GIUSTIZIA PER ULTIMO - Richiamo alle istituzioni per una seria lotta al randagismo

Il problema

Chissà cosa sognava per la sua vita Ultimo prima che quella macchina enorme e velocissima gli piombasse addosso senza pietà fratturandogli le zampe e la schiena ... in un attimo la sua vita, le sue speranze, le sue paure, i suoi desideri non esistevano più… esisteva solo il dolore e tentare di sopravvivere... li sdraiato sul selciato senza potersi muovere aggrediva quel poco di vita che gli era rimasta in corpo e chiedeva aiuto a Dio, quel Dio che gli aveva regalato qualche caldo raggio di sole e la sua mamma..si, forse in quel momento come spesso capita quando si è vicini alla morte, Ultimo ha pensato alla sua mamma.. al calore del suo corpo buono e gentile, al suo latte caldo e dolce ...
Ma agli uomini non interessa la sofferenza di un cane di strada, di un randagio qualsiasi, Ultimo era ultimo nei loro pensieri, perché erano nelle loro faccende affaccendati e non avevano tempo, né voglia per soccorrere quello stupido e inutile cane...
Così Ultimo è rimasto lì ... fermo per ore e ore, per 1440 interminabili minuti di dolore e sofferenza e pensieri e terrore ... alcuni lo hanno visto e hanno chiamato la Polizia Municipale CHE NON E' ANDATA  da Ultimo, e gli organi preposti non hanno chiamato nessuno, né fatto niente per quel cane solo e morente.
Finché un ragazzo venuto da lontano è passato di lì e ha visto quella carcassa respirante e si è fermato e lo ha preso e gli ha dato un po’ d’acqua... e allora Ultimo sentendosi un pochino amato e curato ha finalmente potuto MORIRE.
Questa è una storia come tante... la storia di un Sud crudele che non vuole evolversi e NON vuole capire che DEVE CAMBIARE.. la storia delle tante amministrazioni comunali che si ostinano a non prendere in considerazione i loro doveri di tutela e custodia nei confronti degli animali, doveri CONFERITEGLI DALLA LEGGE 281 del 1991 e confermati, nel caso ce ne fosse stato bisogno da una sentenza della suprema Corte di Cassazione n. 148 del 2017.
NON SI PUÒ PIÙ TACERE.
NON SI PUÒ PIÙ STARE FERMI A GUARDARE.


   Si deve mettere una distanza per elaborare le idee e non cedere a invettive, sterili accuse o facili sentimentalismi,  riguardo episodi che feriscono per crudeltà, indifferenza e pressappochismo di una società civile, per modo di dire e di un'Amministrazione che quanto ad approssimazione e colpevole leggerezza è ormai all'apice delle sue (inesistenti) prestazioni.
 
LA STORIA È QUESTA:
  9 maggio 2021, via Mulinelli a Monreale (Palermo) : un cane vagante per strada viene investito da una macchina e lasciato a morire lì come se fosse un sacco vuoto. Il primo essere incivile ha fatto la sua parte e se ne va incurante delle sue responsabilità e delle sofferenze che ha procurato, il primo di una carrellata di individui che si sono distinti per indifferenza e noncuranza, sagome opache di una società dall'umanità evanescente.
       Il testimone della scena piuttosto che chiamare i vigili per prestare soccorso decide di spostare il cane plurifratturato, immagino con quale delicatezza, in mezzo ad un terreno tra le erbacce per lasciarlo morire in pace e non disturbare. Ricordo a questo presunto signore che un cane, come qualunque essere vivente, è senziente e prova dolore.
Il cane rimane lì abbandonato tra sofferenze atroci per più di 24 ore, fino a che un primo volontario comincia a cercarlo e lo trova dove segnalato dal  “signore”.
       Allertati i vigili urbani, inizia lo sconfortante e penoso scaricabarile che ormai è prassi consolidata per questioni che riguardano il randagismo: chi è chiamato alle proprie responsabilità latita, prende tempo, aspetta chissà quali congiunture astrali per andare, non interviene, rimanda. Passa il tempo e si chiamano i volontari del territorio, ma il cane non si può prelevare, non si sa chi deve farsene carico, le cliniche si devono pagare, gli interventi costano migliaia di euro, il Comune non paga.... Passa il tempo tra telefonate, rimbalzi di responsabilità, disinteresse e assenza totale di compassione e pietà.
       In sintesi il cane dopo due giorni è ancora vivo e tra le braccia del suo primo, vero soccorritore beve un ultimo sorso d'acqua e poi muore, quasi ad avere aspettato l'ultima carezza di un'umanità triste e desolante, ormai in putrefazione, che non merita la vicinanza con questi esseri speciali.
 
