Contadini Valsusini – oltre l’inganno pure la beffa!

Firmatari recenti
Chiara Anastasi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Contadini Valsusini – oltre l’inganno pure la beffa!

Siamo schiacciati tra alti costi di produzione e bassi prezzi di vendita. Le piccole aziende agricole chiudono una dopo l’altra, mentre l’agroindustria prospera.

In Valle di Susa, noi contadini abbiamo un problema in più: la ferrovia TAV (e tutte le opere connesse), che occuperanno campi e boschi. 

Molti contadini saranno espropriati e dovranno sloggiare. Molti campi saranno degradati a causa della vicinanza con i cantieri.

Le associazioni agricole parlano bene ma razzolano male.

Da un lato contadini vengono espropriati da TELT (promotore opera TAV), dall’altro lato le associazioni agricole avranno una nuova sede, regalata proprio da TELT.

Firma la petizione per chiedere alle associazioni agricole di non scendere a patti con TELT e opporsi al TAV per davvero.

 

---

LETTERA APERTA A COLDIRETTI PIEMONTE, CONFAGRICOLTURA PIEMONTE, CIA PIEMONTE, COOPERATIVA LA MARUNA, CONSORZIO TUTELA VINI DOC VALSUSA

 

 


IL PIEDE IN DUE SCARPE

È possibile conciliare la devastazione dei terreni agricoli e la promozione dei prodotti eno-gastronomici valsusini?

È possibile evocare la fine del sistema agricolo valsusino a causa del TAV e contemporamente andare a braccetto con TELT?

In poche parole: è possibile tenere il piede in due scarpe? 

 

Scriviamo questa lettera in qualità di gruppo spontaneo di contadini valsusini, ovvero Movimento Terra.

Vogliamo prendere posizione in merito alle dichiarazioni di Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino, sul consumo di suolo in Val di Susa (pubblicate su Luna Nuova il 17 febbraio 2026 e su “Il Coltivatore Piemontese” di marzo 2026).

Presentiamo una richiesta esplicita a tutte le associazioni di categoria e alle associazioni agricole presenti in Valle di Susa

 

L’agricoltura di valle è sotto lo scacco del TAV

Condividiamo con Coldiretti la preoccupazione nel vedere che in Val di Susa i terreni agricoli e boschivi subiscono una grave minaccia dovuta al moltiplicarsi di piccole e grandi opere. Tutte queste opere, come Coldiretti stessa sottolinea con il suo elenco, sono direttamente o indirettamente legate alla costruzione dell'alta velocitá Torino-Lione: le stazioni di potenziamento elettrico a Borgone e a Drubiaglio, la stazione internazionale a Susa, e persino il progetto della pista ciclabile che è nato con i fondi delle prime compensazioni per il Tav.

 


Chi predica bene e chi razzola male

Dal comunicato di Coldiretti si potrebbe dunque evincere un tanto atteso posizionamento politico, finalmente critico nei confronti di un’opera così profondamente impattante per il territorio e per le sue attività antropiche. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze e nemmeno accettare una lettura parziale, allineata agli stessi interessi di chi governa questo processo.

Coldiretti, sebbene a parole denunci il consumo di suolo, causato in buona parte dalla costruzione della Torino-Lione, nei fatti sembra invece accettare di buon grado di figurare a fianco di Telt (azienda affidataria della costruzione della tratta internazionale dell'alta velocità) in progetti di propaganda, finalizzati a una supposta valorizzazione del territorio e del prodotto locale.

 


Il “Centro di Valle”

A Susa, nelle passate settimane, sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’immobile che ospiterà il nuovo “Centro di Valle”.

Si tratta di un progetto promosso dal Comune di Susa e finanziato con i fondi delle compensazioni legate all’alta velocità. Un progetto con il quale Telt pensa alla valorizzazione del prodotto eno-gastronomico valsusino, attraverso un negozio di prodotti locali e un percorso didattico per i visitatori.

Come si legge nell'articolo di Fabio Tanzilli, uscito su Valsusa Oggi il 18 giugno 2025, si tratterà di un "percorso che, partendo dall’informazione sulla Valle, ne presenterà i prodotti, informando del tipo di coltivazione o del ciclo di lavorazione fino a proporre il prodotto, la sua degustazione, la sua vendita”. Il "Centro di Valle" sarà così un punto vendita e un museo sensoriale dedicato alla valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico valsusino.

 


E che cosa c'entrano Coldiretti e le altre associazioni agricole? 

Citando ancora l'articolo di Tanzilli:"Il Centro di Valle sarà gestito da sei associazioni di categoria: Ascom Confcommercio, Coldiretti, Consorzio Tutela Vini DOC Valsusa, Cooperativa La Maruna, CNA e C.I.A. [anche se] Ad oggi il Comune di Susa non ha ancora siglato il protocollo di intesa con le sei associazioni per la gestione quotidiana degli spazi".

Coldiretti, che nel suo comunicato si scaglia con toni duri contro chi starebbe mettendo a repentaglio le sorti dell’agricoltura in Val di Susa, sembra essersi dimenticata di chiedere a Telt e al Comune di Susa quale tipo di prodotto locale si intenda valorizzare nel prossimo futuro e, soprattutto, dove si pensi di coltivarlo.

