Diritto alla Salute negato- curarsi sul nostro territorio-contratto al Don Mottola MC

The Issue

Siamo un comitato di cittadini che stiamo subendo una sistematica negazione del diritto alla salute. Andando per ordine le rappresentiamo il nostro disagio. Siamo cittadini del territorio vibonese, che abbiamo avuto il dramma della malattia di un nostro famigliare  affetto da patologie croniche e/o disabilità richiedenti un intervento sanitario in RSA medicalizzata o  in riablitazione estensiva  o nel centro diurno per patologie dell’età evolutiva. Nel territorio insiste un centro accreditato  per tali interventi ( Don Mottola Medical Center). Il centro è attrezzato con moderne apparecchiature che consentono un efficace trattamento riabilitativo e terapeutico.  Questa nuova realtà è la sola presente nel territorio Vibonese, con un importante impatto occupazionale. Sappiamo che l’amministrazione del Centro sta portando avanti una vera e propria battaglia civica per l’acquisto delle prestazioni con interlocuzioni con il Prefetto, con la Regione, con l’ASP senz’alcun risultato. Abbiamo presentato ripetutamente l’istanza al ricovero presso il distretto e   non abbiamo avuto alcuna risposta. Ci siamo  rivolti  al prefetto e non è successo niente. In agosto 2023 la regione affida all’ASP 2.225.000 per l’implementazione dei nuovi servizi (LEA carenti). Da agosto 2023, in un ginepraio di inefficienza e chatteria burocratica si prolungava l’erogazione dei fondi fino al 21.12.2023 quando è stato firmato un acquisto delle prestazioni per dieci giorni (il contratto scadeva il 31.12.2023); ma oltre il danno anche la beffa. Nei dieci giorni di validità contrattuale la commissione per valutare l’appropriatezza all’accesso era in ferie e/o non aveva le professionalità per la verifica. Ci dicono che devono pensare all’ospedale ed ai cittadini; sommessamente ricordiamo come l’attivazione di queste prestazioni coinvolga una platea di 40.000 possibili utenti   della provincia di Vibo. I primi  giorni di febbraio appuriamo che il fondo è stato restituito alla Regione. Intanto noi continuiamo a pagare le prestazioni.. Ormai siamo esausti nella consapevolezza di un diritto negato e nella certezza di  nessuna risposta. Ci rivolgiamo a Lei come ultima spiaggia per la difesa di un diritto alla salute sistematicamente negato. 

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Siamo un comitato di cittadini che stiamo subendo una sistematica negazione del diritto alla salute. Andando per ordine le rappresentiamo il nostro disagio. Siamo cittadini del territorio vibonese, che abbiamo avuto il dramma della malattia di un nostro famigliare  affetto da patologie croniche e/o disabilità richiedenti un intervento sanitario in RSA medicalizzata o  in riablitazione estensiva  o nel centro diurno per patologie dell’età evolutiva. Nel territorio insiste un centro accreditato  per tali interventi ( Don Mottola Medical Center). Il centro è attrezzato con moderne apparecchiature che consentono un efficace trattamento riabilitativo e terapeutico.  Questa nuova realtà è la sola presente nel territorio Vibonese, con un importante impatto occupazionale. Sappiamo che l’amministrazione del Centro sta portando avanti una vera e propria battaglia civica per l’acquisto delle prestazioni con interlocuzioni con il Prefetto, con la Regione, con l’ASP senz’alcun risultato. Abbiamo presentato ripetutamente l’istanza al ricovero presso il distretto e   non abbiamo avuto alcuna risposta. Ci siamo  rivolti  al prefetto e non è successo niente. In agosto 2023 la regione affida all’ASP 2.225.000 per l’implementazione dei nuovi servizi (LEA carenti). Da agosto 2023, in un ginepraio di inefficienza e chatteria burocratica si prolungava l’erogazione dei fondi fino al 21.12.2023 quando è stato firmato un acquisto delle prestazioni per dieci giorni (il contratto scadeva il 31.12.2023); ma oltre il danno anche la beffa. Nei dieci giorni di validità contrattuale la commissione per valutare l’appropriatezza all’accesso era in ferie e/o non aveva le professionalità per la verifica. Ci dicono che devono pensare all’ospedale ed ai cittadini; sommessamente ricordiamo come l’attivazione di queste prestazioni coinvolga una platea di 40.000 possibili utenti   della provincia di Vibo. I primi  giorni di febbraio appuriamo che il fondo è stato restituito alla Regione. Intanto noi continuiamo a pagare le prestazioni.. Ormai siamo esausti nella consapevolezza di un diritto negato e nella certezza di  nessuna risposta. Ci rivolgiamo a Lei come ultima spiaggia per la difesa di un diritto alla salute sistematicamente negato. 

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