Raccolta firme per la proposta di legge per le Unioni Civili per San Marino

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PROPOSTA DI LEGGE DI INIZITIVA POPOLARE PER L’ISTITUZIONE DELLE UNIONI CIVILI NELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO

La Repubblica di San Marino, come tutti i paesi occidentali, sta vivendo una profonda trasformazione sociale. Una trasformazione che mette al centro dei legami interpersonali gli affetti in tutte le loro sfumature e specificità. Gli affetti rappresentano, infatti, la forza gravitazionale che spinge le persone a creare forme di convivenza anche quando ciò non sia espressamente riconosciuto dalla legge. Sono state le coppie omosessuali a mostrare nel modo più eclatante questa esigenza, ma anche le coppie eterosessuali sempre più spesso vivono i propri legami in modo “imprevisto” dalla legge, e quindi, di fatto, in assenza di qualsiasi tutela. In tutti i grandi paesi in cui la libertà e la cultura sociale sono dei valori fondamentali sono state istituite forme di riconoscimento di queste unioni, per dare a ogni cittadino e cittadina tutele e stabilità, diritti e doveri.

La presente proposta di legge di iniziativa popolare intende introdurre nell’ordinamento sammarinese norme che riconoscano le unioni civili, sia eterosessuali che omosessuali, come forma di consolidamento sociale e di istituzione di reciproci diritti e doveri. Queste norme sono intese come uno strumento di gestione della vita in comune, che vada a regolamentare i rapporti tra i conviventi stessi e tra di essi e lo Stato.

Tradizione libertaria e necessità di integrazioni

In forza del portato di libertà della nostra storia millenaria molti cittadini e cittadine, sulla base dei legami e degli affetti, creano dei nuclei sociali fondati sulla convivenza, nuclei vissuti come “familiari”. Questa situazione è già accettata dall’attuale legislazione che, trascorsi quindici anni, equipara la libera convivenza eterosessuale al matrimonio in particolare per quel che riguarda la separazione dei conviventi che che vengono di fatto equiparati ai coniugi. La legge esistente perciò attribuisce valore alla convivenza e ne incentiva la stabilità, riconoscendola sostanzialmente come matrimonio “in potenza” che si realizza nel tempo. In questo senso la Repubblica si è dotata di aspetti normativi originali e avanzati nel panorama mondiale.

Questa modalità di riconoscimento, tuttavia, mostra delle carenze in quanto – fintantoché i diritti matrimoniali non vengono maturati – la coppia e i figli e le figlie coinvolta gode di una tutela limitata alcuna tutela da parte dello Stato, e questo è in contrasto col valore attribuito alla stabilità della convivenza e ai doveri di uno Stato che sostenga i propri cittadini. Prima del trascorrere dei quindici anni, i componenti della coppia non hanno doveri reciproci.

I diritti dei minori sono il dovere degli adulti

Il diritto dei minori è quello di crescere in un contesto stabile e amorevole, con adulti di riferimento che abbiano il dovere legale di sostenerli nella crescita, sia dal punto di vista materiale, sia favorendo lo sviluppo della loro personalità.

Lo Stato dalla parte delle parti deboli

Questi obblighi e tutele sono ancora più importanti nei momenti di difficoltà: qualora uno dei due componenti della coppia dovesse venire a mancare o fosse impossibilitato a prendere decisioni per sé, l’altra parte della coppia dovrebbe avere il dovere e il diritto di prendersene cura e di mantenere la continuità parentale.  Si tratta di quegli elementari presìdi legali che uno Stato deve porre in atto per sostenere i propri cittadini e cittadine che si vengano a trovare in situazioni di fragilità imprevista.

Le coppie omosessuali e la situazione internazionale

Da decenni ormai si sta affermando in tutti gli Stati occidentali un’altra importante evoluzione sociale, quella del riconoscimento legale delle coppie omosessuali attraverso lo strumento delle “unioni civili”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe omosessuale dal 5 al 10% della popolazione mondiale; a San Marino, quindi, le persone potenzialmente interessate sono dalle 1.700 alle 3.300.

La prima forma di riconoscimento legale delle coppie omosessuali venne istituita in Danimarca nel 1989 (la “registreret partnerskab”) e, da allora, decine di Stati hanno seguito la stessa strada. In molti Paesi è in vigore il matrimonio egualitario, ma noi siamo convinti che sia prioritario dare tutele anche alle coppie eterosessuali che per varie ragioni non ritengano di volersi ancora sposare.

L’esperienza pluriennale di decine di Paesi nel mondo è che le unioni civili hanno prodotto miglioramenti generalizzati alla società, senza comprometterne gli aspetti storici e tradizionali, anzi, per certi versi, valorizzandoli.