 


Schiariamoci le idee

Forse solo a noi non è chiaro quale valorizzazione del territorio valsusino Coldiretti e le altre associazioni stiano immaginando insieme a Telt.

Se a causa dei lavori del Tav, l’agricoltura diventerà un’attività marginale e i campi coltivabili si riempiranno di sostanze inquinanti (smarino, amianto e PFAS), su quali delle terre cementificate, espropriate o inquinate sarà ancora possibile produrre questa eccelenza del territorio?

 


Cosa vi chiediamo

Per queste ragioni, a Coldiretti, così come alle altre associazioni e associazioni di categoria coinvolte, chiediamo:

di schierarsi formalmente contro il consumo di suolo causato dal TAV e contro la distruzione del settore agricolo locale;
prendere pubblicamente le distanze dal progetto del Centro di Valle per la valorizzazione eno-gastronomica del territorio, rifiutandone la gestione e rifiutando il trasferimento della proprie sedi e dei propri uffici al secondo piano dello stesso immobile

 

Per coerenza e buonsenso, Coldiretti e le altre associazioni, non dovrebbero firmare il protocollo di intesa con il Comune di Susa e se volessero davvero proteggere l'eccellenza eno-gastronomica valsusina, dovrebbero denunciare pubblicamente l'incoerenza e la pericolosità di tali politiche di facciata finanziate da Telt con i soldi delle compensazioni.

Chiediamo di lasciare sola Telt nei suoi tentativi propagandistici volti a legittimarsi quale attore economico e politico all’interno del territorio valsusino.

Chiediamo che si prendano le distanze dal progetto del "Centro di Valle" rifiutando la propaganda di Telt, e il suo subdolo tentativo di nascondere i danni inflitti al territorio, alle attività locali e alla popolazione, cercando di placare il malcontento distribuendo briciole sotto forma di compensazioni a vantaggio di pochi.

 


Chi sta con Telt non difende la terra e chi la lavora!

Chi sta con Telt supporta il consumo di suolo e calpesta i contadini!

 

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Movimento Terra Collettivo di contadini della Valle di SusaPromotore della petizionePratichiamo una agricoltura di piccola scala. Ricerchiamo la sostenibilità, anche economica, tramite il rispetto del suolo e della biodiversità. Coltiviamo prodotti nutrienti e applichiamo un prezzo equo sia per chi lo produce, sia per chi lo mangia.

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Chiara Anastasi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Contadini Valsusini – oltre l’inganno pure la beffa!

Siamo schiacciati tra alti costi di produzione e bassi prezzi di vendita. Le piccole aziende agricole chiudono una dopo l’altra, mentre l’agroindustria prospera.

In Valle di Susa, noi contadini abbiamo un problema in più: la ferrovia TAV (e tutte le opere connesse), che occuperanno campi e boschi. 

Molti contadini saranno espropriati e dovranno sloggiare. Molti campi saranno degradati a causa della vicinanza con i cantieri.

Le associazioni agricole parlano bene ma razzolano male.

Da un lato contadini vengono espropriati da TELT (promotore opera TAV), dall’altro lato le associazioni agricole avranno una nuova sede, regalata proprio da TELT.

Firma la petizione per chiedere alle associazioni agricole di non scendere a patti con TELT e opporsi al TAV per davvero.

 

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LETTERA APERTA A COLDIRETTI PIEMONTE, CONFAGRICOLTURA PIEMONTE, CIA PIEMONTE, COOPERATIVA LA MARUNA, CONSORZIO TUTELA VINI DOC VALSUSA

 

 


IL PIEDE IN DUE SCARPE

È possibile conciliare la devastazione dei terreni agricoli e la promozione dei prodotti eno-gastronomici valsusini?

È possibile evocare la fine del sistema agricolo valsusino a causa del TAV e contemporamente andare a braccetto con TELT?

In poche parole: è possibile tenere il piede in due scarpe? 

 

Scriviamo questa lettera in qualità di gruppo spontaneo di contadini valsusini, ovvero Movimento Terra.

Vogliamo prendere posizione in merito alle dichiarazioni di Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino, sul consumo di suolo in Val di Susa (pubblicate su Luna Nuova il 17 febbraio 2026 e su “Il Coltivatore Piemontese” di marzo 2026).

Presentiamo una richiesta esplicita a tutte le associazioni di categoria e alle associazioni agricole presenti in Valle di Susa

 

L’agricoltura di valle è sotto lo scacco del TAV

Condividiamo con Coldiretti la preoccupazione nel vedere che in Val di Susa i terreni agricoli e boschivi subiscono una grave minaccia dovuta al moltiplicarsi di piccole e grandi opere. Tutte queste opere, come Coldiretti stessa sottolinea con il suo elenco, sono direttamente o indirettamente legate alla costruzione dell'alta velocitá Torino-Lione: le stazioni di potenziamento elettrico a Borgone e a Drubiaglio, la stazione internazionale a Susa, e persino il progetto della pista ciclabile che è nato con i fondi delle prime compensazioni per il Tav.

