Apriamo 7904 corridoi umanitari in Italia, uno per ogni comune - salviamo i bambini

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Se ogni comune italiano accogliesse una famiglia profuga intrappolata in un hotspot greco, svuoteremmo completamente tutti gli hotspot. È un sogno impossibile, ce ne rendiamo conto, ma possiamo realizzarlo almeno per i 1800 minori non accompagnati intrappolati in questi "lager europei". Chiediamo ai comuni italiani di aprire corridoi umanitari, salviamo questi bambini.

Un’immagine scattata in un hotspot greco può essere scambiata per la Siria, ma la verità è che questi campi di accoglienza sono finanziati dall’Unione Europea, amministrati dal governo, e supervisionati dalle istituzioni.

Nonostante questo, negli hotspot, la cui capienza totale è di 6178 persone, sopravvivono intrappolati oltre 42.000 esseri umani, dei quali il 56% sono donne e bambini. Tra i bambini, 6 su 10 sono sotto i 12 anni, e il 14% sono soli. Ci sono bambini che vivono divorati dalla scabbia, una malattia normalmente curabile nel giro di pochi giorni, spesso per mesi e mesi. Le bambine tornano in tenda, la loro unica dimora, con la costante paura di essere assalite o stuprate. I minori non accompagnati tentano il suicidio.

Questi campi sono vere e proprie fabbriche della disperazione.

Still I Rise si batte per i diritti dei bambini profughi dal 2018, e continueremo sempre a farlo. Abbiamo raggiunto traguardi importanti finora, tre interrogazioni parlamentari, due a livello europeo e una in Parlamento in Italia. Lo scorso dicembre, per la prima volta in assoluto, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha emesso un'ordinanza al fine di proteggere 5 dei nostri minori non accompagnati, indicandone l'immediato trasferimento. Si tratta di una decisione senza precedenti, ma nonostante queste piccole vittorie, l'Europa non ha alzato un dito, e le condizioni di vita negli hotspot continuano a deteriorare. Se qualcuno non fa qualcosa al più presto, passeremo il punto di non ritorno. 

Noi italiani non siamo ricchi, e il coronavirus sta mettendo il nostro Paese in difficoltà, ma abbiamo ancora una coscienza, e un cuore grande. L’Europa è la culla dei diritti umani, lo è sempre stata, e se l’UE non ha intenzione di muovere un dito, allora possiamo essere noi a riportare un po’ di speranza nella vita di queste persone.

La creazione di un corridoio umanitario può essere attivata e gestita da un singolo comune, in modo autonomo. Ne è uno splendido esempio il comune di Offida, che nel 2019 ha organizzato il primo corridoio umanitario comunale d’Italia. Lo scorso giugno Offida, un comune di 5000 anime danneggiato dal terremoto nel 2016, ha accolto una famiglia siriana fuggita dalla guerra - madre, padre e un bimbo di 4 anni - dando loro un nuovo futuro in modo legale e sicuro.

A meno che qualcuno faccia qualcosa, la crisi non migliorerà. Le condizioni degli hotspot sono terribili e violano ogni convenzione sui diritti umani. E ora la situazione si sta ulteriormente aggravando. Circa 1.000.000 di persone hanno perso tutto nelle ultime settimane in Siria. Di queste, si stima che oltre 300.000 siano bambini. Sui confini europei, migliaia di profughi stanno cercando di entrare e chiedere asilo in Grecia. Pochi giorni fa, un bambino è annegato attraversando il mare su di un barcone, proprio come Alan Kurdi, il bambino morto sulla spiaggia cinque anni fa.

Siamo davvero disposti a ripetere gli stessi errori daccapo?

Non possiamo aiutare tutti loro, ma possiamo aiutare almeno i minori che si trovano già su suolo Europeo. Possiamo offrire loro una vita dignitosa. La nostra indifferenza è la loro condanna a morte, ma se invece agiamo concretamente, la nostra attenzione può significare nuova vita. Perché in questa infinita crisi, l’unica prospettiva che importa è quella di cui nessuno sta parlando: quella delle vittime innocenti.

Ecco cosa puoi fare:

  1. Aiutaci firmando questa petizione
  2. Diffondila e invita tutti i tuoi contatti a fare lo stesso
  3. Contatta il tuo comune e incoraggia la creazione di un corridoio umanitario

Riusciremo a porre fine all'incubo vissuto da 1800 figli della guerra su suolo europeo? Noi crediamo di sì, ma abbiamo bisogno di tutti voi. Possiamo fare qualcosa per aiutare. Facciamolo!