Contro l'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada

Contro l'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada

Il problema

Con la presente petizione, i sottoscritti cittadini italiani intendono esprimere la propria ferma opposizione all'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada, che impone una sanzione pecuniaria a chi non comunica i dati della patente entro i termini previsti dalla legge.

Premessa Normativa

L'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada, introdotto con il Decreto Legislativo n. 285 del 1992 e successive modifiche, stabilisce che il proprietario del veicolo, o altro soggetto obbligato, debba fornire i dati del conducente responsabile di un'infrazione al Codice della Strada entro 60 giorni dalla notifica del verbale. In caso di mancata comunicazione, è prevista una sanzione amministrativa che varia da un minimo di 286 euro a un massimo di 1.142 euro, oltre alla decurtazione dei punti dalla patente del responsabile, ove individuato.

Ragioni dell'Iniquità della Norma

Onere della Prova e Presunzione di Colpevolezza: La norma in questione impone un onere sproporzionato sul proprietario del veicolo, il quale è obbligato a ricordare e dichiarare i dati del conducente al momento dell'infrazione. Questa disposizione si pone in contrasto con il principio fondamentale della presunzione di innocenza, sancito dall'Articolo 27 della Costituzione Italiana e dall'Articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. La presunzione di colpevolezza, implicita nella sanzione per mancata comunicazione, viola tali principi, invertendo l'onere della prova.
Proporzionalità della Sanzione: Le sanzioni previste per la mancata comunicazione dei dati del conducente sono eccessivamente elevate e non proporzionate all'infrazione. Tale sproporzione viola il principio di equità e giustizia sancito dall'Articolo 3 della Costituzione Italiana, che prevede che le leggi siano applicate in maniera uguale a tutti i cittadini e che le sanzioni siano proporzionate alla gravità delle violazioni commesse. È essenziale sottolineare come la mancata comunicazione dei dati, sebbene possa rappresentare un'infrazione amministrativa, non comporti un pericolo concreto e immediato per la sicurezza stradale, diversamente da altre infrazioni più gravi.
Le somme richieste come sanzione appaiono quindi sproporzionate rispetto alla natura dell'infrazione. Una multa che può raggiungere i 1.142 euro rappresenta un onere finanziario gravoso per molti cittadini, indipendentemente dalla loro situazione economica, e tale sproporzione potrebbe avere effetti devastanti per le famiglie meno abbienti. La sproporzione della sanzione viene ulteriormente accentuata se si considera che essa viene comminata indipendentemente dalla gravità dell'infrazione originaria commessa dal conducente, creando così una disparità di trattamento e un'ingiustizia palese.

Richiesta di Abrogazione

In considerazione delle argomentazioni sopra esposte, si richiede con la massima urgenza:

L'abrogazione immediata dell'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada, in quanto norma iniqua e lesiva dei diritti fondamentali dei cittadini italiani.
La revisione complessiva delle disposizioni relative alla comunicazione dei dati del conducente, al fine di garantire una maggiore equità e rispetto dei diritti alla presunzione di innocenza.
L'adozione di misure alternative che prevedano la collaborazione tra le forze dell'ordine e i cittadini per l'identificazione del conducente responsabile delle infrazioni, senza ricorrere a sanzioni sproporzionate e ingiuste.

 

In alternativa all'abrogazione

Si propone:

  • Silenzio assenso (i dati devono essere comunicati solo se il guidatore risulta essere diverso dal proprietario del veicolo);
  • Ridimensionamento economico della sanzione (sproporzionata);
  • Miglioramento della comunicazione: No a moduli scritti in carattere eccessivamente piccolo, sottolineare nella notifica a cosa si incorre non inviando i dati (riquadro, evidenziazione). Ancora meglio sarebbe attivare procedure di notifica email/sms al proprietario dell'autovettura (attraverso piattaforma web). 

La presente petizione rappresenta l'espressione della volontà dei cittadini italiani di promuovere una legislazione più equa e rispettosa dei diritti fondamentali.

Chiediamo alle autorità competenti di prendere in seria considerazione le nostre preoccupazioni e di agire tempestivamente per abrogare l'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada.

Confidiamo che il nostro appello venga accolto con la dovuta attenzione e che vengano adottate le misure necessarie per correggere questa ingiustizia.

