Donne, bambini, scuole e centri estivi: un dramma tenuto nascosto


Donne, bambini, scuole e centri estivi: un dramma tenuto nascosto
Il problema
IL MOVIMENTO CONTRO OGNI VIOLENZA SULLE DONNE
Assiste, supporta, affianca e tutela le donne per far valere i diritti di donne e bambini.
In questo difficile momento diamo voce alle migliaia di donne che oggi si ritrovano in enorme difficoltà sui temi di seguito specificati:
SCUOLA
La chiusura delle scuole aumenta le disuguaglianze, il divarioy sociale tra poveri e ricchi, le possibilità di interazione con i coetanei e crea enormi difficoltà tra genitori, ma soprattutto nelle donne sole con figli.
Come sappiamo, il compito della scuola non è solo quello di dare delle nozioni su determinate materie, ma ha soprattutto il compito di educare. L'educazione dei singoli ragazzi viene attuata soprattutto attraverso il rapporto sociale, il confronto con i coetanei, i quali devono conoscere quel mondo di esperienze diverse dal proprio contesto familiare.
Così vi è il rischio di accrescere stereotipi di genere, di creare un mondo di futuri adulti sterili.
In ogni epoca storica che l'Italia ricordi le scuole sono sempre rimaste aperte, durante epidemie, cataclismi o guerre.
Questa chiusura senza precedenti sta causando danni inenarrabili.
Il ruolo della donna ha fatto un passo verso il passato, il concetto di famiglia stesso è tornato ad essere rappresentato con una visione patriarcale.
Infatti, si è dato per scontato che la madre dovesse occuparsi dell'educazione dei figli, divenendo, quindi, mamma e maestra.
Laddove, però, questo doppio ruolo della donna era impossibile, si è prospettato l'arcaico modello "familistico", nel quale si dà per scontato che i nonni possano prendersi cura dei nipoti. Questo modello ha soprattutto discriminato le madri sole che sono state costrette a dover scegliere tra figli e lavoro ora più che mai. Chi ha un lavoro non sa come gestirlo dal momento che deve badare ai figli, magari piccoli. Lo smart working non sempre è possibile. I costi delle baby sitter sono abnormi e lo Stato non li copre nemmeno in parte.
Inoltre, pur volendo accedere ai bonus riconosciuti dallo Stato, i tempi per l’accreditamento sono davvero lunghi, aggravando notevolmente le spese della donna-madre.
La situazione è maggiormente frustrante per la donna, oltreché mamma, lavoratrice.
Una donna impegnata a 360 gradi ma sprovvista di tutela non potendo godere di un supporto volto a garantire assistenza e accudimento ai propri figli, lasciati soli in casa, avendo parenti lontani e/o non potendosi permettere i costi di una baby sitter. Lasciare figli minorenni, soli, configura il reato di abbandono dei minori, perseguibile d’ufficio. Inevitabilmente, la donna dovrà anche tutelarsi e difendersi nelle sedi opportune, vittima di eventuali azioni giudiziarie.
CENTRI ESTIVI
A causa dell'emergenza sanitaria ci sono innumerevoli linee guida dettate dal nostro Governo riguardo la riapertura del centri estivi, quali luogo di socializzazione, formazione e divertimento dei nostri figli. Ma abbiamo dovuto constatare un accesso veramente limitato ai centri come numero di bambini, con la conseguenza che la maggior parte dei bambini in lista d'attesa non avrà, per tutta l'estate, un posto dove giocare con gli amici.
Molti Comuni nel nostro Paese non hanno ancora predisposto alcun progetto per i nostri bambini-ragazzi, nessuna proposta è stata avanzata quale sinonimo di totale disinteresse dei nostri figli.
Molti, invece, sono i centri privati che richiedono somme esose ma, a causa della forte crisi economica (più che mai in questa emergenza sanitaria), sempre meno sono i genitori disposti a corrispondere abbonamenti dai costi più elevati del solito.
Ogni anno vi è un elevato numero di iscrizioni ma chi sopporta, più degli altri, innumerevoli difficoltà è la donna, madre e lavoratrice.
