DECIDI TU CHI VA IN PARLAMENTO: NO ALLE LISTE BLOCCATE, FIRMA PER INTRODURRE LE PREFERENZE

Il problema

Inizia oggi - martedì 31 marzo 2026 - in Prima Commissione alla Camera l’iter per l’approvazione della nuova legge elettorale proposta dal Governo Meloni. 

Se dovesse entrare in vigore, il nuovo sistema cambierà, in peggio, il modo in cui i cittadini italiani eleggono il Parlamento, eliminando anche le già ridottissime possibilità di scelta previste dall’attuale sistema elettorale attraverso i collegi. E questo rappresenta un attacco alla nostra Costituzione, che stabilisce all’art. 1, che la sovranità appartiene al popolo e agli artt. 56 e 58 che la Camera dei Deputati (Art. 56) e il Senato della Repubblica (Art. 58) siano eletti a "suffragio universale e diretto".

Rappresenta anche un rischio per i singoli territori che hanno bisogno di deputati e senatori che rispondano alle esigenze delle persone e non dei capi dei partiti.

La riforma prevede il superamento dell’attuale sistema misto e l’abolizione dei collegi uninominali, fatta eccezione per territori specifici come Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Al loro posto, verrebbe introdotto un sistema proporzionale con premio di maggioranza, basato su liste bloccate e senza possibilità di esprimere preferenze. 

Eliminare i collegi uninominali significa cancellare anche l’ultimo, esiguo spazio di scelta diretto dei cittadini, blindando una legge elettorale costruita per pilotare la composizione del Parlamento secondo le strategie delle segreterie di partito.

TRADOTTO: nessuno di noi sceglierà il proprio rappresentante in Parlamento. E chi verrà eletto non dovrà rispondere alle esigenze dei territori, non si preoccuperà delle istanze dei singoli cittadini ma solo di assecondare gli ordini dei propri capi di partito. 

In un’epoca in cui l’affluenza al voto è scesa al minimo storico, è inaccettabile che la nuova legge elettorale vada nella direzione di svuotare ulteriormente la democrazia rappresentativa.

È interessante notare che in passato (nel 2014), la stessa Giorgia Meloni definiva le liste bloccate una "ignominia". Oggi, la sua riforma rischia di blindare proprio quel sistema che criticava, portando l'Italia verso una "democrazia d'investitura" dove il cittadino conta solo il giorno del voto per il Premier, scomparendo poi per i successivi 5 anni.

Scegliere i nostri rappresentanti deve essere un diritto che non può più essere lasciato alle segreterie di partito, che non possono e non devono decidere da sole chi siederà in Parlamento. 

Per questo, chiediamo una cosa semplice, giusta, democratica: reintrodurre le preferenze, restituire agli elettori il potere di scegliere.
Il voto non è un atto simbolico, è uno strumento di decisione. 

E tu devi avere il diritto di decidere chi ti rappresenta in Parlamento.

PROGETTO CIVICO ITALIA

avatar of the starter
Alessandro OnoratoPromotore della petizionePromotore di Progetto Civico Italia

6699

Il problema

Inizia oggi - martedì 31 marzo 2026 - in Prima Commissione alla Camera l’iter per l’approvazione della nuova legge elettorale proposta dal Governo Meloni. 

Se dovesse entrare in vigore, il nuovo sistema cambierà, in peggio, il modo in cui i cittadini italiani eleggono il Parlamento, eliminando anche le già ridottissime possibilità di scelta previste dall’attuale sistema elettorale attraverso i collegi. E questo rappresenta un attacco alla nostra Costituzione, che stabilisce all’art. 1, che la sovranità appartiene al popolo e agli artt. 56 e 58 che la Camera dei Deputati (Art. 56) e il Senato della Repubblica (Art. 58) siano eletti a "suffragio universale e diretto".

Rappresenta anche un rischio per i singoli territori che hanno bisogno di deputati e senatori che rispondano alle esigenze delle persone e non dei capi dei partiti.

La riforma prevede il superamento dell’attuale sistema misto e l’abolizione dei collegi uninominali, fatta eccezione per territori specifici come Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Al loro posto, verrebbe introdotto un sistema proporzionale con premio di maggioranza, basato su liste bloccate e senza possibilità di esprimere preferenze. 

Eliminare i collegi uninominali significa cancellare anche l’ultimo, esiguo spazio di scelta diretto dei cittadini, blindando una legge elettorale costruita per pilotare la composizione del Parlamento secondo le strategie delle segreterie di partito.

TRADOTTO: nessuno di noi sceglierà il proprio rappresentante in Parlamento. E chi verrà eletto non dovrà rispondere alle esigenze dei territori, non si preoccuperà delle istanze dei singoli cittadini ma solo di assecondare gli ordini dei propri capi di partito. 

In un’epoca in cui l’affluenza al voto è scesa al minimo storico, è inaccettabile che la nuova legge elettorale vada nella direzione di svuotare ulteriormente la democrazia rappresentativa.

È interessante notare che in passato (nel 2014), la stessa Giorgia Meloni definiva le liste bloccate una "ignominia". Oggi, la sua riforma rischia di blindare proprio quel sistema che criticava, portando l'Italia verso una "democrazia d'investitura" dove il cittadino conta solo il giorno del voto per il Premier, scomparendo poi per i successivi 5 anni.

Scegliere i nostri rappresentanti deve essere un diritto che non può più essere lasciato alle segreterie di partito, che non possono e non devono decidere da sole chi siederà in Parlamento. 

Per questo, chiediamo una cosa semplice, giusta, democratica: reintrodurre le preferenze, restituire agli elettori il potere di scegliere.
Il voto non è un atto simbolico, è uno strumento di decisione. 

E tu devi avere il diritto di decidere chi ti rappresenta in Parlamento.

PROGETTO CIVICO ITALIA

avatar of the starter
Alessandro OnoratoPromotore della petizionePromotore di Progetto Civico Italia

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione