

Per cambiare nome a "Villa Mussolini" a Riccione


Per cambiare nome a "Villa Mussolini" a Riccione
Il problema
Villa Margherita venne costruita nel 1890, adiacente alla spiaggia, e la prima proprietaria fu Eugenia Beccadelli in Grimaldi. Nel 1932 fu presa in affitto dalla famiglia Mussolini e nel 1934 fu acquistata da Rachele dalla contessa Pullè. Ma Mussolini aveva dei vicini scomodi: la famiglia Matatià. Nissim Matiatia, ebreo greco originario di Kerkyra, capoluogo dell’isola di Corfù, giunse in Italia in cerca di fortuna negli anni Venti insieme ai fratelli Leone e Eliezer. Le sue capacità imprenditoriali gli consentirono di raggiungere in poco tempo un certo benessere economico diventando un apprezzato pellicciaio con negozi di alta moda fra Faenza e Forlì che gestiva con i suoi fratelli. L’apice di questo successo economico fu l’acquisto di una villa di mattoni rossi a Riccione, Villa Matatia, a pochi passi dalla spiaggia che rappresentava per tutta la famiglia il luogo dove trascorrere in serenità momenti di svago e riposo. Una tranquillità che viene bruscamente interrotta dall’avvento delle leggi razziali del 1938. Avere per vicini degli ebrei metteva a rischio le vacanze del Duce e dei suoi gerarchi. Nel novembre 1943, Nissim e il figlio Roberto vennero arrestati in Piazza Re Enzo mentre la moglie e gli altri due figli furono catturati, a seguito di una delazione, il mese successivo. Deportati tutti ad Auschwitz, il figlio Beniamino fu l’unico a tornare dal campo di sterminio nel 1945, salvato dal suo amore per la fisarmonica.
Facciamo in modo che Villa Margherita sia liberata dal fardello nefasto di quel nome e torni ad essere Villa Margherita.
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Il problema
Villa Margherita venne costruita nel 1890, adiacente alla spiaggia, e la prima proprietaria fu Eugenia Beccadelli in Grimaldi. Nel 1932 fu presa in affitto dalla famiglia Mussolini e nel 1934 fu acquistata da Rachele dalla contessa Pullè. Ma Mussolini aveva dei vicini scomodi: la famiglia Matatià. Nissim Matiatia, ebreo greco originario di Kerkyra, capoluogo dell’isola di Corfù, giunse in Italia in cerca di fortuna negli anni Venti insieme ai fratelli Leone e Eliezer. Le sue capacità imprenditoriali gli consentirono di raggiungere in poco tempo un certo benessere economico diventando un apprezzato pellicciaio con negozi di alta moda fra Faenza e Forlì che gestiva con i suoi fratelli. L’apice di questo successo economico fu l’acquisto di una villa di mattoni rossi a Riccione, Villa Matatia, a pochi passi dalla spiaggia che rappresentava per tutta la famiglia il luogo dove trascorrere in serenità momenti di svago e riposo. Una tranquillità che viene bruscamente interrotta dall’avvento delle leggi razziali del 1938. Avere per vicini degli ebrei metteva a rischio le vacanze del Duce e dei suoi gerarchi. Nel novembre 1943, Nissim e il figlio Roberto vennero arrestati in Piazza Re Enzo mentre la moglie e gli altri due figli furono catturati, a seguito di una delazione, il mese successivo. Deportati tutti ad Auschwitz, il figlio Beniamino fu l’unico a tornare dal campo di sterminio nel 1945, salvato dal suo amore per la fisarmonica.
Facciamo in modo che Villa Margherita sia liberata dal fardello nefasto di quel nome e torni ad essere Villa Margherita.
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Petizione creata in data 23 luglio 2020