Diamo un nuovo habitat ai daini nel parco del Circeo , non sterminiamo!

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Diamo un nuovo habitat ai daini nel parco del circeo, non sterminiamo solo perchè si moltiplicano, nel mondo ogni giorno si è di più, ogni giorno si è in continua crescita, ma non per questo uccidiamo per renderlo più gestibile, così come le persone anche gli animali hanno il diritto del naturale ciclo della vita. Si nasce e si muore, ma mai per mano di qualcuno. 

 

Al Parco del Circeo parte lo sterminio dei daini. Vigorelli: “Saranno abbattuti almeno 350 capi”. 

I daini, vennero introdotti nel Parco nel 1953 nell’ambito dei programmi di allevamento della selvaggina da ripopolamento, svolti dall’ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali e mantenuti all’interno di un grande recinto di 400 ettari, sono fuggiti dalla cattività e hanno dato origine alla popolazione che occupa attualmente l’intera Foresta, con densità
variabili. 

“Sono stati stanziati – spiega Vigorelli in un post pubblicato su Facebook – la bruttezza di 170.000 euro per un’operazione che, ammaliata di dolci parole, viene battezzata “Piano gestionale del controllo del daino nella foresta demaniale. Vale a dire, inizio della mattanza dei daini nella foresta del Parco”.

Saranno abbattuti almeno 350 capi. La popolazione dei daini dovrà, infatti, essere ridotta del 30 per cento, ogni anno e per i prossimi tre anni.

“Si prevedono “battute” notturne per far convogliare i daini in “corral” mobili di almeno mille mq, che sono dei recinti-prigione, un po’ come la “camera della morte” della mattanza dei tonni. Appostati su altane a circa 15 metri da terra, ci saranno i fucilieri di Sua Maestà il Parco, che saranno equipaggiati con “fucili a canna rigata, di calibro non inferiore a 6,5 millimetri, dotati di cannocchiale di mira a 12 ingrandimenti” e adatti alla visione notturna. I capi uccisi avranno la loro bella targhetta graffata all’orecchio”. 

La stima complessiva (al 2015), quindi, all’interno del Parco Nazionale del Circeo è pari a 1268 daini, per una densità media complessiva di 0,42 capi/ettaro, con un gradiente
decrescente man mano che dal “parco daini” si va verso la Migliara 49.

“Dopo i mufloni di Zannone, ora tocca ai daini. Per la verità, per la nostra isola il Parco ha previsto una morte, come dire, più raffinata. Quei pochi mufloni sopravvissuti a Zannone finiranno in un recinto, e lì moriranno di fame, lentamente e inesorabilmente. Il Parco sorveglierà la fine della colonia dei mufloni. Una sorta – conclude Vigorelli – di omicidio assistito”.

Il Parco arriva perfino a calcolare un peso medio di 40 chili per capo, e quindi un totale di 14.000 chili di carne fresca da immettere sul mercato.