

Fermiamo il fenomeno delle false accuse: Giustizia basata solo su prove di colpevolezza


Fermiamo il fenomeno delle false accuse: Giustizia basata solo su prove di colpevolezza
Il problema
Da moltissimo tempo purtroppo la cronaca ci parla di femminicidio e abusi perpetrati su donne che, seppur denunciando, subiscono vessazioni, violenze e, talvolta, perdono la vita per mano di uomini violenti che vogliono imporre la propria volontà su di loro. Giustamente lo Stato ha emanato leggi atte a difendere il più possibile queste donne ed ha inasprito le pene per chi commette questi reati. E’ la risposta più giusta in uno stato di diritto perché è assurdo che un essere umano debba subire queste violenze. Volutamente ho usato il termine “essere umano” perché il problema non si riferisce solo alle donne ma anche agli uomini.
Purtroppo, come è consuetudine, alcune persone abusano del loro diritto a difendersi ed ho potuto sperimentare sulla mia pelle quanto una legge giustissima possa diventare un’arma pericolosa se usata dalle persone sbagliate. Per questo vi racconterò la mia storia che poi, sono certo, è la storia di migliaia di persone.
Vi racconterò la storia di una separazione che è comune a quella di tante altre separazioni. Vi racconterò la storia di quanto la cattiveria possa generare problemi specie se alimentata da avvocati da quattro soldi e senza scrupoli che hanno come unico obiettivo spillare soldi allo stato travestendosi da benefattori per il sol fatto di applicare il gratuito patrocinio e di come questi riescano a manipolare perfettamente persone ignoranti prospettando loro guadagni immensi che in realtà non ci saranno mai. Vi racconterò di quanto può essere misera l’esistenza di alcune persone e di quanto poco valore abbia una promessa fatta davanti a Dio e come il tutto si riduca ad una miserabile richiesta continua e crescente di denaro che può spingere addirittura a “vendere” i propri figli per pochi spiccioli.
In Italia le separazioni ormai sono all’ordine del giorno e in molti casi sono “indolore” nel senso che spesso ci sono due persone intelligenti e mature che decidono di separarsi per svariati motivi e, in accordo tra loro, gestiscono la faccenda sotto tutti i punti di vista in maniera civile. Le persone intelligenti poi, in presenza di figli, cercano di tutelare al massimo gli stessi e addirittura in certi casi i figli non si accorgono nemmeno del cambiamento di status della loro famiglia. Perché così dovrebbe essere in un Paese civile che ci da gli strumenti per separarci in maniera legale. Questo avviene tra persone INTELLIGENTI e con un bagaglio culturale adeguato alle spalle ovviamente.
Il problema si presenta quando da una parte si trova ignoranza, arroganza, presunzione e mancanza di cultura scolastica e civica.
Immaginate di essere sposati da 15 anni e di avere due figlie. Immaginate di aver costruito una famiglia, una casa ed aver progettato un futuro insieme alla persona che amate e immaginate che questa persona, tolti i primi anni di convivenza, cambi radicalmente arrivando ad ignorarvi totalmente sotto tutti i punti di vista, compresa l’intimità che dovrebbe essere parte integrante della vita di coppia. Immaginate di aver impiegato tutte le vostre risorse per raggiungere questi obiettivi.
Se lo avete immaginato inizierete a capire quanta sofferenza possa provare chi ha fatto tutto questo per amore e quanto possa essere drammatica la situazione per una persona buona che mai sognerebbe di fare del male a nessuno.
Allora i pensieri si accavallano, ci si guarda indietro e si pensa che davanti ci può essere ancora un futuro. Nonostante i tentativi per capire il problema che si sta attraversando, trovando un muro di gomma davanti a sé si arriva alla conclusione che la soluzione migliore possa essere una separazione e a questo punto, se si ha la fortuna di trovare una persona intelligente capace di esaminare i propri errori, si affronterà una separazione semplice. Ma, come già detto, non è sempre così.
