Concedere assenza giustificata per le mestruazioni

37

Raggiungiamo 50 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Da quando ho iniziato a lavorare in un ambiente estremamente faticoso, ho sperimentato in prima persona quanto possa essere debilitante il ciclo mestruale per tante donne. Le giornate del ciclo non sono tutte uguali, e per alcune di noi rappresentano vere e proprie barriere fisiche e psicologiche. Il dolore, la stanchezza e il disagio spesso compromettono la nostra capacità di lavorare al meglio delle nostre possibilità. Questa condizione non dovrebbe essere ignorata o trattata superficialmente.

Secondo uno studio pubblicato su BMC Women's Health, oltre l'80% delle donne riferiscono di avere sintomi come dolori mestruali e crampi che interferiscono notevolmente con la loro produttività lavorativa. Paesi come il Giappone e l'Indonesia riconoscono già il diritto a giorni di assenza giustificata durante il periodo mestruale. È tempo che anche il nostro paese faccia lo stesso.

Proponiamo che ogni datore di lavoro consideri l'introduzione di giorni di assenza giustificata per il ciclo mestruale, con certificazione medica, per garantire il benessere e il rispetto delle donne lavoratrici. Non si tratta solo di una questione di salute, ma di dignità e uguaglianza sul luogo di lavoro.

Questa iniziativa non è solo un passo verso l'umanizzazione delle politiche del lavoro, ma anche un'opportunità per aziende e settori di mostrare leadership e visione nella promozione di ambienti di lavoro inclusivi e comprensivi.

Chiediamo il vostro sostegno per spingere il governo e le aziende italiane a prendere provvedimenti concreti e rendere ciò una realtà. Unitevi a noi per chiedere un cambiamento giusto e necessario: firmate questa petizione e aiutateci a dare voce a tutte le donne che lottano silenziosamente ogni mese. Perché il ciclo non deve essere un ostacolo tra noi e il nostro potenziale professionale.

avatar of the starter
Elisa BoniniPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione