Contro le uccisioni di gatti a Benevento ad opera di Baby Gang

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Il problema

Raab - Reti Animalisti e Ambientalisti Beneventani
PETIZIONE ALLE ISTITUZIONI PER LA LOTTA AI CRIMINI CONTRO GLI ANIMALI
Benevento è da tempo una città particolarmente inospitale per gli animali, già vittime di avvelenamenti, maltrattamenti, fuochi d’artificio illegali, auto e moto ad altissima velocità nelle strade urbane, e un susseguirsi continuo di segnalazioni di uccisioni. A partire da alcune di queste - tra cui una che riguardava due gatti ritrovati stretti al collo con buste di plastica - è iniziata un’attività di controllo e recupero di informazioni. Il risultato è stato l’avvicendarsi di testimonianze tutte concordanti sui metodi e sulla rappresentazione dei criminali, ragazzini dai 9 ai 14 anni circa, ambo sessi, provenienti principalmente da precise zone degradate del rione Libertà, a cui spesso si aggiungono individui, anche più adulti, da altre.
Ad oggi non si contano gli animali scomparsi e tanti sono i ritrovamenti di carcasse “parlanti”. In particolare una banda di ragazzini è solita andare in giro munita di trasportino o cassette per la frutta in cerca di vittime da sacrificare per i loro sadici divertimenti: chiudere gli animali in buste per giocarci a mo’ di palla, lanciarli in alto per vederli ferirsi nella caduta, colpirli con bastoni o pietre, bruciarli vivi.
I luoghi preferiti sono nei pressi di piazza Gramazio, le colonie feline del rione (in particolare vicino le scuole Bosco Lucarelli e Silvio Pellico, nei giardini della Chiesa dell’Addolorata e nella Spina Verde) ma anche altri quartieri, come il Triggio e il Centro Storico, raggiunti nelle continue scorribande (serali e nel weekend nell’anno scolastico, più vario d’estate).
Da dicembre 2022 vengono ripetutamente segnalate incursioni all’interno di edifici inagibili e abbandonati, come la scuola media Bosco Lucarelli e l’elementare Silvio Pellico, e l’introduzione di due cuccioli di cane. Nella Bosco Lucarelli vengono ritrovati - alla presenza della squadra mobile della polizia - due cassettine da frutta, crocchette per cani e chiari segni di rituali satanisti (stella a cinque punte inscritta in un cerchio, color rosso sangue, e scritte varie) oltre ad un enorme vandalismo sui beni di proprietà della scuola rimasti nella struttura. Nei bagni vengono invece ritrovate chiare tracce di uso di stupefacenti per via iniettiva. Il 2 febbraio, giorno della candelora, viene ritrovato - sempre in presenza delle forze dell’ordine - un foglio semi-bruciato con una sorta di inno a satana tra piccoli ceri usati. Successivamente vengono ritrovati i resti di due cuccioli morti, attorniati da stoffa e vicini a impronte rossastre di animali, probabilmente sanguinanti o cosparsi di qualche liquido (ad esempio il betadine, di cui si ritrovano molti flaconi vuoti). Il 13 febbraio un altro gatto viene ritrovato bruciato alla coda e al viso, in zona Spina Verde, scappato chissà come da morte certa.
SI CHIEDE
Di dar seguito alle denunce: quella con nomi, cognomi ed allegati a supporto di cui l’AIDAA ha pubblicato notizia a fine agosto 2022; l’esposto che alcuni cittadini hanno presentato alla Procura della Repubblica di Benevento il 3 febbraio 2023; altre eventuali denunce e segnalazioni che eventualmente altri cittadini hanno fatto nel corso di questi ultimi anni. Ricordiamo che Art. 544-bis del codice penale riguardante l’uccisione di animali prevede che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni” e l’Art. 544-ter riguardante il maltrattamento di animali prevede che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale.”
Di tutelare maggiormente i cittadini che hanno paura di testimoniare per non incorrere in ritorsioni della gang o della loro di rete di protezione, familiare o di altro tipo.
Di aumentare decisamente il controllo del territorio, in particolar modo nel quartiere più popolato della città e nelle sue zone di maggiore degrado sociale laddove maggiori sono i reati, mancanti di un presidio costante.
Di salvaguardare gli animali presenti sul territorio ricordando che: “il Comune, nella persona del Sindaco è da ritenersi il responsabile del benessere degli animali presenti sul territorio comunale, rispetto ai quali vanta una posizione di garanzia” (sentenza n. 18167 del 2017 della IV Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione); che la Legge n. 281 del 1991 (“Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”) dice “lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”, e, espressamente, “è vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà”, attribuendo ai Comuni la responsabilità degli animali randagi presenti sul proprio territorio; che il Sindaco, altresì, sulla base del dettato degli artt. 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale e, sempre allo stesso, in base al D.P.R. 31 marzo 1979, spetta la vigilanza sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali.
Di avviare immediatamente attività repressive: ci sono reati commessi, gravi e ripetuti, che non possono restare impuniti, inoltre le personalità capaci di commetterli non possono che reiterarli, anche per sfida (vedi resti di animale fatti ritrovare sul muretto della Bosco Lucarelli), e avviare una escalation come le statistiche e la letteratura scientifica di riferimento dimostrano chiaramente.
Di attivare tutti gli strumenti di cui i servizi sociali hanno dovere e potere: parte degli autori dei reati è con ogni probabilità già fortemente attenzionata, inoltre comportamenti di tale gravità, come ad esempio delineati dal “Profilo Zooantropologico Comportamentale e Criminale del Maltrattatore e/o Uccisore di Animali” in base ad una raccolta dati svolta da LINK-ITALIA e N.I.R.D.A. del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione col Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, non possono non emergere da indagini serie svolte sul profilo dei minori e delle loro famiglie.
Di intraprendere a vasto raggio interventi sinergici fra il più ampio numero possibile di istituzioni, mirati allo sviluppo di percorsi di educazione alla legalità e alla partecipazione attiva nella società civile. In questo contesto, è stata sottolineata l’importanza del ruolo di scuole e famiglie.
Di disgregare le baby-gang, allontanando gli individui più critici dal probabile ambiente degradante e patogeno, in modo da prevenire immediatamente nuovi reati, permettere un recupero degli stessi minori criminali, evitare che la loro virulenza continui ad influenzare ulteriori ragazzi che stanno infoltendo sempre più le bande in circolazione, combattere il bullismo sui coetanei ed evitare l’escalation verso vittime umane.
Di reiterare tutte le suddette attenzioni finché il fenomeno perdura e lavorare sempre politicamente affinché le condizioni ambientali, sociali e culturali progrediscano, anche dopo aver fermato i primi colpevoli individuati
Raab - Rete Ambientalisti e Animalisti Beneventani

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Romina d’agostinoPromotore della petizione

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