Può capitare che dopo una separazione, nell’immediato, inizi una vera e propria persecuzione fatta di ricatti usando come armi i figli e le leggi dello Stato che a volte non tengono conto delle situazioni ma si limitano a scrivere numeri di articoli su fogli e decidere il futuro di una persona senza tener conto della realtà dei fatti e, di fatto, senza darti la possibilità di difenderti.
E’ quello che ho passato io, è la mia storia, una storia fatta di cattiveria infinita nei miei confronti e nei confronti dei miei figli da parte di una madre che madre non può essere chiamata.
Dopo anni di vessazioni e violenze fisiche e psicologiche, dopo aver avuto addirittura il dubbio di non essere più un uomo, dopo l’ennesima aggressione fisica ho deciso di andar via di casa anche per evitare alle mie figlie di assistere alle violenze che sistematicamente subivo dalla mia ormai ex moglie. Mi sono allontanato con l’intenzione iniziale di tornare confidando sul fatto che lei avrebbe avuto qualche giorno per meditare e magari, dopo un esame di coscienza, anche di capire i propri errori ed avere la voglia di rimediare. Invece è stato l’inizio di un vero e proprio calvario. Inizialmente, facendo leva sui miei sentimenti nei confronti delle mie figlie, ricevevo telefonate dove sentivo piangere le bambine che mi chiedevano di tornare. Poi accettavo un paio di inviti a casa “mia” che finivano puntualmente con aggressioni fisiche nei miei confronti. Questo mi ha dato certezza che il passo fatto era giusto e giustificato. Consapevole di essere una persona per bene mai ho fatto mancare il mio sostegno economico alla mia ex, anche prima che il giudice potesse dettare le regole della separazione. Fatto sta che dopo ben 10 mesi dalla separazione e dal mio allontanamento da quell’inferno, una bella mattina di agosto, anziché ricevere una cartolina da Capri ho ricevuto un rinvio a giudizio da parte del Tribunale. Ho pensato subito ad un errore ma poi leggendo meglio quelle carte mi sono accorto che il nome era proprio il mio anche se i reati ascrittimi non erano assolutamente consoni alla mia persona. Un avvocato da tre soldi (quattro son troppi) aveva imboccato la mia ex ed insieme avevano presentato (con un mero copia-incolla visto l’errore del nome nella denuncia forse fatta ad un altro povero sfortunato) una denuncia alla Procura dove mi si accusava di stupro, stalking, violenza domestica e chi più ne ha più ne metta. A corredo di tutto questo una sfilza di testimoni inattendibili facenti parte la sua tribù (mamme, nonne, sorelle, nipoti ecc.)
Addirittura si parlava nella denuncia di “numerose relazioni extraconiugali” e di queste mi sono sempre chiesto quando le avrei avute lavorando 12 ore al giorno e passando il resto della giornata in casa o in compagnia della mia ex moglie. Premetto che avrei avuto tutto il diritto di averle visto che non avevo moglie da molti anni se parliamo di intimità…
Ovviamente, preoccupato, ho contattato un avvocato che mi ha prospettato l’inizio di un lungo processo dove, nella migliore delle ipotesi, anche avendo prove della mia innocenza, avrei dovuto subire una condanna.
Perché quando sei imputato, in un’aula di Tribunale, anche se in realtà sei innocente, per un giudice tu sei colpevole. E vi assicuro che ti trattano come un colpevole. Io sono stato trattato come se avessi commesso davvero i reati dei quali andavo a rispondere frutto della fantasia di una persona malata assetata di una vendetta per cose commesse in realtà da lei.
