Ricicletta non deve chiudere!

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A fine settembre lo storico progetto, e punto di rifermento per molti cittadini, “Ricicletta” rischia di chiudere e ritrovarsi senza un luogo in cui continuare questa fondamentale attività. Il piano di riqualificazione dell’”ex mof” prevede infatti lo sgombero immediato dello stabile in Via Darsena il 30 settembre, tra meno di un mese.

Il progetto “Officine Ricicletta” ha origine nel 2002 dalla promozione del Dipartimento di Salute Mentale, la partecipazione fattiva del Comune di Ferrara e il lavoro di alcuni volontari della cooperativa Nuova Mente alla quale è poi subentrata la Cooperativa Sociale Il Germoglio che ad oggi ne gestisce le attività.
Il laboratorio nasce sia con l’intento di recuperare e dare nuova vita alle numerose biciclette abbandonate in città o donate da privati cittadini, sia con la mission, specifica della cooperativa, di creare percorsi di avviamento al lavoro per persone a rischio di esclusione sociale, persone fragili, persone che possono recuperare il senso della propria vita facendo un’attività costruttiva, proprio attraverso il processo di recupero delle biciclette.

Quindi una vera e propria rigenerazione urbana, umana e materiale.
Pensiamo solo alle camere d’aria che oggi, se bucate, vengono, per la quasi totalità sostituite e non più aggiustate, invece Ricicletta si è inventata il progetto “secondaria” in collaborazione col carcere, dove ripara e rimette in circolo la camera d’aria.

Il valore sociale di questo progetto si coniuga col valore ambientale ed economico, perché offre lavoro e valorizza un bene che altrimenti sarebbe diventato un costo per tutta la società, in quanto rifiuto.
Oggi a Ricicletta lavorano 4 persone e dal 2015 ad oggi hanno avuto la possibilità di entrare nel mondo del lavoro tramite Ricicletta più di 30 persone per un totale di oltre 26.000 ore tra tirocini e altre forme di inserimento lavorativo.

L’importanza sociale e culturale di questo progetto è stata riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna nel 2017 vincendo il Primo Premio Responsabilità sociale d’impresa – Innovatori responsabili con la seguente motivazione: “Il progetto ha saputo raccogliere un patrimonio di cultura e artigianalità locale realizzando una nuova attività imprenditoriale orientata ai valori della mobilità sostenibile e del riuso”.
Ma non sono solo parole, i dati parlano chiaro su tutto ciò che il progetto ha realizzato: dal 2015 ad oggi sono state rigenerate più di 2000 biciclette, più di 5000 sono state le manutenzioni, 21000 le componenti utilizzate, 1170 i noleggi e più di 1000 le donazioni da privati.
Il progetto Ricicletta è diventato un riferimento in città e in Regione. Allora perché un’attività così importante per tante persone, per l’economia della città, per il valore sociale che crea rischia di terminare?

La risposta è che non si trovano nuovi spazi per una sua nuova collocazione!!!

Ma in realtà ci sono, ad esempio gli ex-magazzini all’inizio di via Bologna (ex Amga). Certo come altri spazi individuati hanno qualche problema, ma si tratta di verificare le priorità per la città. Ricicletta non può essere spostata in periferia, o in posti irraggiungibili. Ricicletta deve rimanere in città, possibilmente in prossimità di aree di sosta e parcheggio e rimanere ben visibile perché richiama per tutti i valori civili irrinunciabili come la legalità, la promozione della mobilità sostenibile, l’economia circolare, l’inserimento al lavoro, la cura delle persone fragili.
In questo momento storico, molte città europee progetti come quello di Ricicletta, ad alto impatto sociale vengono sviluppati per innescare azioni di rigenerazione urbana. Noi siamo stati precursori e abbiamo sempre lavorato per rigenerare persone e attivare nuove professionalità.

È importante continuare a far faticare mani e strumenti restituendo dignità a chi rischiava l’emarginazione sociale, sviluppando nuove competenze per chi non le aveva e ridando vita a quello che sembrava un rifiuto, una bicicletta, per tessere una trama sociale dinamica, innovativa ed ecosostenibile a cui Ferrara non può rinunciare se vuole essere una città europea dinamica e innovativa.
Ricicletta non deve morire.