PETIZIONE CHIUSA

Riportare la statua del Bigio in Piazza Vittoria a Brescia

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Io penso che non si possa cancellare dalla nostra storia la memoria di un periodo e condannare l'arte per un pensiero legato a un'epoca ormai passata. Come tutte le forme artistiche indipendentemente dai pensieri politici andrebbero apprezzate per il loro valore culturale e storico che ci ha caratterizzato nel tempo. Il Bigio, nominativo ufficiale "Era fascista" è una scultura in marmo di Carrara (altezza 8 m) di Arturo Dazzi, realizzata nel 1932 e posta in origine in Piazza della Vittoria a Brescia. Dal punto di vista stilistico, la statua è di fatto rappresentativa dell'arte del periodo in cui venne prodotta, molto solida e caratterizzata dal geometrismo tipico dell'epoca, il colosso si presenta come un giovane nudo, dallo sguardo fiero, leggermente sporto in avanti, con il braccio sinistro ripiegato e appoggiato sul fianco e il destro steso lungo il corpo, con la mano stretta a pugno. Le gambe sono leggermente divaricate e la figura, sebbene complessivamente statica, pare tesa ad una pronta azione, quasi una sfida, sia per il pugno contratto sia per il petto gonfio e il volto sollevato, ruotato verso un obiettivo lontano.Terminata la Seconda guerra mondiale, la statua, vista come simbolo del regime fascista, divenne subito obiettivo di numerosi atti di sfregio. Il più grave fu l'innesco di alcune cariche di dinamite alla sua base, posizionate per due notti consecutive da alcuni oppositori del regime, sfidando la sorveglianza della "Military Police" alleata: le esplosioni tranciarono una gamba, un braccio e rimossero la foglia applicata sui genitali. La sorte della statua era ormai segnata: il 13 ottobre 1945, dopo circa un mese di lavori per portarlo a terra e fissarlo all'interno di una incastellatura di legno, il Bigio fu rimosso e posto sotto una tettoia di un magazzino comunale in via Rose di Sotto 12/c, dove si trova tuttora. All'inizio di ottobre 2011 fu annunciato che il più vasto programma di riqualificazione della piazza, da concretizzare contemporaneamente all'apertura della metropolitana, avrebbe compreso la ricollocazione del colosso. Ciò avrebbe soddisfatto anche quanto imposto dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici al programma di recupero dello spazio urbano, ossia riportare la piazza esattamente all'aspetto originale, compresa la ricollocazione del colosso di Arturo Dazzi. 

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Bigio

Foto: http://ilbigio.it/

 



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