ABBASSAMENTO RETTA NABA


ABBASSAMENTO RETTA NABA
Il problema
La scelta di intraprendere il percorso Naba è un investimento che le famiglie degli studenti decidono di affrontare in cambio di un servizio d’istruzione che possa essere di alta qualità didattica e preparatoria. Essendo la Naba una scuola privata, l’ammontare delle rette scolastiche (che vanno dai 6000 euro della prima fascia ai 16.000 della sesta fascia) dovrebbero risultare l’ulteriore incentivo per un servizio che sia in grado di rendere soddisfatto lo studente usufruente in ogni caso ed evenienza.
Ciò che si è potuto constatare all’interno dei corsi, è invece un diffuso malcontento per quanto riguarda la qualità delle lezioni e dei servizi erogati durante il periodo del Covid-19 (quindi, a conti fatti, dell’intero semestre). Tutti gli studenti sono consapevoli delle difficoltà che questa situazione ha portato a livello organizzativo, ma ciò non giustifica il fatto che le famiglie stanno continuando a pagare le tasse universitarie di un anno i cui cinque mesi finali sono stati - a detta degli studenti stessi - drasticamente ridotti nei servizi che la scuola si prepone di dare.
Qui di seguito elenchiamo le due principali problematiche riscontrate:
-I laboratori, parte fondante della didattica, sono stati (a causa di necessarie esigenze sanitarie) inaccessibili per tre mesi e mezzo. La pratica e l’utilizzo del materiale è il cuore della formazione artistica che la Naba si impegna ad offrire ai suoi studenti: privato di quello, il servizio erogato perde più di metà del suo potenziale
-Le lezioni, senza il loro risvolto pratico e la possibilità di un confronto diretto col professore (fondamentale in un ambiente laboratoriale come quello artistico), si sono rivelate spesso una compensazione inadatta ad una crescita formativa dello studente. Si sottolinea che le lezioni terminano sovente prima dell’orario prestabilito proprio per mancanza di contenuti, così come si tiene ad evidenziare l’ingente mole di consegne che consistono spesso in un’applicazione di competenze proprie e non acquisite a lezione.
Questo malcontento è testimoniato dalla mancata affluenza degli studenti alle lezioni telematiche: la bellezza di un laboratorio artistico consiste proprio nel riuscire ad aiutare lo studente operando direttamente sui progetti che crea, quindi aiutandolo a gestire il materiale e la propria creatività in un rapporto che va ben oltre la semplice lezione frontale, in un rapporto personale di stimolazione che abbraccia tutti gli organi di senso. Senza questo, gli studenti che più fanno difficoltà si ritrovano senza una mano concreta, persi in una quantità ingente di consegne che vengono portate a termine senza che sia stata data loro la competenza adatta per farlo.
Una postilla aggiuntiva va fatta riguardo la situazione dei laureandi. Loro sono i più colpiti da questo periodo, in quanto avrebbero dovuto sviluppare la tesi con il proprio relatore utilizzando materiali Naba che hanno dovuto sostituire con materiali pagati di tasca propria.
A seguito di queste considerazioni, ciò che chiediamo alla Naba è di prendere in considerazione una riduzione della retta dell’anno scolastico in corso. Lo chiediamo perché fiduciosi che l’istituto riesca ad ammettersi la presa consapevolezza di ciò che un’accademia di belle arti non può essere in un periodo di distanziamento sociale come questo, ossia il laboratorio creativo per cui tutti noi stiamo pagando; perché fiduciosi che ci sia la consapevolezza della mancata presenza di un aspetto nevralgico di questo corso, cioè la collaborazione fisica e il lavoro collettivo propri dell’arte dell’audiovisivo.
Gli studenti Naba
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Il problema
La scelta di intraprendere il percorso Naba è un investimento che le famiglie degli studenti decidono di affrontare in cambio di un servizio d’istruzione che possa essere di alta qualità didattica e preparatoria. Essendo la Naba una scuola privata, l’ammontare delle rette scolastiche (che vanno dai 6000 euro della prima fascia ai 16.000 della sesta fascia) dovrebbero risultare l’ulteriore incentivo per un servizio che sia in grado di rendere soddisfatto lo studente usufruente in ogni caso ed evenienza.
Ciò che si è potuto constatare all’interno dei corsi, è invece un diffuso malcontento per quanto riguarda la qualità delle lezioni e dei servizi erogati durante il periodo del Covid-19 (quindi, a conti fatti, dell’intero semestre). Tutti gli studenti sono consapevoli delle difficoltà che questa situazione ha portato a livello organizzativo, ma ciò non giustifica il fatto che le famiglie stanno continuando a pagare le tasse universitarie di un anno i cui cinque mesi finali sono stati - a detta degli studenti stessi - drasticamente ridotti nei servizi che la scuola si prepone di dare.
Qui di seguito elenchiamo le due principali problematiche riscontrate:
-I laboratori, parte fondante della didattica, sono stati (a causa di necessarie esigenze sanitarie) inaccessibili per tre mesi e mezzo. La pratica e l’utilizzo del materiale è il cuore della formazione artistica che la Naba si impegna ad offrire ai suoi studenti: privato di quello, il servizio erogato perde più di metà del suo potenziale
-Le lezioni, senza il loro risvolto pratico e la possibilità di un confronto diretto col professore (fondamentale in un ambiente laboratoriale come quello artistico), si sono rivelate spesso una compensazione inadatta ad una crescita formativa dello studente. Si sottolinea che le lezioni terminano sovente prima dell’orario prestabilito proprio per mancanza di contenuti, così come si tiene ad evidenziare l’ingente mole di consegne che consistono spesso in un’applicazione di competenze proprie e non acquisite a lezione.
Questo malcontento è testimoniato dalla mancata affluenza degli studenti alle lezioni telematiche: la bellezza di un laboratorio artistico consiste proprio nel riuscire ad aiutare lo studente operando direttamente sui progetti che crea, quindi aiutandolo a gestire il materiale e la propria creatività in un rapporto che va ben oltre la semplice lezione frontale, in un rapporto personale di stimolazione che abbraccia tutti gli organi di senso. Senza questo, gli studenti che più fanno difficoltà si ritrovano senza una mano concreta, persi in una quantità ingente di consegne che vengono portate a termine senza che sia stata data loro la competenza adatta per farlo.
Una postilla aggiuntiva va fatta riguardo la situazione dei laureandi. Loro sono i più colpiti da questo periodo, in quanto avrebbero dovuto sviluppare la tesi con il proprio relatore utilizzando materiali Naba che hanno dovuto sostituire con materiali pagati di tasca propria.
A seguito di queste considerazioni, ciò che chiediamo alla Naba è di prendere in considerazione una riduzione della retta dell’anno scolastico in corso. Lo chiediamo perché fiduciosi che l’istituto riesca ad ammettersi la presa consapevolezza di ciò che un’accademia di belle arti non può essere in un periodo di distanziamento sociale come questo, ossia il laboratorio creativo per cui tutti noi stiamo pagando; perché fiduciosi che ci sia la consapevolezza della mancata presenza di un aspetto nevralgico di questo corso, cioè la collaborazione fisica e il lavoro collettivo propri dell’arte dell’audiovisivo.
Gli studenti Naba
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Petizione creata in data 25 maggio 2020