       Ci si chiede, allora: quando l'Amministrazione del Comune di Monreale si propone di intervenire e fare quanto di SUA COMPETENZA SECONDO I DISPOSITIVI DI LEGGE ?


       Anche il mondo del volontariato, spesso sotto accusa in merito a queste esperienze, non ha i mezzi e le competenze per effettuare soccorsi di questo tipo e non esiste convenzione alcuna che le possa tirare in causa e imporre la presa in carico che è nella responsabilità esclusiva dell'Amministrazione attuale.
       Questa, come quelle precedenti, ha mostrato totale indifferenza, inerzia, incapacità di programmare e nessuna volontà di operare ed investire strategicamente in questa direzione disattendendo, nell’impunità ormai legittimata, le norme nazionali e regionali.
       Gli argomenti usati dagli amministratori interpellati sono sempre gli stessi: la mancanza di risorse, le incalzanti priorità e simili, gli stessi con cui da vent’anni viene disarmato il mondo del volontariato, un mondo che viene invece spremuto, strumentalizzato, usato e abusato per sopperire alla totale mancanza di interventi e di progettualità. Quando i volontari prelevano un cane dal territorio o una cucciolata o un cane incidentato, come in questo caso, si scontrano con un muro di gomma con rimbalzi di responsabilità e di ruoli che sfiorano lo scaricabarile. Non esiste un posto dove portare gli animali in emergenza, non esiste un coordinamento, non ci sono gli aiuti economici qualunque sia il problema. Tutto a carico dei volontari. Ma questo può trovare giustificazione se, per qualche periodo, si inceppa un meccanismo, se qualcosa non funziona o se sono finiti i fondi, diventa irritante e ingiustificato se in vent’anni nessuno fa o ha fatto niente per affrontare il problema né mostra sensibilità alcuna per la questione. Il vero problema è il silenzio assordante dei nostri amministratori, che non può essere più taciuto.
 
       IL MONDO DEL VOLONTARIATO E DELLE PERSONE SENSIBILI AL PROBLEMA DEL RANDAGISMO NON PUO' E NON VUOLE PIU' ASPETTARE, VOGLIAMO AVERE DELLE RISPOSTE IMMEDIATE DAL SINDACO.
 
PERTANTO
CHIEDIAMO ALL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE DI MONREALE CHE SI ATTIVI COME STABILITO DALLA LEGGE A:
 
- Quello che occorre: UN CANILE SANITARIO (che possa essere anche luogo di immediato e dovuto soccorso in caso di animale ferito quindi con annesso un presidio veterinario organizzato e permanente)
 
Quello che occorre: con assoluta e non più differibile priorità, è che a gran voce il mondo del volontariato chieda all’attuale amministrazione la nascita di piccoli presidi territoriali, di ambulatori veterinari locali dove procedere alla STERILIZZAZIONE continua degli esemplari presenti sul territorio, dove si provveda ad interventi di prima necessità, microchippatura e anagrafe canina e così da debellare del tutto la piaga del randagismo e degli abbandoni.
 
Quello che occorre: un serio e organizzato CENSIMENTO di tutti i cani sul territorio con la creazione di una anagrafe canina aggiornata ed efficiente ( rendendo obbligatorio l’inserimento del MICROCHIP anche per cani padronali che renderebbe molto più rischiosa la pratica dell’abbandono)
 
- Quello che occorre: individuare il personale competente per intercettare finanziamenti europei, nazionali, regionali per sopperire alle prime necessità del territorio e per adeguare locali già nella disponibilità del Comune come rifugi provvisori.
 
Quello che occorre:  che l'amministrazione utilizzi le somme destinate al capitolo sul randagismo che la Regione destina a tale scopo, possibilmente integrate da nuove somme, affinché tale capitolo non venga prosciugato come è già successo o addirittura abolito.
      
       Si ribadisce la necessità che il Comune, con personale formato e con il sostegno delle associazioni e dei volontari, metta in atto quanto è necessario per iniziare un percorso virtuoso e costante nella lotta al randagismo.
 
