La voce di chi ha curato con Hussam Abu Safiya


Care amiche, cari amici,
al link qui di seguito potete ascoltare direttamente la testimonianza della dottoressa Nahreen Ahmed, pneumologa, intensivista e operatrice umanitaria, che nel 2024 ha lavorato accanto al dottor Hussam Abu Safiya presso l’ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza:
https://www.instagram.com/reel/DaicmuPgHD8/
La dottoressa Ahmed racconta di un medico che, nonostante la distruzione dell’ospedale e la drammatica scarsità di risorse, ha continuato a curare i pazienti e a cercare soluzioni concrete. Insieme hanno aperto un centro nutrizionale per rispondere al crescente numero di bambini affetti da grave malnutrizione.
Il dottor Hussam Abu Safiya aveva scelto di non abbandonare i propri pazienti. Nel dicembre 2024 è stato arrestato. È uno dei 14 medici palestinesi detenuti per i quali, attraverso questo appello globale, chiediamo la liberazione immediata.
Nella sua testimonianza, la dottoressa Ahmed richiama anche le gravi notizie sulle violenze che il dottor Abu Safiya avrebbe subito durante la detenzione e rivolge un appello urgente ai governi e alla comunità internazionale affinché intervengano per ottenere la sua liberazione e proteggere il personale sanitario palestinese.
Le sue parole ci ricordano che dietro ciascuno dei quattordici nomi ci sono una persona, una storia professionale, dei pazienti e un’intera comunità privata di chi aveva il compito di curarla.
Desideriamo inoltre ringraziare gli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Ferrara e Verona e la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva per avere aderito pubblicamente alla petizione. Il sostegno delle istituzioni e delle società scientifiche della comunità medica e sanitaria è essenziale per dare maggiore forza all’appello.
Chiediamo a tutte le persone che hanno già firmato di continuare a condividere la petizione, in particolare tra colleghe e colleghi medici, sanitari e appartenenti alle professioni della cura. Ogni nuova adesione può contribuire ad accrescere la pressione sulle istituzioni e a rompere il silenzio sulla sorte dei medici detenuti.
Continuiamo a chiedere la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya e degli altri tredici medici palestinesi detenuti.
Curare non è un crimine. La protezione della missione medica non è negoziabile.
Per conoscere le storie e i profili dei 14 medici e approfondire le ragioni dell’appello: