DIFENDIAMO L'EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE , STRUMENTO DI LIBERTA' E RISPETTO

Il problema

Visto l’emendamento approvato il 15 ottobre 2025 dalla Commissione Cultura della Camera al DDL Valditara, a firma della deputata Giorgia Latini (Lega), che vieta tutte le attività didattiche e progettuali attinenti alla sessualità anche nelle scuole secondarie di primo grado,
considerato che tale divieto rappresenta un’estensione rispetto alle precedenti norme che lo limitavano alla scuola dell’infanzia e primaria, noi, insegnanti, educatrici educatori, CHIEDIAMO  CHE TALE EMENDAMENTO  NON VENGA APPROVATO NE' ATTUATO 

 In un Paese in cui ogni anno decine di donne vengono uccise da uomini che dicevano di amarle, la scuola dovrebbe insegnare il rispetto, non il silenzio.
Senza educazione al consenso, alla parità, all’ascolto, continueremo a crescere generazioni che non sanno riconoscere i propri confini né quelli degli altri.

La scuola deve essere un luogo in cui i ragazzi e le ragazze imparano a riconoscere gli ABUSI  a chiedere aiuto, a comprendere la differenza tra affetto e MANIPOLAZIONE

L’educazione sessuale e affettiva non riguarda solo la biologia, ma la costruzione dell’identità, la gestione delle emozioni, il consenso, il rispetto e la parità.
Ragazze e ragazzi si interrogano su corpo, desiderio e confini.
Togliere loro la possibilità di affrontare questi temi a scuola significa lasciarli soli, nelle mani di modelli tossici e disinformazione.

Nel 2025, quasi 70 donne sono state uccise da uomini che dicevano di amarle.
Dietro ogni femminicidio c’è un’assenza di educazione all’empatia, al limite, al rispetto dell’altro.
Per questo, in un Paese dove il linguaggio stesso spesso sposta la colpa sulla vittima, la scuola deve restare un luogo di parola, non di CENSURA 

L’educazione affettiva non è un’ideologia, ma una forma di prevenzione della violenza.
È il modo più concreto per costruire una società civile, capace di riconoscere la differenza senza temerla.

                         Chiediamo 

che l’emendamento Latini venga ritirato o respinto in sede parlamentare,
si apra un confronto pubblico e laico sull’importanza dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado.
Si riconosca la centralità educativa della scuola nel formare cittadini consapevoli, liberi e rispettosi.
Si valorizzino i progetti già esistenti e si promuova la formazione degli insegnanti su questi temi.

Chiediamo che la scuola non si pieghi al silenzio imposto, ma continui a essere uno spazio di libertà, dialogo e crescita.
Che non rinunci alla sua missione più profonda: educare all’umanità.
Perché l’educazione all’affettività e al rispetto non è un optional: è la condizione per una società più giusta.
Per ogni ragazza, per ogni ragazzo, per tutti noi.

La scuola non tace

La scuola non discrimina 

La scuola pubblica educa e  protegge

✍️ Firma per chiedere al Ministro Valditara e al Parlamento di ritirare il divieto all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

AGGIORNAMENTO 10 -11-2025

Nelle ultime ore la Lega ha fatto un dietrofront: ha ritirato il divieto esplicito per le scuole MEDIE , stabilendo che l’educazione sessuale/affettiva può essere svolta, ma solo con il consenso informato dei genitori , per la scuola dell' INFANZIA e la scuola PRIMARIA resta in ogni caso esclusa la possibilità di attività didattiche o progettuali 

Risultato concreto
è che per la Primaria resta il divieto di fatto (non si può nominare il corpo come corpo, né parlare di relazioni in modo consapevole)
La retorica è :
“Noi non siamo quelli che vietano di parlare di affetto.”
Ma di fatto si continua a censurare i contenuti, evitare professionisti qualificati, mantenere l’educazione affettiva in uno stato di eccezione, non di diritto.
Insomma , più che una chiarificazione , una retromarcia tattica . Nulla cambia !

 CONTINUIAMO A PRETENDERE UNA EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE anche alla PRIMARIA con modalità graduali, non esplicite né invasive, ma orientate a linguaggi del corpo, rispetto, emozioni, confini e sicurezza.

