Comunione: percorso straordinario per i bambini che quest'anno compiranno 10 anni.

Firmatari recenti
Alessandra La Barbera e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

                                                                                                                                   All’Arcidiocesi di Palermo

 

Lettera Aperta delle famiglie dei bambini della Comunità

 

Eccellenza Reverendissima Monsignor Corrado Lorefice,

siamo genitori di bambini/e di Palermo che nel 2026 compiranno l’età di 10 anni.

Facciamo parte di quella piccola percentuale di genitori che, lo scorso anno, ha accolto di buon grado il nuovo Progetto Catechistico Diocesano per l’iniziazione Cristiana dei fanciulli, affidandoci alle Vostre premesse. Facciamo parte di quei genitori che non hanno cercato stratagemmi o alternative differenti dai Vostri solleciti entusiasti, o peggio ancora, che hanno rinunciato rinviando a “Quando sarà più grande così deciderà lui/lei”.

Non ci lasciamo irretire dai nostri schemi così come Ci invita a fare. È un tempo pieno di dubbi e pieno di “scadenze” a breve termine. La paura è comprensibile come Lei stesso scrive tra le dettagliate 48 pagine del Progetto Diocesano che ci è stato condiviso. Tra quelle righe una frase ci colpisce particolarmente “Il Progetto, frutto prezioso – pur sempre perfettibile” e ci fa ben sperare in un cammino comune e di messa in ascolto da parte Vostra in questo momento di fattiva transizione.

Siamo genitori che non hanno scelto l’esodo in paesi limitrofi in cui è stato possibile, transitoriamente, ricevere il Sacramento della Comunione all’età in cui i/le bambini/e aspettano questo momento. Noi no. Noi siamo legati al nostro gruppo di appartenenza e ci siamo affidati cosi come fanno i figli con i genitori . Ci siamo affidati totalmente, sicuri di essere trattati amorevolmente e con la speranza nel cuore che è tipica dell’amore per le proprie origini e per il proprio contesto.

L’anno scorso i nostri figli accompagnati per mano dal nostro amore, come in tutte i momenti della loro vita, hanno frequentato quell’anno di transizione che voleva essere un modo per “prepararci” a questo nuovo percorso che, come da documento, prevede i Sacramenti della Comunione e della Cresima al compimento proprio dei 10/11 anni e con l’avvio del Percorso a partire dai 7. Quell’anno è andato “perso” non certo dal punto di vista umano e spirituale ma al fine del raggiungimento di questo primo grande obiettivo di Fede. Anche a questo ci siamo rasseganti ma oggi qualcosa non ci fa sentire sereni. Le domande dei nostri figli, il pensiero di tardare cosi tanto un Sacramento sentito nel modo in cui un/una bambino/a di 10 anni può attendere con il desiderio ardente cosi speciale. Se per i nostri figli avessimo avuto la possibilità di cominciare il percorso come da voi deciso a 7 anni, lo avremmo fatto. Tuttavia, per ovvie ragioni, questa possibilità non ci è stata data e ciò che crediamo possa essere “perfettibile” in questa fase transitoria , è prevedere un percorso differenziato, per questo gruppo di bambini/e più grandi che hanno atteso cosi tanto un momento che, non solo tarderà parecchio ad arrivare ma che, siamo certi, non vivranno pienamente cosi come il resto del gruppo.

Durante lo scorso incontro, abbiamo riflettuto sul nostro primo vero incontro con Gesù e la risposta è stata spontanea e unanime: durante il sacramento della Prima Comunione, da bambini/e, all’età di 9/10 anni. Non è retorica! Glielo assicuriamo! È presa di coscienza. Durante questi incontri non mancano gli “ammonimenti” per il poco tempo che dedichiamo alla Fede, alla partecipazione alla Messa, alla dispersione e alla crisi che le famiglie moderne vivono nei confronti della religione. È vero! A volte fatichiamo: ci barcameniamo tra l’organizzazione del lavoro, della casa, della scuola, delle attività extrascolastiche , delle visite mediche di routine, della spesa e siamo cosi stanchi da dimenticare qualcosa ma in merito al bisogno di Fede e alla trasmissione di essa ai nostri figli non abbiamo dubbi. Non vogliamo mollare derogando a loro stessi la decisione di quale strada intraprendere da adulti perché sarebbe una sconfitta sociale immane.

Non ci allontaneremo verso paesi o città in cui ancora è prevista la possibilità di un percorso diverso. Noi abbiamo scelto di restare e di affidarci alle nostre Parrocchie di appartenenza, le Chiese in cui i nostri figli sono stati battezzati. Ci siamo affidati totalmente come tra le braccia della propria madre e per questo vi preghiamo di trovare un posticino accogliente per queste nostre parole. Tra le braccia della nostra Chiesa, Accolga le nostre frustrazioni e La preghiamo di trovare un percorso adeguato all’età dei/delle nostri/e bambini/e per poter loro rispondere che presto, con il Sacramento della Comunione, Gesù li accompagnerà durante l’adolescenza e che li farà sentire più forti nell’amore di Dio.

Ringraziamo per la cortese attenzione che, siamo certi, vorrà accordarci. In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo distinti saluti.

