Fiorenzuola d'Arda. No al mega frigo!


Fiorenzuola d'Arda. No al mega frigo!
Il problema
CHIEDIAMO CHE IL MEGA-FRIGO DELLA BARABASCA NON VENGA REALIZZATO (nella foto il mega-frigo gemello di Wakefield UK già realizzato)
L'Amministrazione comunale di Fiorenzuola sta per approvare senza nessuna condivisione con i cittadini un nuovo insediamento di logistica altamente impattante.
L'amministrazione comunale ha solo comunicato che per una parte si tratterà di magazzini adibiti alla logistica del freddo che arriveranno a un'altezza di ben 42 metri - un vero e proprio mostro - collocati in un'area di 150.000 metri quadrati: una struttura senza precedenti nella storia urbanistica del nostro territorio. Grave la totale assenza di informazioni su un secondo lotto dello stesso isediamento.
Logistica altamente impattante in termini di consumi energetici con un necessario ed inevitabile riscaldamento del microclima circostante per un raggio di chilometri, e, oltre a questo, ci sarà un incremento importante del traffico veicolare con oltre 300 mezzi pesanti in aggiunta a una situazione già abbondantemente congestionata sul piano dell'inquinamento atmosferico.
Nessun dato certo invece per quanto riguarda l'occupazione: l'Amministrazione ha fornito fino a ora informazioni contraddittorie, ammettendo però che gran parte dei posti di lavoro saranno stagionali e gestiti dalle tipiche cooperative del mondo logistico, che abbiamo già visto all'opera a Piacenza e Castelsangiovanni: società create su iniziativa dalle stesse multinazionali per poter sfruttare condizioni contrattuali vantaggiose per loro e ampiamente svantaggiose per i lavoratori.
La strategia della logistica va sempre più verso una totale automazione dei processi e l'impianto Barabasca avrà, come l'impianto gemello di Wakefield UK, un elevato tasso di automazione: la mega-colata di cemento in questione porterà perciò a ridotte opportunità lavorative, sul piano quantitativo e qualitativo.
Quindi: tanti profitti per le aziende che gestiranno le attività della logistica, ampi profitti per chi costruisce, un costo ambientale e territoriale elevatissimo per tutte e tutti noi, che non sarà compensato dagli oneri di urbanizzazione e di costruzione (che tra l'altro l'Amministrazione comunale ha per l'occasione ridotto) che verranno versati nelle casse comunali.
Noi non ci stiamo.
Il problema
CHIEDIAMO CHE IL MEGA-FRIGO DELLA BARABASCA NON VENGA REALIZZATO (nella foto il mega-frigo gemello di Wakefield UK già realizzato)
L'Amministrazione comunale di Fiorenzuola sta per approvare senza nessuna condivisione con i cittadini un nuovo insediamento di logistica altamente impattante.
L'amministrazione comunale ha solo comunicato che per una parte si tratterà di magazzini adibiti alla logistica del freddo che arriveranno a un'altezza di ben 42 metri - un vero e proprio mostro - collocati in un'area di 150.000 metri quadrati: una struttura senza precedenti nella storia urbanistica del nostro territorio. Grave la totale assenza di informazioni su un secondo lotto dello stesso isediamento.
Logistica altamente impattante in termini di consumi energetici con un necessario ed inevitabile riscaldamento del microclima circostante per un raggio di chilometri, e, oltre a questo, ci sarà un incremento importante del traffico veicolare con oltre 300 mezzi pesanti in aggiunta a una situazione già abbondantemente congestionata sul piano dell'inquinamento atmosferico.
Nessun dato certo invece per quanto riguarda l'occupazione: l'Amministrazione ha fornito fino a ora informazioni contraddittorie, ammettendo però che gran parte dei posti di lavoro saranno stagionali e gestiti dalle tipiche cooperative del mondo logistico, che abbiamo già visto all'opera a Piacenza e Castelsangiovanni: società create su iniziativa dalle stesse multinazionali per poter sfruttare condizioni contrattuali vantaggiose per loro e ampiamente svantaggiose per i lavoratori.
La strategia della logistica va sempre più verso una totale automazione dei processi e l'impianto Barabasca avrà, come l'impianto gemello di Wakefield UK, un elevato tasso di automazione: la mega-colata di cemento in questione porterà perciò a ridotte opportunità lavorative, sul piano quantitativo e qualitativo.
Quindi: tanti profitti per le aziende che gestiranno le attività della logistica, ampi profitti per chi costruisce, un costo ambientale e territoriale elevatissimo per tutte e tutti noi, che non sarà compensato dagli oneri di urbanizzazione e di costruzione (che tra l'altro l'Amministrazione comunale ha per l'occasione ridotto) che verranno versati nelle casse comunali.
Noi non ci stiamo.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 25 ottobre 2020