FORO BOARIO DAVANZO PADOVA - PER UNA VIABILITA’ RISPETTOSA DEL TERRITORIO

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L'ex Foro Boario Davanzo in Corso Australia  è una delle più grandi aree di proprietà del Comune di Padova. Gli edifici sono stati costruiti dall'architetto Giuseppe Davanzo negli anni dal 1965 al 1968. I progetti sono stati esposti al MOMA di New York, in quanto l'originalità della soluzione di prefabbricazione e assemblaggio ne fanno un’opera unica. La “Cattedrale" laica e gli edifici adiacenti sono un bene comune che la Soprintendenza delle Belle Arti ha voluto tutelare dichiarando l'immobile di interesse particolarmente importante come monumento di architettura contemporanea e che pertanto appartiene all'Umanità. Non meno importante, l'edificio è stato immortalato da Dino Risi in una scena memorabile del film "La moglie del Prete" interpretato da Sophia Loren.


Nel corso degli anni gli edifici hanno avuto mutamenti di destinazione d'uso, ma la loro fruizione è stata da sempre mortificata in quanto l'accesso all’area è possibile solo attraverso la tangenziale. La “Cattedrale” giace infatti in un’isola tra la tangenziale e la linea ferroviaria.


Abbandonata nell'ultimo decennio e in mancanza di manutenzione, mostra oggi i segni di un progressivo degrado. Tuttavia essa si trova in un territorio densamente edificato e popolato; è sita a circa 400 metri dalle mura cinquecentesche e a poco più di 1.000 metri dal Palazzo della Ragione, cuore della città.

In tempi recenti è giunta la proposta di un privato che sosterrebbe le opere di restauro conservativo in cambio dell'uso per 50 anni di 32.000 mq di edifici da adibirsi a punti vendita su un’area di 250.000 mq.,a fronte di un canone di affitto da molti considerato irrisorio.

Ulteriormente il Comune ha adottato una variante al Piano degli Interventi per la viabilità di accesso all’area che prevede la costruzione di un mastodontico viadotto dal costo di 8 milioni 250 mila euro a carico dei cittadini padovani. L’infrastruttura dovrebbe sorgere a ridosso delle mura del Cimitero Maggiore di Padova: luogo sacro e bene monumentale protetto da vincolo architettonico. Questa nuova viabilità causerebbe la distruzione di un bosco spontaneo che offre riparo alla fauna locale (lepri, fagiani, scoiattoli...) ed un aumento consistente degli inquinanti atmosferici prodotti dalle autovetture.


Oltre al viadotto, la variante al Piano degli Interventi prevede di creare “un sistema di smaltimento del traffico” prodotto dal nuovo centro commerciale, passando attraverso via Peano che stravolgerà la vita di un tranquillo borgo di vecchie case dei ferrovieri. Per allargare la carreggiata dovranno essere abbattute numerose e significative alberature che costituiscono un patrimonio naturale insostituibile, in uno con la fauna che qui da diversi decenni ha trovato dimora, tombinando anche il fosso che corre a fianco della ferrovia e chiudendolo con le famigerate coperture artificiali.


Residenti e Associazioni hanno presentato molte osservazioni al Piano degli Interventi per le opere viarie; spetterà al Consiglio Comunale, votando, approvarlo o meno.


I residenti riuniti nel Comitato Borgo Peano e nel Comitato Cattedrale Davanzo
ritengono che in mancanza di una viabilità locale non sia opportuno realizzare un viadotto, opera di carattere sovracomunale, costoso e deturpante e ritengono che la qualità di vita del Borgo Peano vada preservata.


Si appellano alla sensibilità di quanti credono nella salvaguardia dell’ambiente e della bellezza dei luoghi chiedendo che il Consiglio Comunale non approvi il cavalcavia e che venga invece realizzato un accesso per la viabilità locale escludendo via Peano, con particolare attenzione ai servizi pubblici (autobus) e alle componenti deboli della strada (pedoni e ciclisti).


Una soluzione alternativa è quella di raccordare il Foro Boario Davanzo con via Montà, passando attraverso o perimetralmente le aree di proprietà comunale in concessione ad APS. Tale proposta è stata già presentata agli uffici tecnici del Comune allo scopo di tutelare la tranquillità degli abitanti del Borgo Peano.
Sarebbe inoltre opportuno rendere ciclabile l’accesso pedonale già esistente da via Vicenza, attraverso via Tassinari, che da anni si trova in pessime condizioni. Un altro possibile collegamento pedonale, di cui si discute da tempo, è quello con via Garigliano.


La scelta di investire su una viabilità locale e sostenibile garantirebbe la serenità e la qualità di vita dei residenti ed allo stesso tempo consentirebbe di ricucire questo enorme spazio al resto della città, di farne una piazza viva dove i cittadini si possano incontrare a prescindere dalle funzioni che vi si potranno insediare.
È certamente una soluzione meno dispendiosa e i denari pubblici sarebbero realmente impiegati per la pubblica utilità.



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