
Il sindaco ha scritto a Zaia chiedendo di dimezzare il “limite” di emungimento delle concessioni minerarie Vera: in pratica passare dal limite di 100 litri al secondo a 50 litri al secondo. Ha poi aggiunto: “Però nei fatti non stanno prelevando più di 30 litri al secondo”. Sono dati forniti da Nestlè - San Pellegrino SpA.
Sul progetto di nuovo stabilimento di imbottigliamento il sindaco dice che “non c’è nulla” a parte il nostro “allarmismo” e quello di 2 mila persone che hanno firmato la petizione online. Ha poi aggiunto che alla richiesta di 2 mila persone non dà alcun peso.
NOI DICIAMO:
- Il sindaco può dire quello che vuole ma prende questa iniziativa di scrivere a Zaia dopo la nostra mobilitazione e per rispondere alla nostra mobilitazione. La partecipazione delle persone sta dando i primi risultati: quindi grazie a quante e quanti si stanno impegnando, i fatti parlano da soli. Quindi ben venga che il sindaco si accorga dell’importanza di tutelare l’acqua, anche ripristinando i controlli geologici da parte di una figura indipendente. Ma non basta;
- L’emergenza idrica e l’emergenza siccità rimangono anche se la multinazionale preleva “solo” 30 litri al secondo e il limite venisse portato a 50 litri al secondo: non ci siamo sognati le pompe a secco, le fontane pubbliche chiuse, i campi allo stremo, i canali vuoti e scene apocalittiche in città a Padova, una situazione generale drammatica in tutto il territorio. Una situazione che impone di dare la priorità assoluta all’acqua bene comune e non al business dei privati;
- Abbiamo chiesto chiarimenti sulla quantità di acqua industriale utilizzata dalla San Pellegrino (quella che serve per le bevande diverse dall’acqua minerale, per capirsi) che non viene conteggiata nei dati forniti dal sindaco. È forse un’acqua di serie B? Restiamo in attesa di una risposta;
- Sul nuovo stabilimento il sindaco insiste a dire che “non c’è nulla”. Evidentemente hanno le allucinazioni i cittadini che ci segnalano movimenti sull’area agricola lungo via San Nicolò, con tecnici impegnati nei carotaggi, etc. E se “non c’è nulla” non si capisce perché il 19 luglio il sindaco abbia convocato una riunione con i consiglieri comunali per farci spiegare dalla proprietà di AQua Vera SpA il progetto per il nuovo impianto di imbottigliamento.
Noi di questo sindaco “contraddittorio” non ci fidiamo e quindi continua il nostro impegno per far sentire la voce delle cittadine e cittadini di San Giorgio in Bosco e dell’Alta Padovana: non si può dire a parole che si tutela l’acqua e poi si lavora di fatto per fare un nuovo impianto di imbottigliamento in zona agricola. Non si prendono in giro le persone.
- Noi alle persone diamo peso. E difendiamo il diritto all’acqua bene comune e al futuro sostenibile del nostro territorio.
- Firma per difendere l’acqua: https://chng.it/sHwKkf75X6