In un contesto internazionale globalizzato, di grande mobilità, è necessario pensare anche ai numerosissimi cittadini sammarinesi residenti all’estero. Nel caso volessero tornare a risiedere in Repubblica, costoro vorrebbero trovare nella propria terra gli stessi diritti di cui godono nel luogo in cui vivono, ma l’attuale lacuna legislativa potrebbe in molti casi rendere difficile anche solo pensare a un ritorno in patria.

Conclusione

Il Comitato promotore ritiene, pertanto, che una legge sulle Unioni Civili rappresenti un passo importante per San Marino, che potrebbe contribuire al benessere e alla sicurezza dei suoi cittadini ovunque essi vivano, e che permetterebbe alla Repubblica di inserirsi a pieno titolo, e anzi in una posizione avanzata, nel contesto internazionale dei paesi che tutelano e promuovono i diritti civili.

 

CERCHIAMO FIRMATARI CHE VOGLIANO DARE SOSTEGNO A QUESTA PROPOSTA.

 

Ecco io testo della proposta di legge depositata:

PROGETTO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE (REGOLAMENTAZIONE DELLE UNIONI CIVILI)

ART.1

(Definizione di unione civile)

L’unione civile è il contratto mediante il quale è regolata una comunità di tipo familiare composta da due individui maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso al fine di organizzare la loro vita in comune.

ART. 2

(Registrazione dell’unione civile)

Due persone maggiorenni costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione congiunta resa di fronte all’Ufficiale di Stato Civile o suo delegato ed alla presenza di due testimoni. Previa richiesta della parti, l’Ufficiale di Stato Civile fissa la data e il luogo in cui avviene la dichiarazione congiunta. L’Ufficiale di Stato Civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile. Se i contraenti sono stranieri o residenti all’estero, possono richiedere all’Ufficiale di Stato Civile di trasmettere l’atto di costituzione dell’unione civile all’ufficio estero competente ai fini di registrazione dell’unione. I cittadini sammarinesi o residenti a San Marino che hanno contratto all’estero un’unione civile o si siano uniti in matrimonio potranno richiedere all’Ufficiale di Stato Civile di registrare come unione civile sammarinese tale unione o matrimonio. Entro 60 giorni dalla trascrizione dell’unione civile presso i competenti uffici di San Marino, i contraenti devono dichiarare, anche a mezzo procuratore speciale, da quale legislazione intendono siano regolati i rapporti patrimoniali e quale regime patrimoniale scelgono all’interno di questa. Trascorso tale termine senza che i contraenti abbiano optato, si applica il regime della separazione dei beni.

ART. 3

(Cause impeditive per la costituzione dell’unione civile)

Sono cause impeditive per la costituzione dell’unione civile:

a)  La sussistenza, per una delle parti, di un vincolo matrimoniale o di un’unione civile;
b)  L’interdizione di una delle parti per infermità di mente; se l’istanza di interdizione è soltanto
pendente, la costituzione dell’unione civile è sospesa fino alla definizio ne del giudizio

d’interdizione;
c) La sussistenza tra le parti dei rapporti di cui all’articolo 7, e articolo 8 della legge n. 49 del 26

aprile 1986.

La sussistenza di una delle cause impeditive di cui al comma 1 comporta la nullità dell’unione civile. L’unione civile costituita in violazione di una delle cause impeditive di cui al comma 1 del presente articolo può essere impugnata da ciascuna delle parti dell’unione civile, dagli ascendenti prossimi, dal Procuratore del Fisco e da tutti coloro che abbiano un interesse legittimo e attuale per impugnarla.
ART. 4

(Diritti e doveri che nascono dall’unione civile)

Con la costituzione dell’unione civile le parti contraenti acquisiscono gli stessi diritti e gli stessi doveri; dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale e di coabitazione.

I contraenti dell’unione civile si impegnano a condurre una vita in comune, a fornirsi un aiuto materiale e ad assistersi reciprocamente. Entrambe le parti sono tenute, in relazione alle proprie sostanze e possibilità, a contribuire agli oneri della vita comune. Tale contributo può essere apportato non solo in termini monetari ma anche nella forma di una partecipazione attiva alla vita comune attraverso prestazioni di tipo domestico e familiare.

ART. 5

(Certificazione dell’unione civile)

L’unione civile è certificata dal documento rilasciato dall’Ufficiale di Stato Civile attestante la costituzione dell’unione: detto documento deve contenere i dati anagrafici delle parti, l’indicazione della loro residenza e del loro regime patrimoniale.

Le parti non possono derogare attraverso loro accordi né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto dell’unione civile.

ART. 6

(Regime patrimoniale dell’unione civile)

Il regime patrimoniale dell’unione civile, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è costituito dalla separazione dei beni. Il regime di comunione può essere convenuto fra le parti mediante dichiarazione resa all’Ufficiale di Stato Civile al momento della costituzione dell’unione o per atto pubblico notarile, comunque annotati a margine dell’atto di unione. In materia di forma, modifica, simulazione per la stipula delle convenzioni patrimoniali si applicano gli articoli 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 105, 106 della legge n. 49 del 26 aprile 1986 con l’avvertenza che tali disposizioni si applicano ai contraenti l’unione civile.