Ma era comunque necessario difendersi per evitare il peggio. Nel frattempo sono iniziati i dispetti e per un anno non ho potuto vedere mia figlia più piccola (la grande riusciva ad uscire autonomamente e mi raggiungeva) e addirittura in più occasioni mi è stato detto che se avessi voluto vederla avrei dovuto pagare (la tariffa era 100 euro). Poi è iniziato il processo ed è stato un susseguirsi di rinvii, interrogatori ed esilaranti testimonianze contraddittorie di tutti i personaggi che sostenevano la tesi di una deviata. Testimonianze tutte uguali, scritte dall’avvocato senza scrupoli per gente quasi analfabeta che non sapeva nemmeno cosa stesse dicendo. Prova ne è stata che ad ogni domanda che andasse oltre la poesia imparata a memoria, davano risposte che non stavano né in cielo né in terra, proprio perché non c’erano argomenti, non c’era nulla da raccontare.
Ma come detto per un giudice tu sei colpevole e purtroppo una persona non può immaginare che solo per il fatto di decidere di separarsi dovrà subire dei processi, quindi nel corso di 15 anni non sta a raccogliere prove di innocenza. Perché non puoi pensare che una separazione possa diventare un processo per stupro!!!
E in Tribunale paradossalmente sei tu che devi dimostrare di non aver commesso un reato quando sarebbe più logico che la presunta parte lesa debba dimostrare le prove dell’ingiustizia subita. E, cosa assurda, quando finalmente riesci a dire la tua, non vieni considerato attendibile anche se stai dicendo la pura e sacrosanta verità. E’ capitato a me! Il giudice, dopo aver ascoltato tutte le calunnie raccontate su di me e, credetemi, era evidentissimo che stessero mentendo, dopo la mia versione dei fatti, mi ha detto: “Quindi tutti mentono e lei dice la verità?” Ed io con la serenità di chi non ha commesso nulla ho risposto: “Si, signor giudice, ma purtroppo io non ho parenti che lo possono testimoniare”.
E sono stato condannato per il reato minore dei 4 ascritti (per fortuna) la violenza domestica, perché, almeno così mi ha spiegato l’avvocato, il giudice ha pensato che in 15 anni di matrimonio almeno una volta avrò detto “scema” a mia moglie. E questa è violenza domestica. Quando ho raccontato al giudice che mia moglie mi insultava, che mi picchiava anche davanti ai miei figli (e una di loro lo ha anche detto agli psicologi), che mi tradiva, mi guardava con aria sufficiente come per dire “ma guarda questo quante chiacchiere racconta”.
Io sono entrato in quell’aula di Tribunale già condannato dal pregiudizio. Questa è la realtà
Si parla tanto di uomini violenti e mi auguro che tutti vengano fermati e condannati prima di poter fare del male a chiunque. Ma nessuno parla di donne cattive, violente, calcolatrici, che con delle invenzioni rovinano letteralmente la vita di tanti uomini per bene sia sotto il profilo economico-lavorativo, sia sotto il profilo psicologico-sociale coadiuvate da avvocati senza scrupoli.
Gli anni mi hanno dato ragione e la persona che diceva di essere la vittima si è poi rivelata carnefice e fedifraga (e si, le relazioni extraconiugali le aveva lei in realtà), denunciata da sua figlia e analizzata da psicologi che ne hanno decretato la pericolosità. Anche davanti a questo la coscienza non l’ha portata a dire la verità proprio perché alcune persone si convincono talmente tanto delle proprie menzogne che poi le credono vere e sono così cattive da non riuscire nemmeno ad amare i propri figli.
Ma la mia condanna è rimasta lì, perché in Italia non riaprono un processo e quindi, accertato che la violenta era lei e non io, non ho potuto utilizzare nulla per essere assolto nel precedente procedimento diventato ormai definitivo. Non solo, la donna con la quale ho avuto una relazione dopo la separazione, dopo avermi sfruttato per bene ha iniziato a minacciarmi perché volevo lasciarla (cosa che poi ho fatto) ed ha concretizzato le minacce denunciandomi per gli stessi reati denunciati dalla mia ex moglie, cosa che si evince dall’esatta corrispondenza delle denunce, mettendosi d’accordo tra loro (tutto documentato ma ignorato dai giudici) e oggi rischio concretamente di andare in CARCERE perché si accumulerebbero le pene. Mi rimane la soddisfazione morale di aver dimostrato di non essere quello che la mia ex moglie diceva, anzi, il contrario. Ma al di là della soddisfazione non c’è altro. E si, perché nel frattempo ho perso il lavoro ed ho scoperto, mio malgrado, che quando si ha una condanna non si possono fare concorsi, si è esclusi dal sistema. Quei pochi lavori che sono riuscito a trovare duravano fino a quando non arrivavano le richieste della mia ex moglie ai datori di lavoro che per evitare “fastidi” mi invitavano a lasciare il posto e soprattutto rischio di farmi una lunga permanenza in carcere da INNOCENTE.
