Non cancelliamo la memoria, diamo un futuro Berceto (FI)

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Era il 17 aprile 1944 quando a Berceto, piccolo borgo nel Comune di Rufina (FI), la ferocia nazifascista trucidò undici persone di cui nove civili e due partigiani.

Furono barbaramente uccisi Anna Vangelisti (due anni e otto mesi), Iole Vangelisti (nove anni), Angiolina Vangelisti (ventidue anni), Bruna Vangelisti (ventitre anni), Giulia Alinari nei Vangelisti (quarantasei anni), Alessandro Ebicci (settantotto anni), Isola Geri negli Ebicci (quarantanove anni), Fabio Soldeti (ottantuno anni), Iolanda Soldeti (diaciannove anni) e due partigiani: Mauro Chiti di diciannove anni e Guglielmo Tesi di ventuno anni.

Ora, la casa dove questa terribile strage è accaduta sta crollando e, se le Istituzioni non interverranno quanto prima, la storia rischia di inghiottire per sempre questa terribile vicenda che, invece, deve restare viva. 

Nel 2016 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (con decreto n. 18 del 2016) e per esso la Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato ha finalmente riconosciuto la casa dove avvenne la strage quale luogo di "interesse particolarmente importante per il suo riferimento alla storia politica, militare e sociale" e , come bene culturale di particolare interesse storico, il casolare e tutta l'area limitrofa è sottoposta a tutti i vincoli previsti dalla legge, in particolare per quanto riguarda la sua conservazione, grazie alla testimonianza diretta di Vera Vangelisti, sopravvissuta all'eccidio. 

L'immobile è tutt'ora di proprietà privata tuttavia, nonostante l'apposizione del vincolo, nessun intervento di sistemazione è stato posto in essere tanto che non è difficile prevedere un imminente crollo della casa. Fra pochi anni di Berceto rimarranno solo le rovine e sarà davvero ingiusto commemorare le vittime di fronte ad un cumulo di macerie. Noi non possiamo accettare che ciò accada.

E' anche grazie alla conservazione di luoghi come questo se potremo ancora raccontare ai nostri giovani i crimini che la violenza nazi-fascista ha compiuto, a due passi da casa "nostra". 

In un mondo in cui tutto si sta digitalizzando, l'odio, l'intolleranza e il razzismo si stanno riaffacciando sul presente e, ora più che mai,  serve una memoria vissuta affinché possa essere testimoniata.  

Allo scopo di tenere viva la memoria di Berceto, RufinaCheVerrà  ha deciso di promuovere una petizione con la quale chiediamo l'intervento delle Istituzioni affinché si adoperino urgentemente per non far crollare la casa di Berceto.

Non lasciamo che la storia cancelli il passato, firmiamo e facciamo firmare questa petizione. 

Facciamo sentire la nostra voce, ogni firma e ogni condivisione sarà un segnale importante che ognuno di noi darà affinché la memoria di Berceto sia tramandata alle generazioni future.