Dimissioni immediate del vicesindaco di Mazara, Vito Billardello, e del consigliere Foggia


Dimissioni immediate del vicesindaco di Mazara, Vito Billardello, e del consigliere Foggia
Il problema
L’indignazione che in questi giorni e in queste ore sta crescendo a dismisura nell’opinione pubblica in relazione al video diffuso lunedì scorso (28 aprile, ndr) dal vicesindaco della Città di Mazara del Vallo, Vito Billardello, sulla sua pagina Facebook (e poi rimosso) non può limitarsi all’esternazione di critiche e lamentele sui social media, seppure assolutamente dovute e comprensibili.
È necessario cominciare a mobilitarsi affinché gli autori e protagonisti dello squallido, imbarazzante e grottesco siparietto che, giustamente, sta suscitando clamore non solo a Mazara del Vallo ma nell’intero territorio provinciale (e probabilmente anche oltre), si decidano a fare un passo indietro rispetto alle funzioni pubbliche che attualmente ricoprono.
Non si tratta soltanto dell’inopportunità di un gesto, e della mancanza di rispetto che da quel gesto chiaramente si evince, rispetto al momento di grave lutto e di forte dolore che ha colpito la famiglia Titone-Weckmann e l’intera comunità cittadina con la prematura e tragica morte del piccolo Leonardo.
Abbiamo, qui, a che fare con qualcosa di più profondo. Siamo in presenza di due rappresentanti delle istituzioni che, in ragione del consenso ottenuto nelle diverse competizioni elettorali, pensano di essere diventati i “padroni” delle istituzioni locali, in barba ad ogni principio etico e morale e ad ogni forma di rispetto delle istituzioni democratiche e dei cittadini-elettori, ai quali dovrebbe sempre fare riferimento qualsiasi mandato rappresentativo.
È inconcepibile, in un paese democratico, che un assessore, nonché vicesindaco, da circa tredici anni abbia deciso, di fatto, di “occupare” l’amministrazione comunale della Città, rivendicando un presunto diritto a ricoprire quel ruolo in quanto capo di un movimento, o meglio di una lista, che tra l’altro in occasione delle ultime amministrative non è stata nemmeno la più votata tra quelle di maggioranza e che adesso non dovrebbe essere nemmeno motivo di preoccupazione per il sindaco (semmai decidesse di rimuovere il suo assessore-vicesindaco dall’incarico), poiché tale gruppo politico non è più determinante per la tenuta della maggioranza in consiglio comunale, dopo il passaggio di una consigliera di quel gruppo in un altro gruppo di maggioranza e dopo che alcuni consiglieri di opposizione sono transitati nelle fila della stessa maggioranza.
Un assessore-vicesindaco che, in nome di un suo presunto peso politico e non per merito e/o competenza, da ormai tredici anni, a spese dei contribuenti e a discapito dei cittadini che ogni mattina si alzano per andare a lavorare e con sacrificio portare a casa un pezzo di pane (ma anche dei tanti amministratori onesti e laboriosi) non ha di meglio da fare che starsene in giro a fare “selfie” e a raccontare sui social una città che non esiste, con una comunicazione politica arrogante e presuntuosa, volta a minimizzare (se non ignorare) i problemi e le esigenze reali dei cittadini. Un amministratore così non merita di stare nemmeno un altro giorno laddove si trova.
Lo stesso dicasi per un consigliere comunale che viene eletto tra le fila dell’opposizione (essendo in lista con uno dei candidati a sindaco perdenti) e pochi mesi dopo le elezioni si trova, di fatto, nel seno della maggioranza, senza avere mai comunicato ufficialmente questo suo passaggio e senza aver avvertito il bisogno di rendere conto ai suoi 939 elettori del perché abbia scelto di sostenere un progetto politico contrapposto a quello per il quale aveva ricevuto un così ampio consenso.
Siamo di fronte alla mancanza di un ethos della politica, siamo di fronte alla decadenza della stessa Politica, alla creazione di una nuova casta, ad un vulnus della democrazia, in cui il potere non è più servizio ma accentramento e ostentazione di sé; in cui le elezioni a suffragio universale rischiano di diventare un mero passaggio formale, quando non sono già sostituite da elezioni indirette come quelle per il livello provinciale (per la vittoria delle quali i nostri due “illustri” personaggi politici si sono dati subito alla pazza gioia, a suon di balletti, di sigari accesi in bocca e di “Danza kuduro”).
Signori Billardello e Foggia, non vorremmo interrompere la vostra festa ma è giunto il momento di dire basta: dimettetevi e togliete il disturbo. Non ci mancherete!