Nessun giudice ha tenuto conto e dato peso alle mie prove dando per buone le sole parole di due DELINQUENTI.
E’ necessario punire gli uomini violenti ma credo sia necessario che la Giustizia sia davvero giusta e non si limiti a girare le pagine dei fascicoli ma valuti attentamente tutte le situazioni perché in gioco c’è la vita, la reputazione delle persone e quando una persona è innocente non deve essere condannata. Non si deve entrare in un Tribunale già condannati, si deve necessariamente dare la possibilità di difendersi. E’ giusto tutelare le donne ma non dimentichiamoci che anche gli uomini, a volte, possono essere vittime e inoltre non da meno, queste false accuse danneggiano le VERE VITTIME facendo perdere tempo ai Tribunali per fatti inesistenti. Ma è possibile che nessun giudice indaghi realmente su questi fatti? Nessun giudice si accorge che il 90% delle separazioni diventano processi per violenza solo perchè ci sono avvocati che per incassare di più col GratuitoPatrocinio si inventano cause su cause? E’ possibile che la giustizia non si giusta?
Mi auguro soltanto che le mie figlie possano essere sempre orgogliose e innamorate come sono di me, che ho fatto di tutto affinché delle accuse false non compromettessero la loro reputazione e che ogni giorno mi sforzo di fare l’unica cosa che so fare bene… il papà.

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Il problema
Da moltissimo tempo purtroppo la cronaca ci parla di femminicidio e abusi perpetrati su donne che, seppur denunciando, subiscono vessazioni, violenze e, talvolta, perdono la vita per mano di uomini violenti che vogliono imporre la propria volontà su di loro. Giustamente lo Stato ha emanato leggi atte a difendere il più possibile queste donne ed ha inasprito le pene per chi commette questi reati. E’ la risposta più giusta in uno stato di diritto perché è assurdo che un essere umano debba subire queste violenze. Volutamente ho usato il termine “essere umano” perché il problema non si riferisce solo alle donne ma anche agli uomini.
Purtroppo, come è consuetudine, alcune persone abusano del loro diritto a difendersi ed ho potuto sperimentare sulla mia pelle quanto una legge giustissima possa diventare un’arma pericolosa se usata dalle persone sbagliate. Per questo vi racconterò la mia storia che poi, sono certo, è la storia di migliaia di persone.
Vi racconterò la storia di una separazione che è comune a quella di tante altre separazioni. Vi racconterò la storia di quanto la cattiveria possa generare problemi specie se alimentata da avvocati da quattro soldi e senza scrupoli che hanno come unico obiettivo spillare soldi allo stato travestendosi da benefattori per il sol fatto di applicare il gratuito patrocinio e di come questi riescano a manipolare perfettamente persone ignoranti prospettando loro guadagni immensi che in realtà non ci saranno mai. Vi racconterò di quanto può essere misera l’esistenza di alcune persone e di quanto poco valore abbia una promessa fatta davanti a Dio e come il tutto si riduca ad una miserabile richiesta continua e crescente di denaro che può spingere addirittura a “vendere” i propri figli per pochi spiccioli.