 


Chi predica bene e chi razzola male

Dal comunicato di Coldiretti si potrebbe dunque evincere un tanto atteso posizionamento politico, finalmente critico nei confronti di un’opera così profondamente impattante per il territorio e per le sue attività antropiche. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze e nemmeno accettare una lettura parziale, allineata agli stessi interessi di chi governa questo processo.

Coldiretti, sebbene a parole denunci il consumo di suolo, causato in buona parte dalla costruzione della Torino-Lione, nei fatti sembra invece accettare di buon grado di figurare a fianco di Telt (azienda affidataria della costruzione della tratta internazionale dell'alta velocità) in progetti di propaganda, finalizzati a una supposta valorizzazione del territorio e del prodotto locale.

 


Il “Centro di Valle”

A Susa, nelle passate settimane, sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’immobile che ospiterà il nuovo “Centro di Valle”.

Si tratta di un progetto promosso dal Comune di Susa e finanziato con i fondi delle compensazioni legate all’alta velocità. Un progetto con il quale Telt pensa alla valorizzazione del prodotto eno-gastronomico valsusino, attraverso un negozio di prodotti locali e un percorso didattico per i visitatori.

Come si legge nell'articolo di Fabio Tanzilli, uscito su Valsusa Oggi il 18 giugno 2025, si tratterà di un "percorso che, partendo dall’informazione sulla Valle, ne presenterà i prodotti, informando del tipo di coltivazione o del ciclo di lavorazione fino a proporre il prodotto, la sua degustazione, la sua vendita”. Il "Centro di Valle" sarà così un punto vendita e un museo sensoriale dedicato alla valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico valsusino.

 


E che cosa c'entrano Coldiretti e le altre associazioni agricole? 

Citando ancora l'articolo di Tanzilli:"Il Centro di Valle sarà gestito da sei associazioni di categoria: Ascom Confcommercio, Coldiretti, Consorzio Tutela Vini DOC Valsusa, Cooperativa La Maruna, CNA e C.I.A. [anche se] Ad oggi il Comune di Susa non ha ancora siglato il protocollo di intesa con le sei associazioni per la gestione quotidiana degli spazi".

Coldiretti, che nel suo comunicato si scaglia con toni duri contro chi starebbe mettendo a repentaglio le sorti dell’agricoltura in Val di Susa, sembra essersi dimenticata di chiedere a Telt e al Comune di Susa quale tipo di prodotto locale si intenda valorizzare nel prossimo futuro e, soprattutto, dove si pensi di coltivarlo.

 


Schiariamoci le idee

Forse solo a noi non è chiaro quale valorizzazione del territorio valsusino Coldiretti e le altre associazioni stiano immaginando insieme a Telt.

Se a causa dei lavori del Tav, l’agricoltura diventerà un’attività marginale e i campi coltivabili si riempiranno di sostanze inquinanti (smarino, amianto e PFAS), su quali delle terre cementificate, espropriate o inquinate sarà ancora possibile produrre questa eccelenza del territorio?

 


Cosa vi chiediamo

Per queste ragioni, a Coldiretti, così come alle altre associazioni e associazioni di categoria coinvolte, chiediamo:

di schierarsi formalmente contro il consumo di suolo causato dal TAV e contro la distruzione del settore agricolo locale;
prendere pubblicamente le distanze dal progetto del Centro di Valle per la valorizzazione eno-gastronomica del territorio, rifiutandone la gestione e rifiutando il trasferimento della proprie sedi e dei propri uffici al secondo piano dello stesso immobile

 

Per coerenza e buonsenso, Coldiretti e le altre associazioni, non dovrebbero firmare il protocollo di intesa con il Comune di Susa e se volessero davvero proteggere l'eccellenza eno-gastronomica valsusina, dovrebbero denunciare pubblicamente l'incoerenza e la pericolosità di tali politiche di facciata finanziate da Telt con i soldi delle compensazioni.

Chiediamo di lasciare sola Telt nei suoi tentativi propagandistici volti a legittimarsi quale attore economico e politico all’interno del territorio valsusino.

Chiediamo che si prendano le distanze dal progetto del "Centro di Valle" rifiutando la propaganda di Telt, e il suo subdolo tentativo di nascondere i danni inflitti al territorio, alle attività locali e alla popolazione, cercando di placare il malcontento distribuendo briciole sotto forma di compensazioni a vantaggio di pochi.

 


Chi sta con Telt non difende la terra e chi la lavora!

Chi sta con Telt supporta il consumo di suolo e calpesta i contadini!

 

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Movimento Terra Collettivo di contadini della Valle di SusaPromotore della petizionePratichiamo una agricoltura di piccola scala. Ricerchiamo la sostenibilità, anche economica, tramite il rispetto del suolo e della biodiversità. Coltiviamo prodotti nutrienti e applichiamo un prezzo equo sia per chi lo produce, sia per chi lo mangia.

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Petizione creata in data 3 maggio 2026