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Il problema
L’indignazione che in questi giorni e in queste ore sta crescendo a dismisura nell’opinione pubblica in relazione al video diffuso lunedì scorso (28 aprile, ndr) dal vicesindaco della Città di Mazara del Vallo, Vito Billardello, sulla sua pagina Facebook (e poi rimosso) non può limitarsi all’esternazione di critiche e lamentele sui social media, seppure assolutamente dovute e comprensibili.
È necessario cominciare a mobilitarsi affinché gli autori e protagonisti dello squallido, imbarazzante e grottesco siparietto che, giustamente, sta suscitando clamore non solo a Mazara del Vallo ma nell’intero territorio provinciale (e probabilmente anche oltre), si decidano a fare un passo indietro rispetto alle funzioni pubbliche che attualmente ricoprono.
Non si tratta soltanto dell’inopportunità di un gesto, e della mancanza di rispetto che da quel gesto chiaramente si evince, rispetto al momento di grave lutto e di forte dolore che ha colpito la famiglia Titone-Weckmann e l’intera comunità cittadina con la prematura e tragica morte del piccolo Leonardo.
Abbiamo, qui, a che fare con qualcosa di più profondo. Siamo in presenza di due rappresentanti delle istituzioni che, in ragione del consenso ottenuto nelle diverse competizioni elettorali, pensano di essere diventati i “padroni” delle istituzioni locali, in barba ad ogni principio etico e morale e ad ogni forma di rispetto delle istituzioni democratiche e dei cittadini-elettori, ai quali dovrebbe sempre fare riferimento qualsiasi mandato rappresentativo.
È inconcepibile, in un paese democratico, che un assessore, nonché vicesindaco, da circa tredici anni abbia deciso, di fatto, di “occupare” l’amministrazione comunale della Città, rivendicando un presunto diritto a ricoprire quel ruolo in quanto capo di un movimento, o meglio di una lista, che tra l’altro in occasione delle ultime amministrative non è stata nemmeno la più votata tra quelle di maggioranza e che adesso non dovrebbe essere nemmeno motivo di preoccupazione per il sindaco (semmai decidesse di rimuovere il suo assessore-vicesindaco dall’incarico), poiché tale gruppo politico non è più determinante per la tenuta della maggioranza in consiglio comunale, dopo il passaggio di una consigliera di quel gruppo in un altro gruppo di maggioranza e dopo che alcuni consiglieri di opposizione sono transitati nelle fila della stessa maggioranza.
Un assessore-vicesindaco che, in nome di un suo presunto peso politico e non per merito e/o competenza, da ormai tredici anni, a spese dei contribuenti e a discapito dei cittadini che ogni mattina si alzano per andare a lavorare e con sacrificio portare a casa un pezzo di pane (ma anche dei tanti amministratori onesti e laboriosi) non ha di meglio da fare che starsene in giro a fare “selfie” e a raccontare sui social una città che non esiste, con una comunicazione politica arrogante e presuntuosa, volta a minimizzare (se non ignorare) i problemi e le esigenze reali dei cittadini. Un amministratore così non merita di stare nemmeno un altro giorno laddove si trova.
Lo stesso dicasi per un consigliere comunale che viene eletto tra le fila dell’opposizione (essendo in lista con uno dei candidati a sindaco perdenti) e pochi mesi dopo le elezioni si trova, di fatto, nel seno della maggioranza, senza avere mai comunicato ufficialmente questo suo passaggio e senza aver avvertito il bisogno di rendere conto ai suoi 939 elettori del perché abbia scelto di sostenere un progetto politico contrapposto a quello per il quale aveva ricevuto un così ampio consenso.
Siamo di fronte alla mancanza di un ethos della politica, siamo di fronte alla decadenza della stessa Politica, alla creazione di una nuova casta, ad un vulnus della democrazia, in cui il potere non è più servizio ma accentramento e ostentazione di sé; in cui le elezioni a suffragio universale rischiano di diventare un mero passaggio formale, quando non sono già sostituite da elezioni indirette come quelle per il livello provinciale (per la vittoria delle quali i nostri due “illustri” personaggi politici si sono dati subito alla pazza gioia, a suon di balletti, di sigari accesi in bocca e di “Danza kuduro”).
Signori Billardello e Foggia, non vorremmo interrompere la vostra festa ma è giunto il momento di dire basta: dimettetevi e togliete il disturbo. Non ci mancherete!
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Petizione creata in data 30 aprile 2025