Denuncia Matteo Salvini per incitazione all'odio razziale

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Di seguito il testo della lettera scritta da Michele Santoro e Vauro Senesi al Presidente della Repubblica e alle più alte autorità italiane ed europee per richiamarle all'attenzione rispetto alle ultime azioni e dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, di cui sottoscrivo ogni parola.

"Il ministro dell'Interno di un Paese democratico è il garante dell'ordine pubblico e della sicurezza di tutti i cittadini.

La nostra Costituzione, la Costituzione su cui Salvini ha giurato, all'articolo 54, impegna tutti i cittadini alla fedeltà alla Repubblica. Dunque non è oggettivamente accettabile che egli possa pronunciare frasi che assumono il tono di una minaccia anche nei confronti di un singolo individuo.

Affermare che caccerà dal nostro Paese tutti i componenti di una etnia, segnatamente quella Rom, ma che "purtroppo quelli di cittadinanza italiana dobbiamo tenerceli" espone una intera minoranza a rischi assai gravi e viola contemporaneamente interi capitoli della nostra Costituzione, la Legge che punisce chi incita all'odio razziale e la Carta dei diritti che è uno dei pilastri fondanti dell'Unione Europea.

A seguito di queste dichiarazioni si sono già verificati i primi gesti di grave intolleranza, che sarebbero stati compiuti inneggiando al nome del ministro.

Il comportamento di Salvini è contrario alla legge ma nessun giudice ha ritenuto di dover procedere d'ufficio nei suoi confronti. Evidentemente è intervenuta una sorta di assuefazione ai gesti che trasformano l'attività di governo in una dittatura della maggioranza, sovvertendo il principio che ogni maggioranza deve comunque sottostare alla Costituzione e non viceversa.

All'articolo 2, infatti, la Costituzione garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità; all'articolo 16 il diritto di ogni cittadino a circolare e soggiornare liberamente in tutto il territorio nazionale. Qualsiasi forma di discriminazione, fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica e sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, è vietata.

Né può essere fonte di discriminazione l'appartenenza ad una minoranza nazionale, quali sono i cittadini italiani di etnia rom e di lingua romanì, che si intende schedare con appositi censimenti e la creazione di liste di proscrizione.

Il ministro dell'Interno, a cui sono affidate funzioni pubbliche di primaria importanza, alle quali dovrebbe adempiere con disciplina e onore, deve tutelare la sicurezza di tutti gli italiani. Con le sue dichiarazioni, Matteo Salvini è venuto meno al suo ruolo, ha tradito il suo giuramento e ha violato la Costituzione, la legge delle leggi, nelle sue parti fondamentali."

Aggiungo che chi copre un ruolo pubblico come Matteo Salvini ha tutta la responsabilità del linguaggio che sceglie e degli effetti esponenziali di questo linguaggio su tutti. Non sono accettabili i toni aggressivi e violenti cui siamo sottoposti giorno dopo giorno in un continuo gioco al rialzo.

 

 



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