Contro il trasferimento e per la dignità delle condizioni dei giovani detenuti

Il problema

NON LASCIAMO CHE VENGA DISTRUTTO IL LORO FUTURO: CONTRO IL TRASFERIMENTO DEI GIOVANI DETENUTI NELLA DOZZA E PER LA DIGNITÀ DELLE CONDIZIONI DI DETENZIONE DEI GIOVANI DETENUTI

In Italia il sovraffollamento delle carceri, che arriva oggi al 133%, è un problema grave, così come lo sono le condizioni in cui versano le persone detenute. 

Nonostante sia appurato che scontare la pena in comunità alternative riduce significativamente la recidiva, il governo ha inasprito le pene e aumentato il ricorso al carcere, senza investire in prevenzione e recupero. 

Secondo la Costituzione italiana, la pena deve essere orientata al reinserimento sociale, ma le condizioni attuali lo rendono impossibile.

PERCHÉ A BOLOGNA LA SITUAZIONE È ANCORA PIÙ GRAVE

Il Ministero della Giustizia ha deciso di trasferire circa 50 giovani detenuti dagli IPM di tutta Italia al già sovraffollato carcere per adulti “Dozza” a Bologna. Questa misura, presentata come temporanea, non risolve il sovraffollamento e crea nuovi problemi, cancellando le differenze tra giustizia minorile e per adulti.

COSA C’È CHE NON TORNA?

Trasferire alcuni giovani detenuti non risolve il sovraffollamento dei rispettivi istituti di provenienza, e il carcere per adulti non è adatto  ai minori e ai giovani adulti. I ragazzi trasferiti hanno dovuto interrompere corsi scolastici e si sono allontanati dalle loro reti sociali, cosa che può compromettere il loro riavvicinamento alla società in seguito alla pena. Il disagio nella nuova sezione che li ospita è grande: colloqui ridotti rispetto agli IPM di provenienza, cibo di scarsa qualità, assenza di acqua calda nelle celle, spazi delle celle ridotti e angusti. Per almeno due settimane non hanno svolto nessuna attività formativa per riempire il loro tempo e avere una prospettiva di recupero. Solo in questi giorni stanno  iniziando alcuni dei corsi promessi, grazie anche allo sforzo della direzione dell’Istituto penitenziario minorile locale, ma il tempo vuoto è ancora molto.  

QUESTA SITUAZIONE TI RIGUARDA DA VICINO.

Gli istituti penitenziari sono parte della nostra città. L’esclusione non genera sicurezza, ma marginalizzazione e discriminazione. La pena detentiva in carcere ha un alto tasso di recidiva, del 70% circa, mentre è appurato che scontare una pena in contatto con la società, come ad esempio almeno in parte presso una comunità di pena alternativa, o con un lavoro in uscita, favorisce nettamente il reinserimento (20% di recidiva nel primo caso; solo il 2% nel secondo).

BOLOGNA HA GIÀ DETTO NO!

Il Comune, la Regione, i sindacati, i Garanti dei detenuti, diverse forze politiche e associazioni si sono schierati contro questo trasferimento.

ORA TOCCA A TE!

Non possiamo restare a guardare mentre si calpestano i diritti di questi giovani.

FIRMA SUBITO!

Chiediamo al Dipartimento nazionale della giustizia minorile di:

  • bloccare il proseguimento di questo trasferimento;
  • garantire il mantenimento degli accordi di temporaneità (3 mesi + massimo altri 3);
  • far rientrare nei rispettivi IPM i ragazzi in custodia cautelare trasferiti;
  • attivare subito corsi e servizi adeguati per i ragazzi trasferiti alla Dozza;
  • individuare soluzioni alternative alla detenzione per i giovani, privilegiando percorsi di recupero e reinserimento all’interno del tessuto sociale;
  • smantellare logiche repressive e punitive e applicare il principio residuale della detenzione con misure e strutture alternative;
  • investire in politiche sociali, educative e di welfare efficaci per una reale prevenzione.

