Difesa della Professione di Massofisioterapista


Difesa della Professione di Massofisioterapista
Il problema
Le recenti iniziative politiche e burocratiche, hanno negato ai Massofisioterapisti, la possibilità di essere auditi e quindi considerati, all’interno dell’indagine conoscitiva messa in opera dalla Commissione Affari sociali, appena conclusasi, il cui fine è di predisporre il nuovo disegno di legge di Riordino delle professioni sanitarie, discriminando questa categoria di lavoratori, anche in considerazione di altre, al contrario generosamente ascoltate, ma che normativamente possono fare affidamento su basi molto meno certe, qualificate e consolidate nel tempo. Vorremmo pertanto mettere a conoscenza dell’opinione pubblica, come questa negligenza possa seriamente minacciare la sopravvivenza della professione di massofisioterapista, con oltre 5.000 professionisti che offrono la propria competenza ed abilità professionale da oltre 60 anni, ma soprattutto vorremmo far emergere i rischi concreti per questi professionisti e le loro famiglie che si potrebbero trovare vanificati i propri diritti al lavoro, la dignità professionale, ed il loro sostentamento economico futuro.
La figura del massofisioterapista, riconosciuta dalla legge 403/1971 art. 1 e regolarmente abilitata, è una componente essenziale del sistema sanitario italiano, impegnata nella prevenzione e riabilitazione con un alto e positivo, impatto sulla salute dei cittadini.
Nonostante la loro qualifica in ambito sanitario regolarmente ottenuta, i massofisioterapisti sono minacciati da verosimili modifiche legislative che potrebbero estrometterli dal sistema sanitario, con pesanti ripercussioni su migliaia di famiglie e sull'intero sistema sanitario nazionale.
Senza una coerente collocazione con le loro competenze, nel nuovo progetto di riforma sanitaria, si potrebbe addirittura prospettare per loro, un abuso di professione con l’assurdo paradosso che la legge lo considererebbe reato penale; ennesimo esempio delle assurde storture che permeano il nostro ordinamento, considerando che i massofisioterapisti agiscono in conformità alle leggi dello Stato, sono obbligati alla formazione continua in medicina e le loro prestazioni sono detraibili fiscalmente in quanto di carattere sanitario.
La situazione diventa ulteriormente paradossale, relativamente al riconoscimento delle qualifiche estere, che consentono a professionisti sanitari provenienti da altri Paesi europei con lo stesso titolo di formazione, di esercitare senza problema alcuno, mentre i massofisioterapisti italiani rischiano di essere esclusi senza giustificazioni legittime.È evidente che si tratta di una questione che non riguarda la qualità del lavoro svolto, ma piuttosto logiche corporative e conflitti di interesse tra categorie professionali.
Nel 2018, la stabilizzazione della professione di massofisioterapista era stata finalmente raggiunta con la legge 145/2018, seguita dal Decreto Ministeriale di Agosto 2019, che aveva sancito il riconoscimento definitivo della categoria con l’Obbligo di iscrizione alla Federazione nazionale degli Ordini tecnici sanitari radiologia medica e professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, che certificava definitivamente la loro qualifica professionale ed abilitazione.
Tuttavia, dopo questi provvedimenti, si è assistito e senza ragione alcuna, ad una nuova e radicale intenzione demolitoria da parte del Ministero della Salute, che ha iniziato, in modo subdolo e celato, ma efficace, con il mettere in discussione la legittimità della professione, ciò verosimilmente presumiamo a causa delle pressioni esercitate da altre categorie professionali, al quale la professione di Massofisioterapista è sempre stata invisa.
Questi gruppi lobbistici sembrano puntare a screditare la professionalità dei massofisioterapisti, con l'intento di preservare un presunto diritto di monopolio delle professioni nell'ambito della prevenzione e riabilitazione, non considerando inoltre che la figura del Massofisioterapista, nasceva molto prima di tutte le altre previste nel medesimo campo di competenza.
Questa battaglia non è solo per i diritti di migliaia di lavoratori, ma per il benessere della società intera.
Il sistema sanitario italiano, già in difficoltà, risentirebbe enormemente della perdita di una figura professionale che svolge un ruolo fondamentale nella cura dei pazienti, con costi e tempi di attesa ulteriormente aggravati.
Ci appelliamo alla politica, affinché si attivi per evitare le gravi implicazioni sociali ed economiche di un indirizzo ministeriale, che rischia di danneggiare irreparabilmente una categoria di lavoratori che ha investito anni di formazione e risorse nella propria professione.
La questione dei massofisioterapisti è quindi una questione di giustizia sociale, di libertà di lavorare e di dignità professionale.
La tutela di questo diritto è fondamentale per mantenere un sistema sanitario equilibrato e accessibile a tutti i cittadini, i massofisioterapisti sono disposti a difendere i loro diritti fino all’ultima istanza, perseguendo tutte le vie al fine delle tutele demolitorie delle manifeste intenzioni di esclusione di questa categoria dall’ambito sanitario, valutando inoltre ogni altra azione, fosse necessario anche risarcitoria in tutte le sedi compenti nazionali, sovranazionali ed internazionali, oltre anche alla massiccia mobilitazione di piazza già in corso di programmazione.