ART. 7

(Crisi e scioglimento dell’unione civile)

Quando la condotta di una delle parti dell’unione civile è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altra parte, il giudice, su istanza di parte o del Procuratore del Fisco, può adottare con decreto uno o più provvedimenti ritenuti utili al superamento delle condotte pregiudizievoli.

La violenza può essere richiamata dalla vittima o dal Procuratore del Fisco come causa di annullamento del contratto di unione civile anche quando la violenza o le minacce di violenza provengono non solo da uno dei contraenti verso l’altra parte, ma anche da un suo discendente o ascendente.
L’unione civile cessa per volontà congiunta o unilaterale dei contraenti, nonché per matrimonio o decesso o dichiarazione di morte presunta di uno di essi.

In caso di scioglimento consensuale la dichiarazione congiunta deve essere presentata all’Ufficiale di Stato Civile per le dovute annotazioni a margine dell’atto di unione civile.

Lo scioglimento dell’unione civile ha effetto fra i conviventi e verso terzi dal momento della registrazione da parte dell’Ufficiale di Stato Civile della dichiarazione consensuale di scioglimento a margine dell’atto di unione civile.

In caso di recesso unilaterale di uno dei due contraenti, si applicano le disposizioni di cui al titolo XI della legge n. 49 del 26 aprile 1986.

ART. 8

(Disposizioni applicabili al rapporto di unione civile)

Le norme che riconoscono ai coniugi uniti in matrimonio il diritto alla residenza e alla cittadinanza valgono altresì per i contraenti dell’unione civile.

La disciplina previdenziale e pensionistica, ivi compresa la pensione di reversibilità, riconosciuta ai coniugi uniti in matrimonio vale altresì per i contraenti dell’unione civile.

Ai contraenti dell’unione civile sono estesi tutti i diritti e doveri spettanti ai coniugi uniti in matrimonio relativi all’assistenza sanitaria.

In caso di successione a causa della morte di uno dei contraenti, il contraente superstite gode degli stessi diritti che l’ordinamento riconosce al coniuge sia in caso di successione legittima, che di successione testamentaria.

Nella scelta dell’amministratore di sostegno il giudice tutelare preferisce, ove è possibile, la parte dell’unione civile. L’interdizione o l’inabilitazione possono essere promosse anche dalla parte dell’unione civile, la quale può presentare istanza di revoca quando ne cessa la causa.

Al solo fine di assicurare l’effettiva tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrano nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti, nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile.

ART. 9

(Disciplina dei minori conviventi)

Il riconoscimento dei figli nati all’interno dell’unione civile avviene secondo le disposizioni in materia di filiazione stabilite nella legge n. 49 del 26 aprile 1986.

Qualora il figlio naturale minorenne di uno dei due contraenti l’unione civile sia riconosciuto durante l’unione civile, il Commissario della Legge, valutate le circostanze e sentiti sia il minore che abbia
compiuto 16 anni sia l’altro genitore, decide sull’affidamento del minore e adotta i provvedimenti a tutela dell’interesse morale e materiale del minore.

Qualora il figlio naturale sia riconosciuto anteriormente all’unione civile, il suo inserimento nella famiglia di uno dei genitori, sentito l’altro genitore, è subordinato al consenso dell’altro contraente l’unione civile, a meno che il figlio fosse già convivente con il genitore all’atto dell’unione civile o l’altro contraente conoscesse l’esistenza del figlio naturale.

Il genitore naturale può avanzare opposizione ai provvedimenti del Commissario della Legge.

I figli dei contraenti l’unione civile riconosciuti e/o adottati all’estero sono riconosciuti di diritto anche nella Repubblica di San Marino

Per quanto qui non espressamente regolato si applicano le norme previste nella Legge 49 del 1986.

ART. 10

(Divieto di discriminazione e trattamento dei dati personali)

In nessun caso potrà essere motivo o fonte di discriminazione per uno o entrambi i contraenti dell’unione civile il loro stato di coppia unita civilmente.

Il trattamento dei dati personali contenuti negli atti, nelle registrazioni o in qualsiasi altro documento dovrà avvenire conformemente alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali garantendo il rispetto della privacy e della dignità dei contraenti dell’unione civile.

ART. 11

(Norme di attuazione)

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge con decreto delegato saranno emanati i regolamenti che disciplinano le formalità necessarie per la tenuta dei registri di stato civile e per il rilascio della certificazione di cui all’art. 5.

Sono altresì abrogate tutte le norme in contrasto con la presente Legge.

La presente legge entra in vigore il _________.

 



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