Attraversamenti pedonali/ciclabili rialzati e dossi rallentatori alti.

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Delfin Migala ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Monica Baggia (Assessore) e a

Situazioni di inciviltà e di menefreghismo tra gli automobilisti sono ormai all'ordine del giorno. Tutti hanno fretta e devono correre ed ognuno si sente padrone della strada.

A rimetterci, come sempre, sono i soggetti deboli della strada ovvero pedoni e ciclisti.

E' ora che amministratori e tecnici del Comune di Trento si mettano nei panni dei pedoni e prendano esempio da altri Comuni, come ad esempio il Comune di Pergine Valsugana che ha realizzato una serie di attraversamento pedonali rialzati per proteggere gli utenti deboli della strada dagli automobilisti con il piede pesante. Un lavoro fatto a regola d'arte in quanto questi attraversamenti, obbligano gli automobilisti a rallentare a 30 km/h, a differenza di quelli realizzati a Trento in via Sant'Anna e via Sommarive, per citarne alcuni, che "accompagnano" l'automobile e sono percorribili tranquillamente a 70/80 km/h nonostante il limite di 50 km/h.


Si mettano anche nei panni dei ciclisti, un continuo saliscendi dai marciapiedi (in diverse città italiane come Bolzano o Firenze per citarne un paio, realizzano le ciclabili a livello stradale, soluzione più economica nonché comoda per chi si sposta in bicicletta. A Trento invece realizzano marciapiedi sui quali poi dovranno convivere pedoni e ciclisti, ???) con tratti, in prossimità degli attraversamenti ciclopedonali, spesso coperti da vegetazione (via Romano Guardini, via S. Pio X ecc.), passi carrabili, edifici o altro che ostruiscono la visibilità reciproca tra ciclisti e automobilisti. La realizzazione di attraversamenti ciclabili rialzati sarebbe la soluzione ideale perchè obbligherebbe gli automobilisti a rallentare e fermarsi, permettendo ai ciclisti di proseguire il loro tragitto in sicurezza.

Punti critici in città ne troviamo dapertutto ma quelli più importanti restano in prossimità di asili, scuole (es. via dei Solteri, via 4 Novembre ecc.), università e zone ad alta densità di pedoni.


Viale Verona, via 4 Novembre, via Degasperi, via della Resistenza, SP204 Villazzano (di competenza della PAT), via Veneto, via Caneppele, via Maccani, via Brennero, via di Melta, via Perini, Lungadige entrambi i lati, via Sanseverino... strade rettilinee sulle quali si tende a superare facilmente il limite di velocità consentito.

Tutte le vie elencate (invito a segnalarne altre) necessitano al più presto di una soluzione come gli attraversamenti pedonali rialzati. Se il problema sono i costi di realizzazione, alternative più economica e con tempi di realizzazione più rapidi, ce ne sono. A Bolzano in alcune vie hanno installato dossi rallentatori a circa 2 metri dalle strisce pedonali, per rallentare i veicoli e consentire ai pedoni di attraversare con maggiore sicurezza. Minima spesa massima resa.

Questa proposta non dev'essere vista come una soluzione che crea disagio agli automobilisti, ma li educa al rispetto degli utenti più deboli, nonché al rispetto dei limiti di velocità, onde evitare di creare situazioni di pericolo.

Tratto dalle "Linee guida per la realizzazione degli attraversamenti pedonali" di ACI:

Le cause d’incidente negli attraversamenti sono molteplici e non possono essere solo ricondotte all’azione “irresponsabile” del pedone, ma vanno invece ricercate soprattutto nella mancata pianificazione degli itinerari pedonali urbani, nella disordinata organizzazione delle funzioni urbane, nella scarsa pianificazione del traffico veicolare e nella scarsa qualità di progettazione dell’infrastruttura stradale.

Purtroppo si è abituati a vedere l’attraversamento pedonale come un elemento che blocca il flusso veicolare transitante sulla strada, cioè il pedone che attraversa è considerato un elemento che interrompe, cioè penalizza, il regolare deflusso dei veicoli. Questo concetto deriva dall’abitudine generale di considerare tutte le strade con le stesse caratteristiche di quelle extraurbane, in cui invece correttamente si privilegia il transito dei veicoli a motore.

In ambiente urbano è il flusso veicolare che interrompe il percorso pedonale, cioè sono gli autoveicoli che, transitando sull’attraversamento, penalizzano il deflusso pedonale.

A questo riguardo, alcuni anni fa, era stato fatto emergere come la segnaletica orizzontale degli attraversamenti fosse sbagliata, perché le fasce bianche si presentano perpendicolari al percorso del pedone e longitudinali a quello del veicolo, mentre dovrebbero essere perpendicolari all’asse stradale, per trasmettere il messaggio dell’arresto del veicolo, risultando longitudinali al percorso pedonale.

Pertanto si dovrebbe far emergere nella città la continuità dei diversi itinerari pedonali, in modo che negli spazi stradali in cui vi è promiscuità tra pedoni e veicoli (come negli attraversamenti pedonali) sia l’itinerario veicolare ad interrompersi.

Questo concetto, che sembra ovvio tanto è semplice, non è stato generalmente assimilato dai
tecnici che gestiscono le strade, infatti è comune vedere nelle nostre città gli attraversamenti realizzati con il fine di creare meno disturbo possibile al deflusso veicolare, con la conseguenza che poi non vengono utilizzati dal pedone. E’ noto come il pedone tende a compiere il percorso più breve, quindi se l’attraversamento pedonale non è inserito correttamente lungo tale percorso, non verrà generalmente utilizzato.

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