Il problema
Le recenti iniziative politiche e burocratiche, hanno negato ai Massofisioterapisti, la possibilità di essere auditi e quindi considerati, all’interno dell’indagine conoscitiva messa in opera dalla Commissione Affari sociali, appena conclusasi, il cui fine è di predisporre il nuovo disegno di legge di Riordino delle professioni sanitarie, discriminando questa categoria di lavoratori, anche in considerazione di altre, al contrario generosamente ascoltate, ma che normativamente possono fare affidamento su basi molto meno certe, qualificate e consolidate nel tempo. Vorremmo pertanto mettere a conoscenza dell’opinione pubblica, come questa negligenza possa seriamente minacciare la sopravvivenza della professione di massofisioterapista, con oltre 5.000 professionisti che offrono la propria competenza ed abilità professionale da oltre 60 anni, ma soprattutto vorremmo far emergere i rischi concreti per questi professionisti e le loro famiglie che si potrebbero trovare vanificati i propri diritti al lavoro, la dignità professionale, ed il loro sostentamento economico futuro.
La figura del massofisioterapista, riconosciuta dalla legge 403/1971 art. 1 e regolarmente abilitata, è una componente essenziale del sistema sanitario italiano, impegnata nella prevenzione e riabilitazione con un alto e positivo, impatto sulla salute dei cittadini.
Nonostante la loro qualifica in ambito sanitario regolarmente ottenuta, i massofisioterapisti sono minacciati da verosimili modifiche legislative che potrebbero estrometterli dal sistema sanitario, con pesanti ripercussioni su migliaia di famiglie e sull'intero sistema sanitario nazionale.
Senza una coerente collocazione con le loro competenze, nel nuovo progetto di riforma sanitaria, si potrebbe addirittura prospettare per loro, un abuso di professione con l’assurdo paradosso che la legge lo considererebbe reato penale; ennesimo esempio delle assurde storture che permeano il nostro ordinamento, considerando che i massofisioterapisti agiscono in conformità alle leggi dello Stato, sono obbligati alla formazione continua in medicina e le loro prestazioni sono detraibili fiscalmente in quanto di carattere sanitario.
La situazione diventa ulteriormente paradossale, relativamente al riconoscimento delle qualifiche estere, che consentono a professionisti sanitari provenienti da altri Paesi europei con lo stesso titolo di formazione, di esercitare senza problema alcuno, mentre i massofisioterapisti italiani rischiano di essere esclusi senza giustificazioni legittime.È evidente che si tratta di una questione che non riguarda la qualità del lavoro svolto, ma piuttosto logiche corporative e conflitti di interesse tra categorie professionali.
Nel 2018, la stabilizzazione della professione di massofisioterapista era stata finalmente raggiunta con la legge 145/2018, seguita dal Decreto Ministeriale di Agosto 2019, che aveva sancito il riconoscimento definitivo della categoria con l’Obbligo di iscrizione alla Federazione nazionale degli Ordini tecnici sanitari radiologia medica e professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, che certificava definitivamente la loro qualifica professionale ed abilitazione.
Tuttavia, dopo questi provvedimenti, si è assistito e senza ragione alcuna, ad una nuova e radicale intenzione demolitoria da parte del Ministero della Salute, che ha iniziato, in modo subdolo e celato, ma efficace, con il mettere in discussione la legittimità della professione, ciò verosimilmente presumiamo a causa delle pressioni esercitate da altre categorie professionali, al quale la professione di Massofisioterapista è sempre stata invisa.
Questi gruppi lobbistici sembrano puntare a screditare la professionalità dei massofisioterapisti, con l'intento di preservare un presunto diritto di monopolio delle professioni nell'ambito della prevenzione e riabilitazione, non considerando inoltre che la figura del Massofisioterapista, nasceva molto prima di tutte le altre previste nel medesimo campo di competenza.
Questa battaglia non è solo per i diritti di migliaia di lavoratori, ma per il benessere della società intera.
Il sistema sanitario italiano, già in difficoltà, risentirebbe enormemente della perdita di una figura professionale che svolge un ruolo fondamentale nella cura dei pazienti, con costi e tempi di attesa ulteriormente aggravati.
Ci appelliamo alla politica, affinché si attivi per evitare le gravi implicazioni sociali ed economiche di un indirizzo ministeriale, che rischia di danneggiare irreparabilmente una categoria di lavoratori che ha investito anni di formazione e risorse nella propria professione.
La questione dei massofisioterapisti è quindi una questione di giustizia sociale, di libertà di lavorare e di dignità professionale.
La tutela di questo diritto è fondamentale per mantenere un sistema sanitario equilibrato e accessibile a tutti i cittadini, i massofisioterapisti sono disposti a difendere i loro diritti fino all’ultima istanza, perseguendo tutte le vie al fine delle tutele demolitorie delle manifeste intenzioni di esclusione di questa categoria dall’ambito sanitario, valutando inoltre ogni altra azione, fosse necessario anche risarcitoria in tutte le sedi compenti nazionali, sovranazionali ed internazionali, oltre anche alla massiccia mobilitazione di piazza già in corso di programmazione.
Vittoria
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Petizione creata in data 28 aprile 2025

