La Tuscia invasa dalle scorie nucleari

La Tuscia invasa dalle scorie nucleari

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Paola Franceschini ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Roberto Cingolani (Ministro per la Transizione Ecologica) e a

 

È apparsa oggi 5 gennaio 2021, la notizia che dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell'ambiente è stato individuato l'intero territorio della Tuscia come potenziale deposito di scorie nucleari.  Questa decisione vede noi cittadini della provincia di Viterbo totalmente in disaccordo e genera grande preoccupazione, in primo luogo per la salute pubblica: difatti la presenza di scorie nucleari, unitamente alla radioattività naturale accertata del peperino - la varietà di tufo presente sul territorio, di cui molteplici studi hanno accertato la responsabilità nella diffusione in zona di patologie oncologiche principalmente a carico dell'apparato digerente e colon retto - pone diversi interrogativi in merito alla tutela della salute di chi vive in queste zone.

Non meno pressante è, peraltro, la preoccupazione circa il futuro del nostro territorio.
La Tuscia, culla della civiltà etrusca, che qui e in Toscana conta le testimonianze archeologiche e monumentali più alte, è un luogo bellissimo e delicato, dove si assiste ad un perfetto incontro tra uomo e natura maturato nei secoli. Essa è il luogo dove la storia, unita alla dolcezza e alla bellezza selvaggia del paesaggio, custodiscono una autentico scrigno  di memoria del territorio laziale e una importante testimonianza della storia del nostro paese. 

È necessario tutelarne e difenderne l'integrità per il suo altissimo valore culturale, non dimenticando che la valorizzazione del territorio della Tuscia con le sue splendide attrattive, costituisce una straordinaria opportunità per settore del turismo culturale, sportivo, enologico, gastronomico.
Le testimonianze storiche custodite dai numerosi siti artistici e archeologici, la selvaggia bellezza dell'ambiente naturale modellato con rispetto nei secoli dalla mano dell'uomo, costituiscono la ricchezza della Tuscia che si configura come un autentico museo diffuso. Distruggerla e violarla con un'operazione di grave impatto significa pregiudicare ogni potenzialità presente e futura in termini di sviluppo e sostenibilità ecologica e ambientale.

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