale significativa dei propri cittadini.

Essenzialmente, proponiamo una riconversione di spazi al momento inutilizzati. Questi potrebbero includere spazi che hanno sofferto proprio a causa della pandemia, come palestre e musei (questi ultimi di cui per altro in Italia siamo pieni e che potrebbero comunque rappresentare quell’elemento di positività a cui si aspirava con le “Primule”). Pertanto proponiamo la devoluzione dei fondi stanziati dal governo a iniziative più concrete e veloci da realizzare, e quindi  la sostituzione dell’attuale bando con diversi bandi diretti a:

  • Aziende che abbiano la capacità di apportare modifiche infrastrutturali per riconvertire alcuni spazi e adibirli alla vaccinazione;
  • Attività e istituzioni a cui sarebbe pagato un affitto per sfruttare spazi idonei per la campagna vaccinale (musei, istituti, palestre, uffici, installazioni fieristiche); 
  • Aziende che possano redigere e implementare piani operativi sul territorio, a livello regionale o comunale, sulla base delle esigenze e le risorse di un territorio specifico;
  • Personale addetto che possa aiutare nella logistica della somministrazione dei vaccini.

Considerate le lunghe tempistiche di costruzione e di somministrazione dei vaccini per il progetto Primule, non è troppo tardi per prendere una via diversa, caratterizzata da maggiore efficienza e gran risparmio di risorse.

Vittoria

Questa petizione ha creato un cambiamento con 423 sostenitori!

Condividi questa petizione