Petition Closed

perchè creano un periodo di vuoto economico e di incertezze che umilia la dignità umana e peggiora la qualità di vita, dopo che si erano sottoscritti degli accordi ben precisi per uscire dal mondo del lavoro ed andare in pensione.

Il Ministro Giovannini ha deciso di rimandare a settembre la discussione sul problema esodati ed il relativo decreto di copertura ancora non è stato firmato. Ci sono migliaia di famiglie senza reddito !!!!

Il Governo Italiano è stato l’unico a creare una nuova classe sociale: gli “esodati salvaguardati”.

Gli esodati sono persone che in base ad accordi individuali e/o collettivi hanno abbandonato il lavoro, dietro il percepimento di un “assegno straordinario per il sostegno al reddito”, per poi andare regolarmente in pensione a carico dell’ INPS alle date allora stabilite individualmente.


Il Governo ha poi deciso nel corso degli anni di modificare le leggi e di allungare i periodi di pensionamento, creando appunto questa categoria e dimenticandosi di tutelarla per gli accordi già presi e sottoscritti (categoria che solo in un secondo momento è stata quantificata, con molta difficoltà  in circa 400.000 unità).
L’ ex Ministro del Lavoro Fornero ha davvero salvaguardato 10.000 esodati usciti prima del 30/10/2008 (una vera e propria lotteria) facendoli andare in pensione con le vecchie regole, ha poi pensato di “salvaguardarne” altri circa 140.000 (65.000 + 55.000 + 10.000), tutti con problematiche diverse e norme diverse.


Nessuno, però tra Governo degli allora “tecnici” e Sindacati ha però percepito e studiato un problema che ha colpito una parte di questi “salvaguardati”, e cioè:


 per gli esodati usciti nel periodo 30/10/2008 – 31/5/2010, a cui sono state applicate le regole  della
-    legge 122/2010 ( c.d. finestre mobili ), nonché quelle delle leggi :
-    Legge 111/2011 conversione del DL  n. 98/2011 ( speranze di vita + proroga finestra quarantisti )
-    Legge 148/2011 conversione  del DL   n.138/2011 ( innalzamento età donne )
-    Legge 214/2011 conversione  del DL n. 201/2011  ( modifica speranze di vita )
si è venuto a creare “un vuoto economico”  che fa restare senza assegno di sostegno e senza pensione per un periodo anche di 15 mesi.
Tutto questo anche per via della modifica dei termini e del prolungamento dei tempi per l’accesso al trattamento pensionistico, essendo preclusa la possibilità di rimanere nel fondo di solidarietà oltre i 60 mesi, (infatti  Il Decreto 1/6/2012 art.2 estende la prosecuzione a carico dei Fondi fino al 62° anno di età solo agli esodati in data successiva al 4/12/2011).


Anche se la situazione di mancanza reddituale prodotta dalla legge 112/10 dovrebbe essere coperta dall’art. 12, comma 5/bis, della legge 122/2010, che prevede la corresponsione di un assegno di sostegno straordinario a valere sul Fondo Sociale (con la perdita anche dei dietimi di “tredicesima” mensilità), purtroppo la sua erogazione, gestita dall’Inps, è subordinata all’emanazione di specifici decreti ministeriali.
Com’è noto, negli anni 2011 e 2012 questi decreti sono sempre stati emanati dai Ministeri competenti alla fine dei rispettivi anni di pertinenza ed anche per il 2013 non si prevedono tempi più rapidi.


C’è anche da aggiungere che l’INPS non è in grado di comunicare  le nuove date di pensionamento, creando ancora di più apprensione e incertezze.

Alla fine mi chiedo e ci chiediamo, se il comportamento dello Stato Italiano non sia anticostituzionale, non violi la “Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea”, permettendo che alcuni suoi cittadini, dopo degli accordi presi e sottoscritti , dapprima vivino uno stato di incertezza, di mortificazione, (dopo aver lavorato per anni), e poi soffrano e subiscono un periodo di vuoto economico che ancora di più ne umilia la dignità umana e ne peggiora la qualità di vita.

Legittimamente chiedo e chiediamo che vengano sanate tutte queste pendenze, che non si vengano a creare più periodi di “vacazione”; rivogliamo, pertanto, tutte quelle certezze che avevamo nel momento in cui abbiamo deciso di lasciare il mondo del lavoro, sicuri di poter affrontare una serena vecchiaia.

Chiediamo l’incostituzionalità  delle citate leggi relativamente ai casi esposti.

