Diritto alla maternità: Inserimento della Procreazione Medicalmente Assistita nei LEA

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 1570 sostenitori

Il problema

Sono una giovane donna del Sud Italia. Ho sognato il matrimonio e la famiglia da bambina. Quando finalmente sono riuscita a coronare il mio sogno d'amore ho scoperto le strade buie dell'infertilità. La soluzione al problema dell'infertilità esiste! Infatti questo problema può essere superato, in molti casi, ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Raggiungere il sogno di diventare mamma grazie a queste tecniche é davvero difficile perché non sempre un tentativo di PMA é sufficiente per coronare il proprio sogno. Ci troviamo ad affrontare costi elevati, che si differenziano da regione a regione, in maniera fortemente disuguale, per molti insostenibili, determinando un aspetto discriminatorio tra cittadini di una stessa nazione: queste differenze sono dovute in quanto, ad oggi, queste tecniche non sono state inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) così come stabilito nel Patto per la Salute 2014-2016. I soldi non possono fare la differenza davanti al desiderio "incoercibile" di avere un figlio. Lo hanno scritto i giudici della Corte Costituzionale. Quanto deliberato dalla Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome del 4 settembre 2014 é stato recepito da alcune regioni, prevalentemente del nord della penisola, che offrono le prestazioni ai propri cittadini con costi a carico del Servizio Sanitario Regionale. Tuttavia la situazione allo stato attuale sta creando differenze tra Nord e Sud, fra regioni ricche e regioni povere, penalizzando i pazienti che vivono nelle zone dove questa delibera ancora non é stata recepita. Il mio sogno e il sogno di migliaia di coppie come la mia e di cui sono portavoce, è quello di vedere le tecniche di PMA, omologa ed eterologa, inserite nei LEA nazionali per consentire anche, a tutte le coppie, la possibilità di scegliere liberamente il centro al quale affidarsi. Anche noi abbiamo diritto ad essere madri! Gli articoli 2-3-29-31 e 32 della Costituzione Italiana tutelano i diritti delle coppie a formare una famiglia includendo la scelta di avere un figlio come un diritto fondamentale e, impongono alla Repubblica e quindi allo Stato, alle Regioni ed Enti, l’obbligo ad agevolare tale diritto anche con l'impiego di misure economiche agevolate. Altresì, l’Art. 3 e 32 impongono la tutela dell'integrità fisica e psichica della coppia in cui uno dei due componenti non è in grado di procreare. In Italia, è previsto il diritto alla libera scelta del cittadino a farsi curare sull’intero territorio nazionale. La mobilità sanitaria interregionale per prestazione di PMA, omologa ed eterologa, non può essere bloccata con provvedimenti di razionalizzazione della spesa in virtù di piani regionali di rientro economico o evocando necessità di impedire dissesti economici. Il ritardo delle Regioni a realizzare, quanto concordato nella Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 25 settembre 2014 nella quale si impegnava ad introdurre nei LEA le procedure sanitarie di PMA, omologa ed eterologa, non può essere fonte di danno per il cittadino. L’esito della prestazione di PMA è condizionato dall’età della donna e quindi influenzato in maniera negativa ed irreversibile dal prolungamento dei tempi di attesa tra richiesta di prestazione e fornitura della stessa e sblocco dei disegni di legge in seno al Parlamento o ai Governi regionali. Pertanto si chiede l’inserimento immediato delle procedure di PMA, omologa ed eterologa, nei LEA come previsto dal patto per la salute 2014-2016. Siccome l’infertilità nelle coppie e la bassissima natalità nel nostro paese è in notevole aumento è d’obbligo portare a compimento con celerità ciò che da anni è promesso ai cittadini. Firma la petizione affinché la maternità non sia una cosa da ricchi. Grazie.

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C. C.Promotore della petizione

I decisori

Stefano Bonaccini
Presidente Regione Emilia-Romagna
Enrico Costa
Enrico Costa

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