I genitori dei/delle fanciulli/e che si accostano alla Prima Comunione, Palermo

200

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Alessandra La Barbera e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

                                                                                                                                   All’Arcidiocesi di Palermo

 

Lettera Aperta delle famiglie dei bambini della Comunità

 

Eccellenza Reverendissima Monsignor Corrado Lorefice,

siamo genitori di bambini/e di Palermo che nel 2026 compiranno l’età di 10 anni.

Facciamo parte di quella piccola percentuale di genitori che, lo scorso anno, ha accolto di buon grado il nuovo Progetto Catechistico Diocesano per l’iniziazione Cristiana dei fanciulli, affidandoci alle Vostre premesse. Facciamo parte di quei genitori che non hanno cercato stratagemmi o alternative differenti dai Vostri solleciti entusiasti, o peggio ancora, che hanno rinunciato rinviando a “Quando sarà più grande così deciderà lui/lei”.

Non ci lasciamo irretire dai nostri schemi così come Ci invita a fare. È un tempo pieno di dubbi e pieno di “scadenze” a breve termine. La paura è comprensibile come Lei stesso scrive tra le dettagliate 48 pagine del Progetto Diocesano che ci è stato condiviso. Tra quelle righe una frase ci colpisce particolarmente “Il Progetto, frutto prezioso – pur sempre perfettibile” e ci fa ben sperare in un cammino comune e di messa in ascolto da parte Vostra in questo momento di fattiva transizione.

Siamo genitori che non hanno scelto l’esodo in paesi limitrofi in cui è stato possibile, transitoriamente, ricevere il Sacramento della Comunione all’età in cui i/le bambini/e aspettano questo momento. Noi no. Noi siamo legati al nostro gruppo di appartenenza e ci siamo affidati cosi come fanno i figli con i genitori . Ci siamo affidati totalmente, sicuri di essere trattati amorevolmente e con la speranza nel cuore che è tipica dell’amore per le proprie origini e per il proprio contesto.

L’anno scorso i nostri figli accompagnati per mano dal nostro amore, come in tutte i momenti della loro vita, hanno frequentato quell’anno di transizione che voleva essere un modo per “prepararci” a questo nuovo percorso che, come da documento, prevede i Sacramenti della Comunione e della Cresima al compimento proprio dei 10/11 anni e con l’avvio del Percorso a partire dai 7. Quell’anno è andato “perso” non certo dal punto di vista umano e spirituale ma al fine del raggiungimento di questo primo grande obiettivo di Fede. Anche a questo ci siamo rasseganti ma oggi qualcosa non ci fa sentire sereni. Le domande dei nostri figli, il pensiero di tardare cosi tanto un Sacramento sentito nel modo in cui un/una bambino/a di 10 anni può attendere con il desiderio ardente cosi speciale. Se per i nostri figli avessimo avuto la possibilità di cominciare il percorso come da voi deciso a 7 anni, lo avremmo fatto. Tuttavia, per ovvie ragioni, questa possibilità non ci è stata data e ciò che crediamo possa essere “perfettibile” in questa fase transitoria , è prevedere un percorso differenziato, per questo gruppo di bambini/e più grandi che hanno atteso cosi tanto un momento che, non solo tarderà parecchio ad arrivare ma che, siamo certi, non vivranno pienamente cosi come il resto del gruppo.

Durante lo scorso incontro, abbiamo riflettuto sul nostro primo vero incontro con Gesù e la risposta è stata spontanea e unanime: durante il sacramento della Prima Comunione, da bambini/e, all’età di 9/10 anni. Non è retorica! Glielo assicuriamo! È presa di coscienza. Durante questi incontri non mancano gli “ammonimenti” per il poco tempo che dedichiamo alla Fede, alla partecipazione alla Messa, alla dispersione e alla crisi che le famiglie moderne vivono nei confronti della religione. È vero! A volte fatichiamo: ci barcameniamo tra l’organizzazione del lavoro, della casa, della scuola, delle attività extrascolastiche , delle visite mediche di routine, della spesa e siamo cosi stanchi da dimenticare qualcosa ma in merito al bisogno di Fede e alla trasmissione di essa ai nostri figli non abbiamo dubbi. Non vogliamo mollare derogando a loro stessi la decisione di quale strada intraprendere da adulti perché sarebbe una sconfitta sociale immane.

Non ci allontaneremo verso paesi o città in cui ancora è prevista la possibilità di un percorso diverso. Noi abbiamo scelto di restare e di affidarci alle nostre Parrocchie di appartenenza, le Chiese in cui i nostri figli sono stati battezzati. Ci siamo affidati totalmente come tra le braccia della propria madre e per questo vi preghiamo di trovare un posticino accogliente per queste nostre parole. Tra le braccia della nostra Chiesa, Accolga le nostre frustrazioni e La preghiamo di trovare un percorso adeguato all’età dei/delle nostri/e bambini/e per poter loro rispondere che presto, con il Sacramento della Comunione, Gesù li accompagnerà durante l’adolescenza e che li farà sentire più forti nell’amore di Dio.

Ringraziamo per la cortese attenzione che, siamo certi, vorrà accordarci. In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo distinti saluti.

I genitori dei/delle fanciulli/e che si accostano alla Prima Comunione, Palermo

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