Diffida e richiesta urgente riattivazione servizi sanitari e incontro formale - Distretto

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Firmatari recenti
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Il problema

Distretto di Villa Santa Maria

Oggetto: Diffida e richiesta urgente riattivazione servizi sanitari e incontro formale - Distretto Villa S. Maria.

> Spett.le Ministero della Salute 00153 Roma

> Al Presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo

> All’Assessore alla Salute della Regione Abruzzo - Dott.ssa Nicoletta Verì

> Alla Direzione Generale della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti

> Al Direttore Sanitario / Dirigente Medico Regionale ASL

> Ai Signori Sindaci del territorio

> e p.c.  Al Presidente della Provincia di Chieti

> Al Consigliere Regionale dell’Abruzzo - Alessio Monaco

I sottoscritti Mauro Carbonetta, Vito Paolini, Marvi Scutti in veste di promotori e primi firmatari dell’avviata petizione popolare, unitamente ai cittadini di Villa Santa Maria e di tutti i Comuni del comprensorio interessati, intendono sottoporre all'attenzione delle istituzioni la gravissima situazione di progressivo depauperamento in cui versa il Distretto Sanitario di Villa Santa Maria, un presidio che non appartiene solo al comune in cui ha sede ma serve capillarmente un intero territorio che va da Archi a Gamberale. Ormai non ci sono più aggettivi per descrivere lo sconcerto della popolazione, costretta a denunciare con forza come la nostra sanità locale stia subendo un ritorno al passato di oltre 40 anni, dato che le attività specialistiche all'interno del presidio sono state ormai ridotte al lumicino. Questo gravissimo problema è già stato sollevato in passato, scontrandosi però con il silenzio assoluto delle autorità competenti, che non hanno fornito alcuna risposta o soluzione. Destano enorme preoccupazione le condizioni del servizio di radiologia, già ridotto al minimo indispensabile nonostante sia noto a tutti come si tratti di un reparto basilare e imprescindibile per qualsiasi struttura di medicina del territorio, un taglio drastico che costringe i cittadini a estenuanti viaggi verso i centri maggiori o gli ospedali anche solo per esami diagnostici fondamentali che un tempo venivano brillantemente eseguiti in loco. Per comprendere la gravità della situazione e l'assurdità di considerare questo presidio come un vero punto di riferimento sanitario, basta guardare l’attuale assetto dei turni specialistici funzionanti a Giugno 2026.

LUNEDÌ - UROLOGIA / CARDIOLOGIA (solo una volta al mese)

MARTEDÌ - DIABETOLOGIA / ENDOCRINOLOGIA

MERCOLEDÌ - OCULISTICA / OTORINO

GIOVEDÌ - GINECOLOGIA (solo due volte al mese) 

PSICOLOGA (solo due volte al mese) 

