“Difendiamo la privacy: stop all’accesso segreto ai nostri dati”


“Difendiamo la privacy: stop all’accesso segreto ai nostri dati”
Il problema
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Parlamento della Repubblica Italiana, al Garante per la Protezione dei Dati Personali
Mi chiamo Luana Damato e vivo a Prato, in Toscana. Come cittadina italiana, sono profondamente preoccupata per le recenti modifiche legislative che mettono a rischio la nostra privacy.
Con l’introduzione dell’articolo 31 del DDL Sicurezza, i servizi di intelligence italiani hanno ottenuto il potere di accedere a dati personali e sensibili dei cittadini, anche senza il loro consenso e in deroga alle tutele previste dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).
Questa norma consente l’accesso a informazioni detenute da enti pubblici, università, ospedali e aziende partecipate, senza obbligo di autorizzazione giudiziaria né di informazione agli interessati. Una simile misura rappresenta un grave rischio per i diritti fondamentali dei cittadini, in particolare per la privacy, la trasparenza e il controllo democratico.
Chiedo con forza:
- La modifica o abrogazione dell’articolo 31 del DDL Sicurezza.
- Il ripristino del principio di proporzionalità e necessità nel trattamento dei dati da parte dei servizi di intelligence.
- Il coinvolgimento del Garante Privacy in ogni fase di accesso ai dati sensibili.
- Un rafforzamento del controllo parlamentare sulle attività dei servizi segreti.
La sicurezza nazionale è un valore fondamentale, ma non può essere perseguita a scapito dei diritti costituzionali. In uno Stato democratico, la trasparenza e il rispetto della legge devono essere garantiti anche da chi opera nel segreto.
Firma questa petizione per difendere la tua libertà e il tuo diritto alla riservatezza.

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Il problema
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Parlamento della Repubblica Italiana, al Garante per la Protezione dei Dati Personali
Mi chiamo Luana Damato e vivo a Prato, in Toscana. Come cittadina italiana, sono profondamente preoccupata per le recenti modifiche legislative che mettono a rischio la nostra privacy.
Con l’introduzione dell’articolo 31 del DDL Sicurezza, i servizi di intelligence italiani hanno ottenuto il potere di accedere a dati personali e sensibili dei cittadini, anche senza il loro consenso e in deroga alle tutele previste dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).
Questa norma consente l’accesso a informazioni detenute da enti pubblici, università, ospedali e aziende partecipate, senza obbligo di autorizzazione giudiziaria né di informazione agli interessati. Una simile misura rappresenta un grave rischio per i diritti fondamentali dei cittadini, in particolare per la privacy, la trasparenza e il controllo democratico.
Chiedo con forza:
- La modifica o abrogazione dell’articolo 31 del DDL Sicurezza.
- Il ripristino del principio di proporzionalità e necessità nel trattamento dei dati da parte dei servizi di intelligence.
- Il coinvolgimento del Garante Privacy in ogni fase di accesso ai dati sensibili.
- Un rafforzamento del controllo parlamentare sulle attività dei servizi segreti.
La sicurezza nazionale è un valore fondamentale, ma non può essere perseguita a scapito dei diritti costituzionali. In uno Stato democratico, la trasparenza e il rispetto della legge devono essere garantiti anche da chi opera nel segreto.
Firma questa petizione per difendere la tua libertà e il tuo diritto alla riservatezza.

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I decisori
Petizione creata in data 19 dicembre 2025