Letter to
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Prof. Enrico Giovannini
Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Prof.ssa Maria Cecilia Guerra
Presidente XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) DAMIANO Cesare
Dichiarare anticostituzionali alcune leggi per gli esodati ante 31/5/2010
Il Governo Italiano è stato l’unico a creare una nuova classe sociale: gli “esodati salvaguardati”.
Gli esodati sono persone che in base ad accordi individuali e/o collettivi hanno abbandonato il lavoro, dietro il percepimento di un “assegno straordinario per il sostegno al reddito”, per poi andare regolarmente in pensione a carico dell’ INPS alle date allora stabilite individualmente.
Il Governo ha poi deciso nel corso degli anni di modificare le leggi e di allungare i periodi di pensionamento, creando appunto questa categoria e dimenticandosi di tutelarla per gli accordi già presi e sottoscritti (categoria che solo in un secondo momento è stata quantificata, con molta difficoltà in circa 400.000 unità).
L’ ex Ministro del Lavoro Fornero ha davvero salvaguardato 10.000 esodati usciti prima del 30/10/2008 facendoli andare in pensione con le vecchie regole, ha poi pensato di “salvaguardarne” altri circa 140.000 (65.000 + 55.000 + 10.000), tutti con problematiche diverse e norme diverse.
Nessuno, però tra Governo degli allora “tecnici” e Sindacati ha però percepito e studiato un problema che ha colpito una parte di questi “salvaguardati”, e cioè:
per gli esodati usciti nel periodo 30/10/2008 – 31/5/2010, a cui sono state applicate le regole della
- legge 122/2010 ( c.d. finestre mobili ), nonché quelle delle leggi :
- Legge 111/2011 conversione del DL n. 98/2011 ( speranze di vita + proroga finestra quarantisti )
- Legge 148/2011 conversione del DL n.138/2011 ( innalzamento età donne )
- Legge 214/2011 conversione del DL n. 201/2011 ( modifica speranze di vita )
si è venuto a creare “un vuoto economico” che fa restare senza assegno di sostegno e senza pensione per un periodo anche di 15 mesi.
Tutto questo anche per via della modifica dei termini e del prolungamento dei tempi per l’accesso al trattamento pensionistico, essendo preclusa la possibilità di rimanere nel fondo di solidarietà oltre i 60 mesi, (infatti Il Decreto 1/6/2012 art.2 estende la prosecuzione a carico dei Fondi fino al 62° anno di età solo agli esodati in data successiva al 4/12/2011).
Anche se la situazione di mancanza reddituale prodotta dalla legge 112/10 dovrebbe essere coperta dall’art. 12, comma 5/bis, della legge 122/2010, che prevede la corresponsione di un assegno di sostegno straordinario a valere sul Fondo Sociale (con la perdita anche dei dietimi di “tredicesima” mensilità), purtroppo la sua erogazione, gestita dall’Inps, è subordinata all’emanazione di specifici decreti ministeriali.
Com’è noto, negli anni 2011 e 2012 questi decreti sono sempre stati emanati dai Ministeri competenti alla fine dei rispettivi anni di pertinenza ed anche per il 2013 non si prevedono tempi più rapidi.
Infatti Il Ministro Giovannini ha deciso di rimandare a settembre la discussione sul problema esodati ed il relativo decreto di copertura ancora non è stato firmato. Ci sono migliaia di famiglie senza reddito !!!!
C’è anche da aggiungere che l’INPS non è in grado di comunicare le nuove date di pensionamento, creando ancora di più apprensione e incertezze.

Alla fine mi chiedo e ci chiediamo, se il comportamento dello Stato Italiano non sia anticostituzionale, non violi la “Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea”, permettendo che alcuni suoi cittadini, dopo degli accordi presi e sottoscritti , dapprima vivino uno stato di incertezza, di mortificazione, (dopo aver lavorato per anni), e poi soffrano e subiscono un periodo di vuoto economico che ancora di più ne umilia la dignità umana e ne peggiora la qualità di vita.

Legittimamente chiedo e chiediamo che vengano sanate tutte queste pendenze, che non si vengano a creare più periodi di “vacazione”; rivogliamo, pertanto, tutte quelle certezze che avevamo nel momento in cui abbiamo deciso di lasciare il mondo del lavoro, sicuri di poter affrontare una serena vecchiaia.

Chiediamo l’incostituzionalità delle citate leggi relativamente ai casi esposti.