Vera autonomia per la Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia

Vera autonomia per la Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia

Il problema

La notizia apparsa sui giornali locali della soppressione, a partire dal primo di settembre, della Fondazione Bevilacqua la Masa come Istituzione autonoma, ci deve portare ad una presa di posizione forte, chiara, il più possibile condivisa contro questa assurda decisione, che rischia di far morire una delle istituzioni più importanti a livello nazionale e internazionale dedicate all'arte e ai giovani artisti della città.
In questi giorni la Giunta Comunale di Venezia con il suo sindaco Luigi Brugnaro hanno annunciato la soppressione di questa Istituzione, il che non significa la chiusura delle attività attualmente svolte, ma della sua autonomia decisionale.
Verranno eliminati i consigli di Amministrazione e i relativi, seppur già modesti, compensi. La Fondazione Bevilacqua la Masa farà parte del Comune e sarà un ufficio a servizio del Comune.
Problema tra i problemi rimarrà quello delle risorse sia pubbliche che private di cui dispone.
Chiediamo che la Fondazione rimanga libera da qualsiasi condizionamento politico e/o particolare, che ne venga garantita l'autonomia e sopravvivenza, senza intaccarne la struttura immobiliare.
Che venga ridefinito lo statuto ritrovando lo spirito iniziale, che prevedeva la partecipazione degli artisti e 'addetti ai lavori' alle decisioni sulla composizione dirigenziale. Che il presidente ritorni ad essere una figura super partes, di chiara fama. 

Nel 1898 la duchessa Felicita Bevilacqua la Masa, con un’atto che ancora sorprende, donò Palazzo Cà Pesaro, uno dei più imponenti palazzi affacciati sul Canal Grande, al Comune di Venezia con precise indicazioni, lasciate nel testamento olografo, e cioè che fosse destinato ai 'giovani artisti poveri'. Nei primi anni del novecento il comune di Venezia seguendo il suo testamento, realizzò la Fondazione Bevilacqua la Masa e Cà Pesaro diventò un luogo di accoglienza ed esposizione per giovani artisti. La Fondazione Bevilacqua La Masa diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovani artisti tra cui Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini. Nel corso degli anni numerosissimi artisti ebbero il loro punto di partenza e luogo di accoglienza nella B.L.M. Un accordo che impegnava il Comune di Venezia a sostenere questa Fondazione in cambio dell'utilizzo di Palazzo Cà Pesaro come museo cittadino ne ha cambiato la dislocazione ma non la funzione. Oggi può contare su altre sedi espositive e studi per artisti a San Marco, a Palazzo Carminati, Santi Cosma e Damiano e la sede centrale ed espositiva di Palazzetto Tito.

Questa petizione sarà consegnata al Consiglio comunale di Venezia e al Sindaco Luigi Brugnaro

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Daniele FrisonPromotore della petizione
Questa petizione aveva 122 sostenitori

Il problema

La notizia apparsa sui giornali locali della soppressione, a partire dal primo di settembre, della Fondazione Bevilacqua la Masa come Istituzione autonoma, ci deve portare ad una presa di posizione forte, chiara, il più possibile condivisa contro questa assurda decisione, che rischia di far morire una delle istituzioni più importanti a livello nazionale e internazionale dedicate all'arte e ai giovani artisti della città.
In questi giorni la Giunta Comunale di Venezia con il suo sindaco Luigi Brugnaro hanno annunciato la soppressione di questa Istituzione, il che non significa la chiusura delle attività attualmente svolte, ma della sua autonomia decisionale.
Verranno eliminati i consigli di Amministrazione e i relativi, seppur già modesti, compensi. La Fondazione Bevilacqua la Masa farà parte del Comune e sarà un ufficio a servizio del Comune.
Problema tra i problemi rimarrà quello delle risorse sia pubbliche che private di cui dispone.
Chiediamo che la Fondazione rimanga libera da qualsiasi condizionamento politico e/o particolare, che ne venga garantita l'autonomia e sopravvivenza, senza intaccarne la struttura immobiliare.
Che venga ridefinito lo statuto ritrovando lo spirito iniziale, che prevedeva la partecipazione degli artisti e 'addetti ai lavori' alle decisioni sulla composizione dirigenziale. Che il presidente ritorni ad essere una figura super partes, di chiara fama. 

Nel 1898 la duchessa Felicita Bevilacqua la Masa, con un’atto che ancora sorprende, donò Palazzo Cà Pesaro, uno dei più imponenti palazzi affacciati sul Canal Grande, al Comune di Venezia con precise indicazioni, lasciate nel testamento olografo, e cioè che fosse destinato ai 'giovani artisti poveri'. Nei primi anni del novecento il comune di Venezia seguendo il suo testamento, realizzò la Fondazione Bevilacqua la Masa e Cà Pesaro diventò un luogo di accoglienza ed esposizione per giovani artisti. La Fondazione Bevilacqua La Masa diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovani artisti tra cui Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini. Nel corso degli anni numerosissimi artisti ebbero il loro punto di partenza e luogo di accoglienza nella B.L.M. Un accordo che impegnava il Comune di Venezia a sostenere questa Fondazione in cambio dell'utilizzo di Palazzo Cà Pesaro come museo cittadino ne ha cambiato la dislocazione ma non la funzione. Oggi può contare su altre sedi espositive e studi per artisti a San Marco, a Palazzo Carminati, Santi Cosma e Damiano e la sede centrale ed espositiva di Palazzetto Tito.

Questa petizione sarà consegnata al Consiglio comunale di Venezia e al Sindaco Luigi Brugnaro

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Daniele FrisonPromotore della petizione

I decisori

Daniele Frison
Daniele Frison
I cittadini di Venezia
I cittadini di Venezia

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Petizione creata in data 21 luglio 2016