Petition updateCurare non è un crimine. MEDU chiede la liberazione dei medici di Gaza detenuti da Israele

Non permettiamo che il dottor Hussam Abu Safiya scompaia nell’oscurità

Ufficio advocacy  MEDURoma, Italy
Jul 5, 2026

Care amiche, cari amici,

pubblichiamo qui di seguito l'ultimo aggiornamento sulle condizioni di detenzioni del dottor  Abu Safiya che ci arriva da Medici per i Diritti Umani Israele (Physicians for Human Rights Israel -PHRI).

"Non permettete che il dottor Hussam Abu Safiya scompaia nell’oscurità. Aiutateci a creare una nuova equazione che renda chiaro che tutte e tutti noi stiamo seguendo con attenzione ciò che accade al dottor Abu Safiya. Il nostro obiettivo è generare una vasta esposizione mediatica e pressione politica per inviare un messaggio alle autorità israeliane: il mondo intero sta guardando e gli attacchi contro il dottor Abu Safiya devono cessare immediatamente. Ogni forma di pubblicità, protesta o visibilità su questo caso; ogni figura pubblica e ogni rappresentante istituzionale, politico o diplomatico che contatti le autorità israeliane può contribuire a salvargli la vita.

L’avvocato Nasser Odeh, che ha visitato il dottor Abu Safiya giovedì scorso, ha constatato una condizione che ha descritto come potenzialmente letale. Il dottor Abu Safiya ha riferito che, nelle ultime due settimane, in particolare dal suo trasferimento a Rakefet, ha subito violenze e percosse quotidiane. Il dottor Hussam Abu Safiya ha detto al suo avvocato: «Questa è l’ultima volta che mi vedrai... Mi hanno portato qui per uccidermi».

Ha inoltre riferito un brusco aggravamento delle aggressioni nei suoi confronti da quando, il mese scorso, sono iniziati i procedimenti giudiziari relativi alla sua liberazione. Secondo il dottor Abu Safiya, dopo un’udienza d’appello presso la Corte Suprema israeliana, quattro o cinque agenti sono entrati nella sua cella e lo hanno colpito su tutto il corpo con un martello e dei manganelli. Ha dichiarato che violenze simili sono poi diventate quotidiane, facendogli perdere conoscenza più volte nel corso dell’ultima settimana.

Il suo avvocato ha riferito che il dottor Abu Safiya è arrivato al loro incontro più recente ammanettato e accompagnato da guardie mascherate. Ha osservato lividi recenti su tutto il corpo del dottor Abu Safiya, anche sulla testa e intorno agli occhi, alle orecchie e al collo: lesioni così gravi da renderlo a malapena riconoscibile. Durante l’incontro, il dottor Abu Safiya aveva difficoltà a respirare e a parlare, appariva estremamente debole e faticava a restare seduto senza cadere. In diverse occasioni si è inclinato all’indietro, facendo temere che stesse per perdere conoscenza. Secondo il suo avvocato, appariva terrorizzato e in grave stato di sofferenza, e aveva paura di parlare liberamente per timore di ulteriori ritorsioni.

Subito dopo la visita, PHRI e il suo avvocato hanno contattato le autorità chiedendo l’immediato trasferimento del dottor Abu Safiya fuori dalla struttura di sicurezza sotterranea di Rakefet e una valutazione urgente delle sue condizioni da parte di un soggetto indipendente, prima che sia troppo tardi.

Il dottor Abu Safiya e almeno altri 13 medici palestinesi di Gaza sono detenuti da Israele da oltre 18 mesi senza accuse né processo. PHRI chiede il loro rilascio immediato. Le pratiche di tortura adottate da Israele contro i palestinesi nelle sue carceri hanno già causato almeno 105 morti dall’ottobre 2023. Chiediamo un intervento urgente prima che sia troppo tardi."

Naji Abbas
Direttore, Dipartimento Prigionieri e Detenuti
Physicians for Human Rights Israel (PHRI)

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