 
 ASSOCIAZIONE EROS E GLI ALTRI TI INVITA A FIRMARE PER DIRE BASTA ALL'INERZIA E ALLA INDIFFERENZA VERSO IL RANDAGISMO.
 
 

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Il problema

Chissà cosa sognava per la sua vita Ultimo prima che quella macchina enorme e velocissima gli piombasse addosso senza pietà fratturandogli le zampe e la schiena ... in un attimo la sua vita, le sue speranze, le sue paure, i suoi desideri non esistevano più… esisteva solo il dolore e tentare di sopravvivere... li sdraiato sul selciato senza potersi muovere aggrediva quel poco di vita che gli era rimasta in corpo e chiedeva aiuto a Dio, quel Dio che gli aveva regalato qualche caldo raggio di sole e la sua mamma..si, forse in quel momento come spesso capita quando si è vicini alla morte, Ultimo ha pensato alla sua mamma.. al calore del suo corpo buono e gentile, al suo latte caldo e dolce ...
Ma agli uomini non interessa la sofferenza di un cane di strada, di un randagio qualsiasi, Ultimo era ultimo nei loro pensieri, perché erano nelle loro faccende affaccendati e non avevano tempo, né voglia per soccorrere quello stupido e inutile cane...
Così Ultimo è rimasto lì ... fermo per ore e ore, per 1440 interminabili minuti di dolore e sofferenza e pensieri e terrore ... alcuni lo hanno visto e hanno chiamato la Polizia Municipale CHE NON E' ANDATA  da Ultimo, e gli organi preposti non hanno chiamato nessuno, né fatto niente per quel cane solo e morente.
Finché un ragazzo venuto da lontano è passato di lì e ha visto quella carcassa respirante e si è fermato e lo ha preso e gli ha dato un po’ d’acqua... e allora Ultimo sentendosi un pochino amato e curato ha finalmente potuto MORIRE.
Questa è una storia come tante... la storia di un Sud crudele che non vuole evolversi e NON vuole capire che DEVE CAMBIARE.. la storia delle tante amministrazioni comunali che si ostinano a non prendere in considerazione i loro doveri di tutela e custodia nei confronti degli animali, doveri CONFERITEGLI DALLA LEGGE 281 del 1991 e confermati, nel caso ce ne fosse stato bisogno da una sentenza della suprema Corte di Cassazione n. 148 del 2017.
NON SI PUÒ PIÙ TACERE.
NON SI PUÒ PIÙ STARE FERMI A GUARDARE.


   Si deve mettere una distanza per elaborare le idee e non cedere a invettive, sterili accuse o facili sentimentalismi,  riguardo episodi che feriscono per crudeltà, indifferenza e pressappochismo di una società civile, per modo di dire e di un'Amministrazione che quanto ad approssimazione e colpevole leggerezza è ormai all'apice delle sue (inesistenti) prestazioni.
 
LA STORIA È QUESTA:
  9 maggio 2021, via Mulinelli a Monreale (Palermo) : un cane vagante per strada viene investito da una macchina e lasciato a morire lì come se fosse un sacco vuoto. Il primo essere incivile ha fatto la sua parte e se ne va incurante delle sue responsabilità e delle sofferenze che ha procurato, il primo di una carrellata di individui che si sono distinti per indifferenza e noncuranza, sagome opache di una società dall'umanità evanescente.
       Il testimone della scena piuttosto che chiamare i vigili per prestare soccorso decide di spostare il cane plurifratturato, immagino con quale delicatezza, in mezzo ad un terreno tra le erbacce per lasciarlo morire in pace e non disturbare. Ricordo a questo presunto signore che un cane, come qualunque essere vivente, è senziente e prova dolore.
Il cane rimane lì abbandonato tra sofferenze atroci per più di 24 ore, fino a che un primo volontario comincia a cercarlo e lo trova dove segnalato dal  “signore”.
       Allertati i vigili urbani, inizia lo sconfortante e penoso scaricabarile che ormai è prassi consolidata per questioni che riguardano il randagismo: chi è chiamato alle proprie responsabilità latita, prende tempo, aspetta chissà quali congiunture astrali per andare, non interviene, rimanda. Passa il tempo e si chiamano i volontari del territorio, ma il cane non si può prelevare, non si sa chi deve farsene carico, le cliniche si devono pagare, gli interventi costano migliaia di euro, il Comune non paga.... Passa il tempo tra telefonate, rimbalzi di responsabilità, disinteresse e assenza totale di compassione e pietà.
       In sintesi il cane dopo due giorni è ancora vivo e tra le braccia del suo primo, vero soccorritore beve un ultimo sorso d'acqua e poi muore, quasi ad avere aspettato l'ultima carezza di un'umanità triste e desolante, ormai in putrefazione, che non merita la vicinanza con questi esseri speciali.
 