In Italia le separazioni ormai sono all’ordine del giorno e in molti casi sono “indolore” nel senso che spesso ci sono due persone intelligenti e mature che decidono di separarsi per svariati motivi e, in accordo tra loro, gestiscono la faccenda sotto tutti i punti di vista in maniera civile. Le persone intelligenti poi, in presenza di figli, cercano di tutelare al massimo gli stessi e addirittura in certi casi i figli non si accorgono nemmeno del cambiamento di status della loro famiglia. Perché così dovrebbe essere in un Paese civile che ci da gli strumenti per separarci in maniera legale. Questo avviene tra persone INTELLIGENTI e con un bagaglio culturale adeguato alle spalle ovviamente.
Il problema si presenta quando da una parte si trova ignoranza, arroganza, presunzione e mancanza di cultura scolastica e civica.
Immaginate di essere sposati da 15 anni e di avere due figlie. Immaginate di aver costruito una famiglia, una casa ed aver progettato un futuro insieme alla persona che amate e immaginate che questa persona, tolti i primi anni di convivenza, cambi radicalmente arrivando ad ignorarvi totalmente sotto tutti i punti di vista, compresa l’intimità che dovrebbe essere parte integrante della vita di coppia. Immaginate di aver impiegato tutte le vostre risorse per raggiungere questi obiettivi.
Se lo avete immaginato inizierete a capire quanta sofferenza possa provare chi ha fatto tutto questo per amore e quanto possa essere drammatica la situazione per una persona buona che mai sognerebbe di fare del male a nessuno.
Allora i pensieri si accavallano, ci si guarda indietro e si pensa che davanti ci può essere ancora un futuro. Nonostante i tentativi per capire il problema che si sta attraversando, trovando un muro di gomma davanti a sé si arriva alla conclusione che la soluzione migliore possa essere una separazione e a questo punto, se si ha la fortuna di trovare una persona intelligente capace di esaminare i propri errori, si affronterà una separazione semplice. Ma, come già detto, non è sempre così.
Può capitare che dopo una separazione, nell’immediato, inizi una vera e propria persecuzione fatta di ricatti usando come armi i figli e le leggi dello Stato che a volte non tengono conto delle situazioni ma si limitano a scrivere numeri di articoli su fogli e decidere il futuro di una persona senza tener conto della realtà dei fatti e, di fatto, senza darti la possibilità di difenderti.
E’ quello che ho passato io, è la mia storia, una storia fatta di cattiveria infinita nei miei confronti e nei confronti dei miei figli da parte di una madre che madre non può essere chiamata.
Dopo anni di vessazioni e violenze fisiche e psicologiche, dopo aver avuto addirittura il dubbio di non essere più un uomo, dopo l’ennesima aggressione fisica ho deciso di andar via di casa anche per evitare alle mie figlie di assistere alle violenze che sistematicamente subivo dalla mia ormai ex moglie. Mi sono allontanato con l’intenzione iniziale di tornare confidando sul fatto che lei avrebbe avuto qualche giorno per meditare e magari, dopo un esame di coscienza, anche di capire i propri errori ed avere la voglia di rimediare. Invece è stato l’inizio di un vero e proprio calvario. Inizialmente, facendo leva sui miei sentimenti nei confronti delle mie figlie, ricevevo telefonate dove sentivo piangere le bambine che mi chiedevano di tornare. Poi accettavo un paio di inviti a casa “mia” che finivano puntualmente con aggressioni fisiche nei miei confronti. Questo mi ha dato certezza che il passo fatto era giusto e giustificato. Consapevole di essere una persona per bene mai ho fatto mancare il mio sostegno economico alla mia ex, anche prima che il giudice potesse dettare le regole della separazione. Fatto sta che dopo ben 10 mesi dalla separazione e dal mio allontanamento da quell’inferno, una bella mattina di agosto, anziché ricevere una cartolina da Capri ho ricevuto un rinvio a giudizio da parte del Tribunale. Ho pensato subito ad un errore ma poi leggendo meglio quelle carte mi sono accorto che il nome era proprio il mio anche se i reati ascrittimi non erano assolutamente consoni alla mia persona. Un avvocato da tre soldi (quattro son troppi) aveva imboccato la mia ex ed insieme avevano presentato (con un mero copia-incolla visto l’errore del nome nella denuncia forse fatta ad un altro povero sfortunato) una denuncia alla Procura dove mi si accusava di stupro, stalking, violenza domestica e chi più ne ha più ne metta. A corredo di tutto questo una sfilza di testimoni inattendibili facenti parte la sua tribù (mamme, nonne, sorelle, nipoti ecc.)