In questo link trovi il testo completo della petizione:

https://drive.google.com/file/d/1RO-7bick1xoRex4B7EESRp37kw9OEltV/view

UNIAMO LE NOSTRE VOCI.

SOSTIENI LA NOSTRA CAMPAGNA FIRMANDO QUI.

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Il problema

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In Italia il sovraffollamento delle carceri, che arriva oggi al 133%, è un problema grave, così come lo sono le condizioni in cui versano le persone detenute. 

Nonostante sia appurato che scontare la pena in comunità alternative riduce significativamente la recidiva, il governo ha inasprito le pene e aumentato il ricorso al carcere, senza investire in prevenzione e recupero. 

Secondo la Costituzione italiana, la pena deve essere orientata al reinserimento sociale, ma le condizioni attuali lo rendono impossibile.

PERCHÉ A BOLOGNA LA SITUAZIONE È ANCORA PIÙ GRAVE

Il Ministero della Giustizia ha deciso di trasferire circa 50 giovani detenuti dagli IPM di tutta Italia al già sovraffollato carcere per adulti “Dozza” a Bologna. Questa misura, presentata come temporanea, non risolve il sovraffollamento e crea nuovi problemi, cancellando le differenze tra giustizia minorile e per adulti.

COSA C’È CHE NON TORNA?

Trasferire alcuni giovani detenuti non risolve il sovraffollamento dei rispettivi istituti di provenienza, e il carcere per adulti non è adatto  ai minori e ai giovani adulti. I ragazzi trasferiti hanno dovuto interrompere corsi scolastici e si sono allontanati dalle loro reti sociali, cosa che può compromettere il loro riavvicinamento alla società in seguito alla pena. Il disagio nella nuova sezione che li ospita è grande: colloqui ridotti rispetto agli IPM di provenienza, cibo di scarsa qualità, assenza di acqua calda nelle celle, spazi delle celle ridotti e angusti. Per almeno due settimane non hanno svolto nessuna attività formativa per riempire il loro tempo e avere una prospettiva di recupero. Solo in questi giorni stanno  iniziando alcuni dei corsi promessi, grazie anche allo sforzo della direzione dell’Istituto penitenziario minorile locale, ma il tempo vuoto è ancora molto.  

QUESTA SITUAZIONE TI RIGUARDA DA VICINO.

Gli istituti penitenziari sono parte della nostra città. L’esclusione non genera sicurezza, ma marginalizzazione e discriminazione. La pena detentiva in carcere ha un alto tasso di recidiva, del 70% circa, mentre è appurato che scontare una pena in contatto con la società, come ad esempio almeno in parte presso una comunità di pena alternativa, o con un lavoro in uscita, favorisce nettamente il reinserimento (20% di recidiva nel primo caso; solo il 2% nel secondo).

BOLOGNA HA GIÀ DETTO NO!

Il Comune, la Regione, i sindacati, i Garanti dei detenuti, diverse forze politiche e associazioni si sono schierati contro questo trasferimento.

ORA TOCCA A TE!

Non possiamo restare a guardare mentre si calpestano i diritti di questi giovani.

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Chiediamo al Dipartimento nazionale della giustizia minorile di:

  • bloccare il proseguimento di questo trasferimento;
  • garantire il mantenimento degli accordi di temporaneità (3 mesi + massimo altri 3);
  • far rientrare nei rispettivi IPM i ragazzi in custodia cautelare trasferiti;
  • attivare subito corsi e servizi adeguati per i ragazzi trasferiti alla Dozza;
  • individuare soluzioni alternative alla detenzione per i giovani, privilegiando percorsi di recupero e reinserimento all’interno del tessuto sociale;
  • smantellare logiche repressive e punitive e applicare il principio residuale della detenzione con misure e strutture alternative;
  • investire in politiche sociali, educative e di welfare efficaci per una reale prevenzione.

In questo link trovi il testo completo della petizione:

https://drive.google.com/file/d/1RO-7bick1xoRex4B7EESRp37kw9OEltV/view

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