

DDL Giachetti e atti di Clemenza.
Il problema
Egregio Presidente del Senato - Sen. Ignazio La Russa,
Egregio Presidente della Camera dei Deputati - On. Lorenzo Fontana,
ci rivolgiamo a Voi, nelle Vostre alte funzioni istituzionali, affinché venga vagliata con urgenza la possibilità di discutere e approvare misure concrete e immediate atte a contrastare l’attuale condizione di sovraffollamento carcerario in Italia, in attesa della realizzazione notoriamente a lungo termine di nuove strutture detentive o della ristrutturazione di quelle esistenti.
La drammatica situazione delle carceri italiane, già ben nota e oggetto di numerose denunce da parte di associazioni, operatori del settore e istituzioni indipendenti, rappresenta una grave emergenza sociale e umanitaria. Le condizioni di vita degradanti non solo mettono a rischio la
dignità e la salute dei detenuti, ma compromettono anche la possibilità di un effettivo percorso rieducativo, come sancito dall’art. 27 della Costituzione.
In tale contesto, appare opportuno che venga al più presto presa in considerazione la proposta di legge già presentata dall’on. Roberto Giachetti, che, se discussa e approvata, potrebbe offrire una prima risposta concreta al problema, alleggerendo il carico attuale sugli istituti penitenziari e sugli uffici di esecuzione esterne dando così possibilità di poter redigere altre più importanti misure in merito.
Questo provvedimento non rappresenterebbe solo un passo importante verso una maggiore civiltà giuridica e sociale, ma gioverebbe all’intera società:
- ai detenuti, offrendo loro reali possibilità di recupero e reinserimento,
- agli operatori penitenziari, spesso costretti a lavorare in condizioni proibitive a causa di carenze di organico e fondi,
- allo Stato, che potrebbe ridurre i costi legati alla gestione dell’emergenza carceraria e migliorare l’efficacia del sistema giustizia.
Confido che questa richiesta venga accolta con la dovuta attenzione e che si possa avviare al più presto un percorso legislativo che tenga conto della dignità della persona e della funzione rieducativa della pena.
Con la speranza che tale indicazione possa essere presa in seria considerazione e trasformata in azione concreta quanto prima, certo e fiducioso che questo tema sia nel cuore delle istituzioni e del Governo, porgo i miei più cordiali saluti.
"Perché loro e non io."
— Papa Francesco
La giustizia autentica si realizza quando si offre a chi ha commesso un errore la possibilità di rieducarsi e tornare a essere parte della società, non quando si alimenta la ripicca rinchiudendo e chiedendo denaro, trasformando la pena in una forma di vendetta anziché in un’occasione di riscatto.
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Il problema
Egregio Presidente del Senato - Sen. Ignazio La Russa,
Egregio Presidente della Camera dei Deputati - On. Lorenzo Fontana,
ci rivolgiamo a Voi, nelle Vostre alte funzioni istituzionali, affinché venga vagliata con urgenza la possibilità di discutere e approvare misure concrete e immediate atte a contrastare l’attuale condizione di sovraffollamento carcerario in Italia, in attesa della realizzazione notoriamente a lungo termine di nuove strutture detentive o della ristrutturazione di quelle esistenti.
La drammatica situazione delle carceri italiane, già ben nota e oggetto di numerose denunce da parte di associazioni, operatori del settore e istituzioni indipendenti, rappresenta una grave emergenza sociale e umanitaria. Le condizioni di vita degradanti non solo mettono a rischio la
dignità e la salute dei detenuti, ma compromettono anche la possibilità di un effettivo percorso rieducativo, come sancito dall’art. 27 della Costituzione.
In tale contesto, appare opportuno che venga al più presto presa in considerazione la proposta di legge già presentata dall’on. Roberto Giachetti, che, se discussa e approvata, potrebbe offrire una prima risposta concreta al problema, alleggerendo il carico attuale sugli istituti penitenziari e sugli uffici di esecuzione esterne dando così possibilità di poter redigere altre più importanti misure in merito.
Questo provvedimento non rappresenterebbe solo un passo importante verso una maggiore civiltà giuridica e sociale, ma gioverebbe all’intera società:
- ai detenuti, offrendo loro reali possibilità di recupero e reinserimento,
- agli operatori penitenziari, spesso costretti a lavorare in condizioni proibitive a causa di carenze di organico e fondi,
- allo Stato, che potrebbe ridurre i costi legati alla gestione dell’emergenza carceraria e migliorare l’efficacia del sistema giustizia.
Confido che questa richiesta venga accolta con la dovuta attenzione e che si possa avviare al più presto un percorso legislativo che tenga conto della dignità della persona e della funzione rieducativa della pena.
Con la speranza che tale indicazione possa essere presa in seria considerazione e trasformata in azione concreta quanto prima, certo e fiducioso che questo tema sia nel cuore delle istituzioni e del Governo, porgo i miei più cordiali saluti.
"Perché loro e non io."
— Papa Francesco
La giustizia autentica si realizza quando si offre a chi ha commesso un errore la possibilità di rieducarsi e tornare a essere parte della società, non quando si alimenta la ripicca rinchiudendo e chiedendo denaro, trasformando la pena in una forma di vendetta anziché in un’occasione di riscatto.
I decisori

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Petizione creata in data 16 maggio 2025