Contro il licenziamento di 241 "Eroi" operatori sanitari di Lecce.

Contro il licenziamento di 241 "Eroi" operatori sanitari di Lecce.

0 hanno firmato. Arriviamo a 5.000.
Le petizioni con più di 5000 firme hanno il 50% di probabilità in più di raggiungere la vittoria!
Gianni Piccinno ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica Italiana) e a

Si sono trovati a combattere in prima linea uno dei momenti più drammatici degli ultimi tempi: un anno fa li consideravamo angeli, acclamati come eroi;
molti di loro si sono contagiati, hanno vissuto per mesi lontano dai propri cari per paura di essere contagiati e di contagiare;

oggi, invece, ricevono il benservito per il servizio svolto con coraggio nel corso degli scorsi mesi. Sono tanti, troppi, 241 gli operatori sociosanitari precari che perderanno il posto di lavoro a causa di una situazione del tutto paradossale, 241 Famiglie gettate nell'oblio della disoccupazione e della povertà

Più volte nel corso degli scorsi mesi, infatti, l’Azienda sanitaria del capoluogo salentino aveva pattuito con le organizzazioni sindacali – fanno sapere – una proroga dei contratti a tempo determinato degli oss fino a 36 mesi.
Ma sembrano cambiate le carte in tavola per i 241 operatori che hanno scontato il loro precariato durante la pandemia e adesso costretti a cercarsi un altro lavoro in piena crisi pandemica.

A rimpiazzare gli oss uscenti, non saranno i vincitori (2445 con esattezza, già collocati a tempo indeterminato nelle varie aziende pugliesi), ma bensì saranno gli idonei del concorso di Foggia del 2018. Ma qui il paradosso: anche loro saranno assunti con contratti brevi, sostituendo i precari uscenti con nuovi precari.

“A tal proposito – scrive l’avvocato Maggio il richiamo all’art. 97 della Costituzione per perorare la causa degli idonei al recente concorso non appare del tutto pertinente, poiché i lavoratori in oggetto furono reclutati dopo il superamento di una selezione e, al momento, non sono privi di occupazione, ma titolari di un rapporto lavorativo il cui posto dovrebbe essere “sacrificato” in favore di altri soggetti (non) vincitori di concorso”.

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