Lei, monogenitore, unica a dover occuparsi dell'accudimento dei suoi figli, delle loro relazioni sociali e delle loro attività scolastiche dovendo, in tutto questo, conciliare e sopportare anche le difficoltà lavorative e le gravi, oltreché persistenti, difficoltà economiche.
Donne occupate lavorativamente, talvolta anche senza regolare contratto, ma con una esigua ed effimera retribuzione.
Come può lei stessa, sola, garantire forme di socializzazione e aggregazione ai suoi figli se non dispone di liquidità a fronte, oltretutto, dei costi eccessivi delle rette dei centri estivi?
Come può una donna trovare un impiego se deve occuparsi quotidianamente dei propri figli?
Come può una donna garantire presenza nei luoghi di lavoro se è privato ai suoi figli il diritto di socializzare e giocare non permettendo loro di frequentare iicentri di aggregazione?
FORME DI SUSSIDIO
Le misure adottate a livello ministeriale al fine di garantire una compartecipazione nella spesa degli abbonamenti è prevista, ma quali sono i tempi di attesa? Quanto dovrà anticipare una famiglia in termini monetari? Vige una scrematura, innaturale ed immotivata, agli accessi presso i suddetti centri e le donne-madri meno abbienti non possono permettersi l'anticipazione delle somme.
No, non veniteci a dire che il padre può contribuire, perché nella maggior parte dei casi essi non contribuiscono! Padri disinteressati a tali tematiche ritenendo superflua la partecipazione a queste attività, ma fortemente motivati ad introitare azioni giudiziarie volte ad impedire la corresponsione delle somme a titolo di abbonamento o rette.
Gli stessi padri che rivendicano diritti di visita e frequentazioni sono gli stessi che durante il periodo estivo sono completamente assenti dalla vita quotidiana dei loro figli. Padri incapaci di gestire i loro figli durante una giornata al mare o al parco, in quanto, a loro dire, i figli sono vivaci e capricciosi. Pertanto, giusto delegare sempre e solo alla mamma il tutto!
Padri non sanzionati, padri liberi!
Mamme, perennemente accusate per non aver favorito il rapporto padre-figlio/a!
I FIGLI
L'impossibilità di frequentare assiduamente l'istituto scolastico di appartenenza comprometterà per la vita l’apprendimento e lo sviluppo dei ragazzi.
Figli, uniche vittime in questa pandemia mondiale!
Taluni abbandonati a sé stessi perché le proprie scuole non hanno adottato la didattica a distanza; altri, invece, succubi di improvvise organizzazioni e cambiamenti di programma dei propri docenti con interrogazioni lampo e compiti da consegnare entro un tempo determinato; per altri, invece, solo nelle ultime settimane hanno potuto godere di un'ora di lezione a settimana.
In tutto questo, la mamma è stata l'unica vera e costante presenza per i ragazzi. Unica a dover spiegare le lezioni dato che i docenti si limitavano a mandare audio non consentendo, invece, il rapporto vis a vis; unica a dover rassicurare i propri figli tutte le volte in cui le connessioni non permettevano i collegamenti con i loro professori, temendo assenze ingiustificate o voti ridotti; la mamma, lavoratrice, unica ad occuparsi delle faccende domestiche, dei suoi figli e del suo lavoro!
La donna, mamma, sola e unica!
La chiusura delle scuole avrà effetti devastanti per tutti, soprattutto per i più piccoli.
Le prime fasi del percorso scolastico sono basilari nella crescita psico-fisica e per lo sviluppo delle modalità di apprendimento. In questo modo i bambini rimarranno "indietro" senza possibilità di recupero. Gran parte delle famiglie non potrà permettersi lezioni private di recupero e il divario socio-culturale aumenterà inesorabilmente.
Se siamo state brave a tutelare i nostri figli durante questa emergenza sanitaria, dobbiamo essere altrettanto brave ed unite a pretendere maggiore tutela, supporto e assistenzialismo da parte delle nostre Istituzioni.
Chiediamo per tutto questo riscontro immediato.
