Contro il dimensionamento scolastico

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Il problema

Udine, 20 ottobre 2023

 

Al Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga


All’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen

Appello contro dimensionamento scolastico
Meno insegnanti e personale ausiliario, tagli al numero di dirigenti e di istituti scolastici, che si fonderanno tra loro se non raggiungono almeno i 500 studenti. Senza una valutazione caso per caso su una possibile riorganizzazione territoriale alla luce del diritto allo studio e al benessere di ragazzi e ragazze e delle loro famiglie. 

Questo è il futuro della scuola in Friuli Venezia Giulia secondo il decreto congiunto del Ministero dell’Istruzione e dell'Economia per il dimensionamento scolastico, i cui criteri sono stati diffusi lo scorso 15 settembre.

La regione FVG ha dichiarato che intende perseguire queste linee nonostante nell’audizione del  4 ottobre 2023  presso la VI Commissione sul tema del dimensionamento scolastico e delle linee guida regionali sui piani per l’offerta formativa siano state presentate critiche oggettive e scenari che dimostrano conseguenze negative sulla capacità di azione educativa delle scuole nel nostro territorio. 

Come PAS, Priorità alla Scuola FVG facciamo nostre le perplessità e le criticità segnalate in audizione :

meno qualità formativa - aumentare il numero degli studenti nella stessa scuola, accorpare istituti spesso distanti tra loro, influirà sulla qualità dell’offerta formativa e sull ’efficienza organizzativa, oltre che sul “clima” che vi si  instaura, aspetto questo di particolare rilievo, trattandosi di “scuole”;
meno posti di lavoro - unire due istituti in uno, senza cambiare i criteri di reclutamento del personale scolastico in base al numero degli iscritti e dei plessi, porterà ad una diminuzione del personale ATA e dei docenti e dunque di posti di lavoro;
meno indipendenza educativa -  impostare la stesura dei Piani per l’Offerta Formativa della Scuola solo sulla base delle esigenze produttive delle aziende del territorio, senza fare riferimento a percorsi universitari limita la libertà di scelta educativa degli studenti. 
Gli studenti e le studentesse della nostra regione non devono essere visti solo come manodopera per la “filiera della produzione”, in particolare se  provenienti  dagli istituti tecnici e professionali. Al contrario la scuola deve essere il luogo dove essi trovano la loro individuale valorizzazione,  possibile solo in una comunità educante partecipata e dove tutte le soggettività possano trovare spazio. 


Sotto le vesti del contenimento della spesa pubblica, con l’alibi della diminuzione delle nascite e, di conseguenza, degli studenti,  si  praticano dei tagli al futuro delle giovani generazioni,  invece di favorire una riorganizzazione adeguata alle nuove sfide che i nostri giovani dovranno affrontare .


Per questo chiediamo all'amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia e in particolare all’Assessora all’istruzione Alessia Rosolen :


di garantire a tutti gli Studenti  e Studentesse della provincia pari opportunità di accesso all'Istruzione sulla base di una riorganizzazione razionale e non perseguire ciecamente criteri nazionali inadatti alla realizzazione di un effettivo accesso al diritto allo studio e all’Educazione in tutte le sue articolazioni;
di utilizzare le prerogative di Regione Autonoma in tutte le forme legittimamente possibili per migliorare e non soffocare la rete scolastica regionale con particolare riferimento all’organizzazione del personale scolastico;
di coinvolgere i protagonisti principali, gli studenti e le studentesse attraverso le loro Associazioni riconosciute sia nelle audizioni che nei vari confronti istituzionali;
di rivedere la pianificazione scolastica alla luce di quanto emerso nell’audizione del 4 ottobre 2023. In caso contrario realizzare un’audizione con le parti sociali e continuare a perseguire,  senza modificare,  il proprio percorso, risulterebbe indice di mancanza di rispetto verso la propria comunità e il  venir meno al dovere di rappresentanza degli interessi della cittadinanza ottenuto attraverso le elezioni democratiche.

 

Il nostro appello, anche in questo caso, è quello di affrontare una crisi sociale e scolastica con una reazione positiva. 

Di non rispondere solo a criteri di opportunità economica e gestionale ma di comprendere che una scuola, anche se piccola, è un riferimento importante per un quartiere, è un presidio sociale e culturale. Ci sono quartieri poi, in cui tale funzione è particolarmente importante anzi, fondamentale.

"Approfittiamo" dunque del calo demografico: per rivedere gli spazi, per incrementare le opportunità didattiche, per far crescere una comunità attorno alla scuola.


La crisi attuale consente di trasformare un mancato risparmio in un reale investimento.

Ed è questo che ci aspettiamo da una regione che vuole essere autonoma, che a distanza di poche ore dichiara di volere più competenze dirette in ambito istruzione. 

Chiediamo alla Regione di porsi come capofila tra le regioni che vogliono investire sui propri giovani e nei servizi per famiglie. 

 

Associazioni e movimenti primi firmatari:

Priorità alla scuola FVG

MCE Gruppo Territoriale FVG

FLC CGIL - Udine

FLC CGIL - Pordenone

FLC CGIL - Trieste

FLC CGIL - Gorizia

FLC CGIL - FVG

COBAS Scuola FVG

UDS FVG

Collettivo Studentesco Solidale

ScuolaInComune

MetaCometa FVG

 

Per aderire all'appello come movimento o associazione, scrivere a pas.udine@gmail.com

 

 

Riferimenti:

Presentazione_Linee_guida_DimensionamentoScolastico_2024-2027

02_Linee guida dimensionamento_2024_2027


Testo_integrale_della_Delibera_n_1221-2023x0.1x.pdf

I decisori

Assessore all'istruzione FVG, Alessia Rosolen
Assessore all'istruzione FVG, Alessia Rosolen
Assessore all'istruzione FVG

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