Distinti saluti

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Alexia M.Promotore della petizione

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Il problema

Con la presente petizione, i sottoscritti cittadini italiani intendono esprimere la propria ferma opposizione all'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada, che impone una sanzione pecuniaria a chi non comunica i dati della patente entro i termini previsti dalla legge.

Premessa Normativa

L'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada, introdotto con il Decreto Legislativo n. 285 del 1992 e successive modifiche, stabilisce che il proprietario del veicolo, o altro soggetto obbligato, debba fornire i dati del conducente responsabile di un'infrazione al Codice della Strada entro 60 giorni dalla notifica del verbale. In caso di mancata comunicazione, è prevista una sanzione amministrativa che varia da un minimo di 286 euro a un massimo di 1.142 euro, oltre alla decurtazione dei punti dalla patente del responsabile, ove individuato.

Ragioni dell'Iniquità della Norma

Onere della Prova e Presunzione di Colpevolezza: La norma in questione impone un onere sproporzionato sul proprietario del veicolo, il quale è obbligato a ricordare e dichiarare i dati del conducente al momento dell'infrazione. Questa disposizione si pone in contrasto con il principio fondamentale della presunzione di innocenza, sancito dall'Articolo 27 della Costituzione Italiana e dall'Articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. La presunzione di colpevolezza, implicita nella sanzione per mancata comunicazione, viola tali principi, invertendo l'onere della prova.
Proporzionalità della Sanzione: Le sanzioni previste per la mancata comunicazione dei dati del conducente sono eccessivamente elevate e non proporzionate all'infrazione. Tale sproporzione viola il principio di equità e giustizia sancito dall'Articolo 3 della Costituzione Italiana, che prevede che le leggi siano applicate in maniera uguale a tutti i cittadini e che le sanzioni siano proporzionate alla gravità delle violazioni commesse. È essenziale sottolineare come la mancata comunicazione dei dati, sebbene possa rappresentare un'infrazione amministrativa, non comporti un pericolo concreto e immediato per la sicurezza stradale, diversamente da altre infrazioni più gravi.
Le somme richieste come sanzione appaiono quindi sproporzionate rispetto alla natura dell'infrazione. Una multa che può raggiungere i 1.142 euro rappresenta un onere finanziario gravoso per molti cittadini, indipendentemente dalla loro situazione economica, e tale sproporzione potrebbe avere effetti devastanti per le famiglie meno abbienti. La sproporzione della sanzione viene ulteriormente accentuata se si considera che essa viene comminata indipendentemente dalla gravità dell'infrazione originaria commessa dal conducente, creando così una disparità di trattamento e un'ingiustizia palese.

Richiesta di Abrogazione

In considerazione delle argomentazioni sopra esposte, si richiede con la massima urgenza:

L'abrogazione immediata dell'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada, in quanto norma iniqua e lesiva dei diritti fondamentali dei cittadini italiani.
La revisione complessiva delle disposizioni relative alla comunicazione dei dati del conducente, al fine di garantire una maggiore equità e rispetto dei diritti alla presunzione di innocenza.
L'adozione di misure alternative che prevedano la collaborazione tra le forze dell'ordine e i cittadini per l'identificazione del conducente responsabile delle infrazioni, senza ricorrere a sanzioni sproporzionate e ingiuste.

 

In alternativa all'abrogazione

Si propone:

  • Silenzio assenso (i dati devono essere comunicati solo se il guidatore risulta essere diverso dal proprietario del veicolo);
  • Ridimensionamento economico della sanzione (sproporzionata);
  • Miglioramento della comunicazione: No a moduli scritti in carattere eccessivamente piccolo, sottolineare nella notifica a cosa si incorre non inviando i dati (riquadro, evidenziazione). Ancora meglio sarebbe attivare procedure di notifica email/sms al proprietario dell'autovettura (attraverso piattaforma web). 

La presente petizione rappresenta l'espressione della volontà dei cittadini italiani di promuovere una legislazione più equa e rispettosa dei diritti fondamentali.

Chiediamo alle autorità competenti di prendere in seria considerazione le nostre preoccupazioni e di agire tempestivamente per abrogare l'Articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada.

Confidiamo che il nostro appello venga accolto con la dovuta attenzione e che vengano adottate le misure necessarie per correggere questa ingiustizia.

Distinti saluti

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Alexia M.Promotore della petizione

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Petizione creata in data 1 giugno 2024