PETIZIONE CHIUSA

Detrazioni fiscali per i costi di frequenza delle Scuole di musica e per l'acquisto degli strumenti musicali

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Sono il Presidente dell’Associazione Lia Trucco Sempre in Orchestra con Te (www.liatruccosempreinorchestraconte.org). Mia figlia Lia, appassionata e valente chitarrista, è morta improvvisamente all’età di 16 anni, il 24 ottobre 2008, poco tempo dopo aver sostenuto con esiti brillanti l’esame del 5° anno di Conservatorio e aver debuttato in quartetto di chitarre con i fratelli, nell’ambito delle iniziative della Scuola Suzuki di Saluzzo.

Nell'aprile del 2009 è stata costituita l’Associazione in suo nome, con lo scopo di mantenere viva la sua memoria e la sua spiccata sensibilità attraverso l’organizzazione di iniziative ispirate alle sue maggiori passioni – la musica, la scrittura, la lettura ed il teatro – ed al suo amore per i bambini.
Fin da subito, per promuovere la passione per la musica e favorire gli studi musicali a ragazzi e ragazze come lei, è stato istituito il Premio Lia Trucco, che, dal 2013, diventa "Premio Lia Trucco - Stare insieme con la musica".
Si tratta di un evento dedicato a giovani chitarristi, all’interno del quale quest'anno sono stati assegnati oltre al Premio Lia Trucco 2013 anche la Borsa di Studio Lia Trucco 2013.
Sono proprio la realtà dell’Associazione (per sua natura vicina all’ambiente musicale, in particolare quello giovanile) e la nostra esperienza famigliare ad aver ispirato questa iniziativa.

In questi giorni il Parlamento discute la Legge di Stabilità 2014, da cui certamente scaturiranno ancora tagli e riduzioni delle detrazioni fiscali (so che al riguardo è previsto un DPCM entro il 31 gennaio 2014).
Colgo l’occasione per rivolgermi a voi per lanciare una proposta in controtendenza.

Non siamo una lobby, non abbiamo appoggi politici e non intendiamo certo invitare all’assalto alla diligenza. Vorrei però farmi portavoce di molte famiglie che scelgono per i propri figli la strada della musica.
Sappiamo tutti che la formazione musicale in Italia è la cenerentola della cultura e, fatte le dovute eccezioni, neanche la Scuola pubblica brilla per iniziative. Di conseguenza, in questi anni hanno supplito alle carenze della Scuola (soprattutto nei centri minori) gli Istituti Civici Musicali, le Associazioni, gli Enti privati vari. I costi dei corsi sono quasi sempre a totale carico delle famiglie che scelgono di investire sulla formazione musicale dei propri figli nonostante la crisi, consapevoli che, oltre a eventuali sbocchi professionali, si tratta di un investimento a tutto tondo per la formazione umana dei nostri ragazzi.

“Voglio creare bravi cittadini. Se un bambino ascolta buona musica dal giorno della sua nascita ed impara a suonarla da solo, allora svilupperà sensibilità, disciplina e pazienza. Ed otterrà uno splendido cuore.” (Shinichi Suzuki)

Per dare un segnale positivo a questo variegato e bistrattato settore lancio l'idea di introdurre, così come già è previsto per le attività sportive, una detrazione fiscale per le spese sostenute per la frequenza delle Scuole di Musica.
Sicuramente i tecnici del Ministero delle Finanze hanno sensibilità e competenze opportune per declinare al meglio e nel dettaglio questa proposta.


Ma non è tutto. Raggiunto un buon livello di apprendimento, diventa indispensabile per gli aspiranti musicisti l’acquisto di uno strumento di qualità, trattandosi di un mezzo fondamentale per affinare le proprie capacità nel percorso formativo.

Per tale acquisto si va incontro a costi molto elevati: rimanendo nelle fasce più economiche, si parla di 2.000 - 3.000 euro per una chitarra o un violino, 8.000 euro per un violoncello, 10.000 euro per un contrabbasso, fino a 20.000 e forse più per un’arpa; per non parlare del costo di un pianoforte. È un'esperienza che ho toccato personalmente, quando il mio figlio maggiore ha deciso di proseguire gli studi musicali a livello universitario.

Un ulteriore segnale positivo sarebbe consentire di portare in detrazione parte di questi costi, come è stato fatto per l’acquisto di computer o di elettrodomestici di classe A+, e come è previsto per l’acquisto di mobili nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Certo un simile incentivo non intende far da volano all’intera economia, essendo questo un settore di nicchia, ma potrebbe esser un segnale - in controtendenza - di attenzione verso un settore particolare (in cui non mancano le eccellenze artigiane), con ricadute positive per le famiglie, per i giovani musicisti e per tutto il settore culturale.

Più in generale è necessario investire nella formazione musicale, non solo per formare bravi musicisti, ma soprattutto per formare un pubblico preparato all'ascolto della musica, creando buone sinergie tra fruitori ed esecutori: in questo modo si può allargare la platea degli ascoltatori, la richiesta e l'attenzione per la musica di qualità.

Incentivare la formazione musicale e artistica in generale, inoltre, può avere benefiche ricadute economiche e occupazionali per il settore, visto che costi meno elevati possono produrre un aumento del numero degli allievi e dei formatori.



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