       Ci si chiede, allora: quando l'Amministrazione del Comune di Monreale si propone di intervenire e fare quanto di SUA COMPETENZA SECONDO I DISPOSITIVI DI LEGGE ?


       Anche il mondo del volontariato, spesso sotto accusa in merito a queste esperienze, non ha i mezzi e le competenze per effettuare soccorsi di questo tipo e non esiste convenzione alcuna che le possa tirare in causa e imporre la presa in carico che è nella responsabilità esclusiva dell'Amministrazione attuale.
       Questa, come quelle precedenti, ha mostrato totale indifferenza, inerzia, incapacità di programmare e nessuna volontà di operare ed investire strategicamente in questa direzione disattendendo, nell’impunità ormai legittimata, le norme nazionali e regionali.
       Gli argomenti usati dagli amministratori interpellati sono sempre gli stessi: la mancanza di risorse, le incalzanti priorità e simili, gli stessi con cui da vent’anni viene disarmato il mondo del volontariato, un mondo che viene invece spremuto, strumentalizzato, usato e abusato per sopperire alla totale mancanza di interventi e di progettualità. Quando i volontari prelevano un cane dal territorio o una cucciolata o un cane incidentato, come in questo caso, si scontrano con un muro di gomma con rimbalzi di responsabilità e di ruoli che sfiorano lo scaricabarile. Non esiste un posto dove portare gli animali in emergenza, non esiste un coordinamento, non ci sono gli aiuti economici qualunque sia il problema. Tutto a carico dei volontari. Ma questo può trovare giustificazione se, per qualche periodo, si inceppa un meccanismo, se qualcosa non funziona o se sono finiti i fondi, diventa irritante e ingiustificato se in vent’anni nessuno fa o ha fatto niente per affrontare il problema né mostra sensibilità alcuna per la questione. Il vero problema è il silenzio assordante dei nostri amministratori, che non può essere più taciuto.
 
       IL MONDO DEL VOLONTARIATO E DELLE PERSONE SENSIBILI AL PROBLEMA DEL RANDAGISMO NON PUO' E NON VUOLE PIU' ASPETTARE, VOGLIAMO AVERE DELLE RISPOSTE IMMEDIATE DAL SINDACO.
 
PERTANTO
CHIEDIAMO ALL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE DI MONREALE CHE SI ATTIVI COME STABILITO DALLA LEGGE A:
 
- Quello che occorre: UN CANILE SANITARIO (che possa essere anche luogo di immediato e dovuto soccorso in caso di animale ferito quindi con annesso un presidio veterinario organizzato e permanente)
 
Quello che occorre: con assoluta e non più differibile priorità, è che a gran voce il mondo del volontariato chieda all’attuale amministrazione la nascita di piccoli presidi territoriali, di ambulatori veterinari locali dove procedere alla STERILIZZAZIONE continua degli esemplari presenti sul territorio, dove si provveda ad interventi di prima necessità, microchippatura e anagrafe canina e così da debellare del tutto la piaga del randagismo e degli abbandoni.
 
Quello che occorre: un serio e organizzato CENSIMENTO di tutti i cani sul territorio con la creazione di una anagrafe canina aggiornata ed efficiente ( rendendo obbligatorio l’inserimento del MICROCHIP anche per cani padronali che renderebbe molto più rischiosa la pratica dell’abbandono)
 
- Quello che occorre: individuare il personale competente per intercettare finanziamenti europei, nazionali, regionali per sopperire alle prime necessità del territorio e per adeguare locali già nella disponibilità del Comune come rifugi provvisori.
 
Quello che occorre:  che l'amministrazione utilizzi le somme destinate al capitolo sul randagismo che la Regione destina a tale scopo, possibilmente integrate da nuove somme, affinché tale capitolo non venga prosciugato come è già successo o addirittura abolito.
      
       Si ribadisce la necessità che il Comune, con personale formato e con il sostegno delle associazioni e dei volontari, metta in atto quanto è necessario per iniziare un percorso virtuoso e costante nella lotta al randagismo.
 
 
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