Addirittura si parlava nella denuncia di “numerose relazioni extraconiugali” e di queste mi sono sempre chiesto quando le avrei avute lavorando 12 ore al giorno e passando il resto della giornata in casa o in compagnia della mia ex moglie. Premetto che avrei avuto tutto il diritto di averle visto che non avevo moglie da molti anni se parliamo di intimità…
Ovviamente, preoccupato, ho contattato un avvocato che mi ha prospettato l’inizio di un lungo processo dove, nella migliore delle ipotesi, anche avendo prove della mia innocenza, avrei dovuto subire una condanna.
Perché quando sei imputato, in un’aula di Tribunale, anche se in realtà sei innocente, per un giudice tu sei colpevole. E vi assicuro che ti trattano come un colpevole. Io sono stato trattato come se avessi commesso davvero i reati dei quali andavo a rispondere frutto della fantasia di una persona malata assetata di una vendetta per cose commesse in realtà da lei.
Ma era comunque necessario difendersi per evitare il peggio. Nel frattempo sono iniziati i dispetti e per un anno non ho potuto vedere mia figlia più piccola (la grande riusciva ad uscire autonomamente e mi raggiungeva) e addirittura in più occasioni mi è stato detto che se avessi voluto vederla avrei dovuto pagare (la tariffa era 100 euro). Poi è iniziato il processo ed è stato un susseguirsi di rinvii, interrogatori ed esilaranti testimonianze contraddittorie di tutti i personaggi che sostenevano la tesi di una deviata. Testimonianze tutte uguali, scritte dall’avvocato senza scrupoli per gente quasi analfabeta che non sapeva nemmeno cosa stesse dicendo. Prova ne è stata che ad ogni domanda che andasse oltre la poesia imparata a memoria, davano risposte che non stavano né in cielo né in terra, proprio perché non c’erano argomenti, non c’era nulla da raccontare.
Ma come detto per un giudice tu sei colpevole e purtroppo una persona non può immaginare che solo per il fatto di decidere di separarsi dovrà subire dei processi, quindi nel corso di 15 anni non sta a raccogliere prove di innocenza. Perché non puoi pensare che una separazione possa diventare un processo per stupro!!!
E in Tribunale paradossalmente sei tu che devi dimostrare di non aver commesso un reato quando sarebbe più logico che la presunta parte lesa debba dimostrare le prove dell’ingiustizia subita. E, cosa assurda, quando finalmente riesci a dire la tua, non vieni considerato attendibile anche se stai dicendo la pura e sacrosanta verità. E’ capitato a me! Il giudice, dopo aver ascoltato tutte le calunnie raccontate su di me e, credetemi, era evidentissimo che stessero mentendo, dopo la mia versione dei fatti, mi ha detto: “Quindi tutti mentono e lei dice la verità?” Ed io con la serenità di chi non ha commesso nulla ho risposto: “Si, signor giudice, ma purtroppo io non ho parenti che lo possono testimoniare”.
E sono stato condannato per il reato minore dei 4 ascritti (per fortuna) la violenza domestica, perché, almeno così mi ha spiegato l’avvocato, il giudice ha pensato che in 15 anni di matrimonio almeno una volta avrò detto “scema” a mia moglie. E questa è violenza domestica. Quando ho raccontato al giudice che mia moglie mi insultava, che mi picchiava anche davanti ai miei figli (e una di loro lo ha anche detto agli psicologi), che mi tradiva, mi guardava con aria sufficiente come per dire “ma guarda questo quante chiacchiere racconta”.