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Miriam PiroPromotore della petizione

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Il problema

Visto l’emendamento approvato il 15 ottobre 2025 dalla Commissione Cultura della Camera al DDL Valditara, a firma della deputata Giorgia Latini (Lega), che vieta tutte le attività didattiche e progettuali attinenti alla sessualità anche nelle scuole secondarie di primo grado,
considerato che tale divieto rappresenta un’estensione rispetto alle precedenti norme che lo limitavano alla scuola dell’infanzia e primaria, noi, insegnanti, educatrici educatori, CHIEDIAMO  CHE TALE EMENDAMENTO  NON VENGA APPROVATO NE' ATTUATO 

 In un Paese in cui ogni anno decine di donne vengono uccise da uomini che dicevano di amarle, la scuola dovrebbe insegnare il rispetto, non il silenzio.
Senza educazione al consenso, alla parità, all’ascolto, continueremo a crescere generazioni che non sanno riconoscere i propri confini né quelli degli altri.

La scuola deve essere un luogo in cui i ragazzi e le ragazze imparano a riconoscere gli ABUSI  a chiedere aiuto, a comprendere la differenza tra affetto e MANIPOLAZIONE

L’educazione sessuale e affettiva non riguarda solo la biologia, ma la costruzione dell’identità, la gestione delle emozioni, il consenso, il rispetto e la parità.
Ragazze e ragazzi si interrogano su corpo, desiderio e confini.
Togliere loro la possibilità di affrontare questi temi a scuola significa lasciarli soli, nelle mani di modelli tossici e disinformazione.

Nel 2025, quasi 70 donne sono state uccise da uomini che dicevano di amarle.
Dietro ogni femminicidio c’è un’assenza di educazione all’empatia, al limite, al rispetto dell’altro.
Per questo, in un Paese dove il linguaggio stesso spesso sposta la colpa sulla vittima, la scuola deve restare un luogo di parola, non di CENSURA 

L’educazione affettiva non è un’ideologia, ma una forma di prevenzione della violenza.
È il modo più concreto per costruire una società civile, capace di riconoscere la differenza senza temerla.

                         Chiediamo 

che l’emendamento Latini venga ritirato o respinto in sede parlamentare,
si apra un confronto pubblico e laico sull’importanza dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado.
Si riconosca la centralità educativa della scuola nel formare cittadini consapevoli, liberi e rispettosi.
Si valorizzino i progetti già esistenti e si promuova la formazione degli insegnanti su questi temi.

Chiediamo che la scuola non si pieghi al silenzio imposto, ma continui a essere uno spazio di libertà, dialogo e crescita.
Che non rinunci alla sua missione più profonda: educare all’umanità.
Perché l’educazione all’affettività e al rispetto non è un optional: è la condizione per una società più giusta.
Per ogni ragazza, per ogni ragazzo, per tutti noi.

La scuola non tace

La scuola non discrimina 

La scuola pubblica educa e  protegge

✍️ Firma per chiedere al Ministro Valditara e al Parlamento di ritirare il divieto all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

AGGIORNAMENTO 10 -11-2025

Nelle ultime ore la Lega ha fatto un dietrofront: ha ritirato il divieto esplicito per le scuole MEDIE , stabilendo che l’educazione sessuale/affettiva può essere svolta, ma solo con il consenso informato dei genitori , per la scuola dell' INFANZIA e la scuola PRIMARIA resta in ogni caso esclusa la possibilità di attività didattiche o progettuali 

Risultato concreto
è che per la Primaria resta il divieto di fatto (non si può nominare il corpo come corpo, né parlare di relazioni in modo consapevole)
La retorica è :
“Noi non siamo quelli che vietano di parlare di affetto.”
Ma di fatto si continua a censurare i contenuti, evitare professionisti qualificati, mantenere l’educazione affettiva in uno stato di eccezione, non di diritto.
Insomma , più che una chiarificazione , una retromarcia tattica . Nulla cambia !

 CONTINUIAMO A PRETENDERE UNA EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE anche alla PRIMARIA con modalità graduali, non esplicite né invasive, ma orientate a linguaggi del corpo, rispetto, emozioni, confini e sicurezza.

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Miriam PiroPromotore della petizione

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