

Raccolta firme per la riapertura delle attività di montagna
The Issue
Dopo le ultime normative del Ministro della Salute, Roberto Speranza, riguardo alla non - riapertura degli impianti sciistici, ho ritenuto opportuno realizzare una raccolta firme a dimostrare la delusione e contrarietà dei lavoratori della varie aziende e servizi di montagna. Quello che è stato decretato, a poche ore dalla prevista riapertura degli impianti sciistici di varie zone montane, rappresenta un oltraggio e mancanza di rispetto nei confronti di tutti i lavoratori delle imprese che si occupano di turismo in alta montagna, che hanno assunto personale, ordinato merce e predisposto le loro aziende alle normative anti-covid.
Questa raccolta firme è volta ad attirare l'attenzione di tutta la Comunità montana Alta Valtellina (e non solo) e rappresentare lo scontento dei cittadini, con la speranza in un abrogazione di suddetto decreto poiché considerato un affronto al nostro diritto costituzionale al lavoro. (Art. 1 e 4 della Costituzione Italiana).
Questa raccolta firme va considerata come un tentativo di far riaprire gli impianti sciistici e tutti i servizi annessi con l'intento di salvare ciò che resta della stagione invernale.
Non possiamo semplicemente lasciare che tutto questo passi inosservato perché è delle nostre vite che si sta parlando e decidendo. Tenere chiusi gli impianti non significa soltanto non riuscire ad andare a sciare, ma sopratutto la mancanza di introiti per numerosissime famiglie che dipendono dal turismo invernale. Comprendiamo la serietà della situazione attuale ma la problematica economica e morale potrebbe essere ben più grave della pandemia.
I sottoscritti rivolgono la seguente petizione al Sindaco / Consiglio Comunale:
Damiano Bormolini, sindaco del Comune di Livigno (SO) con la cortese richiesta di fare da tramite con tutta la Comunità montana Alta Valtellina.

The Issue
Dopo le ultime normative del Ministro della Salute, Roberto Speranza, riguardo alla non - riapertura degli impianti sciistici, ho ritenuto opportuno realizzare una raccolta firme a dimostrare la delusione e contrarietà dei lavoratori della varie aziende e servizi di montagna. Quello che è stato decretato, a poche ore dalla prevista riapertura degli impianti sciistici di varie zone montane, rappresenta un oltraggio e mancanza di rispetto nei confronti di tutti i lavoratori delle imprese che si occupano di turismo in alta montagna, che hanno assunto personale, ordinato merce e predisposto le loro aziende alle normative anti-covid.
Questa raccolta firme è volta ad attirare l'attenzione di tutta la Comunità montana Alta Valtellina (e non solo) e rappresentare lo scontento dei cittadini, con la speranza in un abrogazione di suddetto decreto poiché considerato un affronto al nostro diritto costituzionale al lavoro. (Art. 1 e 4 della Costituzione Italiana).
Questa raccolta firme va considerata come un tentativo di far riaprire gli impianti sciistici e tutti i servizi annessi con l'intento di salvare ciò che resta della stagione invernale.
Non possiamo semplicemente lasciare che tutto questo passi inosservato perché è delle nostre vite che si sta parlando e decidendo. Tenere chiusi gli impianti non significa soltanto non riuscire ad andare a sciare, ma sopratutto la mancanza di introiti per numerosissime famiglie che dipendono dal turismo invernale. Comprendiamo la serietà della situazione attuale ma la problematica economica e morale potrebbe essere ben più grave della pandemia.
I sottoscritti rivolgono la seguente petizione al Sindaco / Consiglio Comunale:
Damiano Bormolini, sindaco del Comune di Livigno (SO) con la cortese richiesta di fare da tramite con tutta la Comunità montana Alta Valtellina.

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Petition created on 15 February 2021