Io sono entrato in quell’aula di Tribunale già condannato dal pregiudizio. Questa è la realtà
Si parla tanto di uomini violenti e mi auguro che tutti vengano fermati e condannati prima di poter fare del male a chiunque. Ma nessuno parla di donne cattive, violente, calcolatrici, che con delle invenzioni rovinano letteralmente la vita di tanti uomini per bene sia sotto il profilo economico-lavorativo, sia sotto il profilo psicologico-sociale coadiuvate da avvocati senza scrupoli.
Gli anni mi hanno dato ragione e la persona che diceva di essere la vittima si è poi rivelata carnefice e fedifraga (e si, le relazioni extraconiugali le aveva lei in realtà), denunciata da sua figlia e analizzata da psicologi che ne hanno decretato la pericolosità. Anche davanti a questo la coscienza non l’ha portata a dire la verità proprio perché alcune persone si convincono talmente tanto delle proprie menzogne che poi le credono vere e sono così cattive da non riuscire nemmeno ad amare i propri figli.
Ma la mia condanna è rimasta lì, perché in Italia non riaprono un processo e quindi, accertato che la violenta era lei e non io, non ho potuto utilizzare nulla per essere assolto nel precedente procedimento diventato ormai definitivo. Non solo, la donna con la quale ho avuto una relazione dopo la separazione, dopo avermi sfruttato per bene ha iniziato a minacciarmi perché volevo lasciarla (cosa che poi ho fatto) ed ha concretizzato le minacce denunciandomi per gli stessi reati denunciati dalla mia ex moglie, cosa che si evince dall’esatta corrispondenza delle denunce, mettendosi d’accordo tra loro (tutto documentato ma ignorato dai giudici) e oggi rischio concretamente di andare in CARCERE perché si accumulerebbero le pene. Mi rimane la soddisfazione morale di aver dimostrato di non essere quello che la mia ex moglie diceva, anzi, il contrario. Ma al di là della soddisfazione non c’è altro. E si, perché nel frattempo ho perso il lavoro ed ho scoperto, mio malgrado, che quando si ha una condanna non si possono fare concorsi, si è esclusi dal sistema. Quei pochi lavori che sono riuscito a trovare duravano fino a quando non arrivavano le richieste della mia ex moglie ai datori di lavoro che per evitare “fastidi” mi invitavano a lasciare il posto e soprattutto rischio di farmi una lunga permanenza in carcere da INNOCENTE.
Nessun giudice ha tenuto conto e dato peso alle mie prove dando per buone le sole parole di due DELINQUENTI.
E’ necessario punire gli uomini violenti ma credo sia necessario che la Giustizia sia davvero giusta e non si limiti a girare le pagine dei fascicoli ma valuti attentamente tutte le situazioni perché in gioco c’è la vita, la reputazione delle persone e quando una persona è innocente non deve essere condannata. Non si deve entrare in un Tribunale già condannati, si deve necessariamente dare la possibilità di difendersi. E’ giusto tutelare le donne ma non dimentichiamoci che anche gli uomini, a volte, possono essere vittime e inoltre non da meno, queste false accuse danneggiano le VERE VITTIME facendo perdere tempo ai Tribunali per fatti inesistenti. Ma è possibile che nessun giudice indaghi realmente su questi fatti? Nessun giudice si accorge che il 90% delle separazioni diventano processi per violenza solo perchè ci sono avvocati che per incassare di più col GratuitoPatrocinio si inventano cause su cause? E’ possibile che la giustizia non si giusta?
Mi auguro soltanto che le mie figlie possano essere sempre orgogliose e innamorate come sono di me, che ho fatto di tutto affinché delle accuse false non compromettessero la loro reputazione e che ogni giorno mi sforzo di fare l’unica cosa che so fare bene… il papà.

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Petizione creata in data 25 ottobre 2023