È evidente che un calendario così frammentato, con specializzazioni cruciali come la cardiologia ridotte a una sola presenza mensile, non può in alcun modo rispondere ai bisogni di salute di una popolazione. Fa male constatare come, a fronte delle attuali 7 prestazioni specialistiche rimaste, un tempo la struttura arrivasse a offrirne ben 17, a dimostrazione del lento e inesorabile smantellamento subito negli anni. In questo scenario già desertificato si inserisce l'imminente pensionamento del Dott. Arnaldo Rossi, Direttore Sanitario del Distretto, punto di riferimento insostituibile per l'intera vallata grazie alla sua straordinaria professionalità e disponibilità. Davanti a questa scadenza, nota ormai da oltre un anno, le comunità locali si domandano con profonda apprensione cosa ne sarà delle attività della struttura quando il Direttore andrà in pensione. Con la sua uscita, in assenza di una chiara e trasparente programmazione, rischiano di essere azzerati servizi di prossimità vitali come l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), le vaccinazioni per tutte le età a partire dai bambini in tenera età, i rinnovi delle patenti e i controlli sanitari quotidiani, con il timore fondato che la presenza medica venga ulteriormente ridotta a un solo giorno settimanale a fronte dei 6 giorni attuali, sferrando il colpo di grazia finale alla struttura. A fronte di tali disservizi, le autorità sanitarie continuano a difendersi adducendo la nota e cronica carenza di medici, tuttavia evidenziamo con forza che la mancanza di personale non può diventare una comoda scusa per giustificare lo smantellamento silenzioso di un presidio pubblico e la violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Davanti a tali emergenze, le istituzioni hanno il dovere di mettere in atto ogni strategia straordinaria per reperire professionisti, anziché scaricare i sacrifici esclusivamente sulle aree interne, già abbandonate e mortificate. Tra la popolazione prevalgono ormai sconcerto, indignazione e un profondo senso di sconforto, perché è inaccettabile dover attendere mesi o anni per una visita specialistica. Questa situazione è devastante soprattutto per la grande percentuale di anziani affetti da patologie croniche e, in modo ancora più doloroso, per le persone sole, ovvero quei cittadini che non hanno una rete familiare che possa accompagnarli in macchina verso Casoli, Atessa, Lanciano, Vasto, Ortona, Chieti, ecc., e che non hanno le risorse economiche per ricorrere ai privati. Per loro, essere costretti a partire come mendicanti verso altri lidi significa semplicemente essere privati del fondamentale diritto alla salute, una situazione di fronte alla quale ogni cittadino deve sentirsi direttamente coinvolto a difesa della propria gente. Per queste ragioni, i cittadini interrogano formalmente le autorità competenti per avere risposte immediate e trasparenti.

SI RICHIEDE PERTANTO:
Il ripristino immediato e il pieno potenziamento del reparto di radiologia, in quanto servizio diagnostico basilare, unitamente all'ampliamento strutturale dei turni di radiologia e delle attività specialistiche superando l'attuale schema a gettone mensile o bisettimanale, garantendo una copertura reale e ponendo fine all'odissea delle liste d'attesa.
Chiarimenti immediati e formali sul futuro dei servizi attualmente gestiti dal Direttore Sanitario, Dott. Arnaldo Rossi (ADI, vaccinazioni, rinnovi patenti, controlli sanitari) in vista del suo imminente pensionamento, esigendo di sapere quali provvedimenti concreti siano stati predisposti per evitare l'interruzione o il drastico ridimensionamento di queste prestazioni essenziali.

Infine, qualora alla presente istanza non dovesse pervenire un riscontro tempestivo, puntuale e soddisfacente, si richiede sin da ora la convocazione di un incontro formale presso le sedi opportune della ASL e della Regione Abruzzo, alla presenza di una delegazione di cittadini e dei rappresentanti del territorio. Si avverte fin da ora che, qualora questo stato di silenzio e di abbandono dovesse continuare, i cittadini non resteranno a guardare e andranno oltre con forti manifestazioni di protesta, sempre pacifiche, e forme di mobilitazione popolare, provvedendo a coinvolgere capillarmente gli organi di stampa e la televisione sia a livello regionale che nazionale per portare alla luce di tutta l'opinione pubblica il sopruso subito dalle aree interne. Certi che la salute pubblica rimanga la priorità assoluta, si resta in attesa di un urgente riscontro.

Con osservanza,
I primi firmatari e promotori Mauro Carbonetta, Vito Paolini, Marvi Scutti

Villa Santa Maria, 22 giugno 2026

(La presente istanza viene contestualmente diffusa sul territorio per la raccolta firme cartacea tra i cittadini e i Sindaci del comprensorio, ed è supportata da una petizione online parallela attualmente in corso; con una successiva e distinta missiva provvederemo a trasmettere formalmente tutti gli elenchi con le adesioni raccolte spontaneamente e digitalmente a integrazione di quanto sopra).

 

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Mauro CarbonettaPromotore della petizione

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