Covid-19: ci eravamo fidati

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COVID-19: CI ERAVAMO FIDATI DI VOI

Quando ci spiegavate che le mascherine servivano a poco, quando ci raccontavate che era inutile fare i tamponi ai non sintomatici. Quando avete deciso, unici al mondo, di tenere le scuole chiuse per sei mesi. Quando avete cominciato a governare per DPCM, salvo anticiparli alla stampa.

E abbiamo cantato dai balconi, ed esposto bandiere. Mentre la prima ondata produceva in Italia più morti, diretti e indiretti, che altrove.

Ci eravamo fidati perché riconoscevamo le difficoltà di una situazione inaudita e imprevedibile.

ABBIAMO COMINCIATO A DUBITARE

Quando abbiamo visto che dopo la prima ondata, a cavallo tra la fine della primavera e l’estate, giocavate agli Stati Generali, discutevate di come comprarvi la rete telefonica e le autostrade, assegnavate forniture senza controllo, vi occupavate dei i banchi a rotelle.

Poi avete chiuso le discoteche estive il 16 agosto; abbiamo capito che  correvate dietro alle cose.

E’ arrivata la seconda ondata. Non era certo difficile prevederla.

Ciascuno di noi, ovunque in Italia, è stato colpito o ha notizie dirette di chi lo è stato. Adesso i comunicati e i proclami ufficiali sono meno credibili.

Tutti conosciamo la realtà: l’inefficienza, la disorganizzazione, i malati respinti dagli ospedali, la carenza di informazioni e assistenza.

ABBIAMO SCOPERTO

Che non avete mantenuto le promesse del vaccino antinfluenzale, neanche per le persone più a rischio;
che avevate vietato di svolgere le autopsie sui defunti, contro ogni logica scientifica;
che le terapie intensive non erano affatto raddoppiate come invece il Presidente del Consiglio annunciava in TV;
che i tamponi erano pochi e le persone costrette a fare ore di coda e ai privati, intanto, in molte Regioni si proibiva di eseguirli;
che Immuni era inutile, anche perché nessuno caricava i dati dei positivi da segnalare con l’App.;
che spesso non si trovava nessuno a cui rivolgersi, che  i numeri verdi erano muti, i medici di famiglia o subissati o assenti; che il tracciamento è stato abbandonato; che l’Italia ha riconosciuto alla OMS di non aver seguito il Piano pandemico nazionale perché vecchio di 15 anni.

Non è una responsabilità solo vostra, viene da lontano, e nessuno può sapere cosa sarebbe successo in un altro quadro politico. Ma a quel posto ora ci siete voi, e noi abbiamo visto quello che voi, non altri, avete saputo fare e soprattutto non fare di fronte a questa tragedia.

ORA NON CI FIDIAMO PIU’

Questa volta non canteremo dai balconi, né esporremo bandiere. Siamo diventati esigenti e diffidenti. Non ci lasceremo distrarre da promesse di riforma fiscale, rinnovamento della pubblica amministrazione, trasformazione digitale e libri dei sogni da “Stati Generali”.

Non ci basteranno le promesse di ristori ipotetici mentre l’economia muore.

Non ci interessano i processi e gli scaricabarile tra Stato e Regioni, ma ormai è scaduto il tempo per continuare a improvvisare.

PRETENDIAMO CHE VI CONCENTRIATE SULLA PANDEMIA

PER QUESTO VI CHIEDIAMO

- TOTALE TRASPARENZA su tutte le attività, i verbali, gli atti, di comitati, task force, centrali di appalto e ogni altro organo che ha operato nel quadro dell’emergenza;

- DISPONIBILITA’ DI UNA BASE DATI veramente pubblica, aperta, su cui chiunque possa compiere elaborazioni e valutazioni e nella quale confluiscano tutte le informazioni disponibili sull’epidemia, fino a un livello di dettaglio che trovi l'unico limite nel rispetto della privacy delle singole persone;

- DI DIRCI COME INTENDETE FRONTEGGIARE UNA POSSIBILE TERZA ONDATA: quanti test, quale tracciamento, quanti posti in terapia intensiva, quanti respiratori, quanti posti Covid e non Covid negli ospedali, quanti ricoveri disponibili per persone in quarantena, quale assistenza domiciliare, anche  tele-assistenza, per coloro che hanno sintomi lievi;

INFINE

Dopo la tragica farsa del vaccino anti-influenzale,

VOGLIAMO CONOSCERE IN ANTICIPO E IN DETTAGLIO IL “PIANO” SUL VACCINO ANTI-COVID. Approvvigionamento, distribuzione e somministrazione; come gestire la logistica e le difficoltà tecniche della distribuzione; i nomi dei responsabili, le scelte sulle priorità nella somministrazione, consentendo a ciascuno cittadino di conoscere e monitorare tutto in tempo reale.


Primi firmatari:

Massimo Adinolfi,
Vitalba Azzollini,
Alessandro Barbano,
Marco Bentivogli,
 Alessandro Campi,
Giuliano Cazzola,
Gilberto Corbellini,
Natale D’Amico,
Ferruccio de Bortoli,
Franco Debenedetti,
Riccardo Dal Ferro,
Guido Gentili,
Anna Maria Gregori,
Giovanni Guzzetta,
Isabella Loiodice,
Alberto Mingardi,
Giovanni Orsina,

Carmelo Palma,
Francesca Rescigno,
Serena Sileoni,
Carlo Stagnaro,
Marco Taradash,
Giuseppe Valditara
Sofia Ventura