MOVIMENTO CONTRO OGNI VIOLENZA SULLE DONNE
C.F. 90161530325
https:// www.facebook.com/groups/623338855079191/
E-mail: movimentoviolenzadonne@gmail.com
Il problema
IL MOVIMENTO CONTRO OGNI VIOLENZA SULLE DONNE
Assiste, supporta, affianca e tutela le donne per far valere i diritti di donne e bambini.
In questo difficile momento diamo voce alle migliaia di donne che oggi si ritrovano in enorme difficoltà sui temi di seguito specificati:
SCUOLA
La chiusura delle scuole aumenta le disuguaglianze, il divarioy sociale tra poveri e ricchi, le possibilità di interazione con i coetanei e crea enormi difficoltà tra genitori, ma soprattutto nelle donne sole con figli.
Come sappiamo, il compito della scuola non è solo quello di dare delle nozioni su determinate materie, ma ha soprattutto il compito di educare. L'educazione dei singoli ragazzi viene attuata soprattutto attraverso il rapporto sociale, il confronto con i coetanei, i quali devono conoscere quel mondo di esperienze diverse dal proprio contesto familiare.
Così vi è il rischio di accrescere stereotipi di genere, di creare un mondo di futuri adulti sterili.
In ogni epoca storica che l'Italia ricordi le scuole sono sempre rimaste aperte, durante epidemie, cataclismi o guerre.
Questa chiusura senza precedenti sta causando danni inenarrabili.
Il ruolo della donna ha fatto un passo verso il passato, il concetto di famiglia stesso è tornato ad essere rappresentato con una visione patriarcale.
Infatti, si è dato per scontato che la madre dovesse occuparsi dell'educazione dei figli, divenendo, quindi, mamma e maestra.
Laddove, però, questo doppio ruolo della donna era impossibile, si è prospettato l'arcaico modello "familistico", nel quale si dà per scontato che i nonni possano prendersi cura dei nipoti. Questo modello ha soprattutto discriminato le madri sole che sono state costrette a dover scegliere tra figli e lavoro ora più che mai. Chi ha un lavoro non sa come gestirlo dal momento che deve badare ai figli, magari piccoli. Lo smart working non sempre è possibile. I costi delle baby sitter sono abnormi e lo Stato non li copre nemmeno in parte.
Inoltre, pur volendo accedere ai bonus riconosciuti dallo Stato, i tempi per l’accreditamento sono davvero lunghi, aggravando notevolmente le spese della donna-madre.
La situazione è maggiormente frustrante per la donna, oltreché mamma, lavoratrice.
Una donna impegnata a 360 gradi ma sprovvista di tutela non potendo godere di un supporto volto a garantire assistenza e accudimento ai propri figli, lasciati soli in casa, avendo parenti lontani e/o non potendosi permettere i costi di una baby sitter. Lasciare figli minorenni, soli, configura il reato di abbandono dei minori, perseguibile d’ufficio. Inevitabilmente, la donna dovrà anche tutelarsi e difendersi nelle sedi opportune, vittima di eventuali azioni giudiziarie.
CENTRI ESTIVI
A causa dell'emergenza sanitaria ci sono innumerevoli linee guida dettate dal nostro Governo riguardo la riapertura del centri estivi, quali luogo di socializzazione, formazione e divertimento dei nostri figli. Ma abbiamo dovuto constatare un accesso veramente limitato ai centri come numero di bambini, con la conseguenza che la maggior parte dei bambini in lista d'attesa non avrà, per tutta l'estate, un posto dove giocare con gli amici.
Molti Comuni nel nostro Paese non hanno ancora predisposto alcun progetto per i nostri bambini-ragazzi, nessuna proposta è stata avanzata quale sinonimo di totale disinteresse dei nostri figli.
Molti, invece, sono i centri privati che richiedono somme esose ma, a causa della forte crisi economica (più che mai in questa emergenza sanitaria), sempre meno sono i genitori disposti a corrispondere abbonamenti dai costi più elevati del solito.
Ogni anno vi è un elevato numero di iscrizioni ma chi sopporta, più degli altri, innumerevoli difficoltà è la donna, madre e lavoratrice.
Lei, monogenitore, unica a dover occuparsi dell'accudimento dei suoi figli, delle loro relazioni sociali e delle loro attività scolastiche dovendo, in tutto questo, conciliare e sopportare anche le difficoltà lavorative e le gravi, oltreché persistenti, difficoltà economiche.
Donne occupate lavorativamente, talvolta anche senza regolare contratto, ma con una esigua ed effimera retribuzione.
Come può lei stessa, sola, garantire forme di socializzazione e aggregazione ai suoi figli se non dispone di liquidità a fronte, oltretutto, dei costi eccessivi delle rette dei centri estivi?
Come può una donna trovare un impiego se deve occuparsi quotidianamente dei propri figli?
Come può una donna garantire presenza nei luoghi di lavoro se è privato ai suoi figli il diritto di socializzare e giocare non permettendo loro di frequentare iicentri di aggregazione?
FORME DI SUSSIDIO
Le misure adottate a livello ministeriale al fine di garantire una compartecipazione nella spesa degli abbonamenti è prevista, ma quali sono i tempi di attesa? Quanto dovrà anticipare una famiglia in termini monetari? Vige una scrematura, innaturale ed immotivata, agli accessi presso i suddetti centri e le donne-madri meno abbienti non possono permettersi l'anticipazione delle somme.
No, non veniteci a dire che il padre può contribuire, perché nella maggior parte dei casi essi non contribuiscono! Padri disinteressati a tali tematiche ritenendo superflua la partecipazione a queste attività, ma fortemente motivati ad introitare azioni giudiziarie volte ad impedire la corresponsione delle somme a titolo di abbonamento o rette.
Gli stessi padri che rivendicano diritti di visita e frequentazioni sono gli stessi che durante il periodo estivo sono completamente assenti dalla vita quotidiana dei loro figli. Padri incapaci di gestire i loro figli durante una giornata al mare o al parco, in quanto, a loro dire, i figli sono vivaci e capricciosi. Pertanto, giusto delegare sempre e solo alla mamma il tutto!
Padri non sanzionati, padri liberi!
Mamme, perennemente accusate per non aver favorito il rapporto padre-figlio/a!
I FIGLI
L'impossibilità di frequentare assiduamente l'istituto scolastico di appartenenza comprometterà per la vita l’apprendimento e lo sviluppo dei ragazzi.
Figli, uniche vittime in questa pandemia mondiale!
Taluni abbandonati a sé stessi perché le proprie scuole non hanno adottato la didattica a distanza; altri, invece, succubi di improvvise organizzazioni e cambiamenti di programma dei propri docenti con interrogazioni lampo e compiti da consegnare entro un tempo determinato; per altri, invece, solo nelle ultime settimane hanno potuto godere di un'ora di lezione a settimana.
In tutto questo, la mamma è stata l'unica vera e costante presenza per i ragazzi. Unica a dover spiegare le lezioni dato che i docenti si limitavano a mandare audio non consentendo, invece, il rapporto vis a vis; unica a dover rassicurare i propri figli tutte le volte in cui le connessioni non permettevano i collegamenti con i loro professori, temendo assenze ingiustificate o voti ridotti; la mamma, lavoratrice, unica ad occuparsi delle faccende domestiche, dei suoi figli e del suo lavoro!
La donna, mamma, sola e unica!
La chiusura delle scuole avrà effetti devastanti per tutti, soprattutto per i più piccoli.
Le prime fasi del percorso scolastico sono basilari nella crescita psico-fisica e per lo sviluppo delle modalità di apprendimento. In questo modo i bambini rimarranno "indietro" senza possibilità di recupero. Gran parte delle famiglie non potrà permettersi lezioni private di recupero e il divario socio-culturale aumenterà inesorabilmente.
Se siamo state brave a tutelare i nostri figli durante questa emergenza sanitaria, dobbiamo essere altrettanto brave ed unite a pretendere maggiore tutela, supporto e assistenzialismo da parte delle nostre Istituzioni.
Chiediamo per tutto questo riscontro immediato.
MOVIMENTO CONTRO OGNI VIOLENZA SULLE DONNE
C.F. 90161530325
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E-mail: movimentoviolenzadonne@gmail.com
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 6 giugno 2020
