Ridiscussione del Riconoscimento Italiano del Kosovo Indipendente

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Premesso che:

il Kosovo e Metohija rappresenta il cuore della civiltà serba. In quella regione si svilupparono gli insediamenti primordiali del popolo serbo ed ivi sorsero, nei secoli XIII e XIV, quelle oasi di cultura e di spiritualità religioso-ortodossa che sono i monasteri, preziosi custodi delle scritture, delle pitture e della memoria storica del popolo serbo;

la Costituzione della Serbia prevede che a partire dalla tradizione statale del popolo serbo e dall’eguaglianza di tutti i cittadini e delle comunità etniche in Serbia, la Provincia del Kosovo e Metohija è parte integrante del territorio della Serbia, che gode dello stato di autonomia sostanziale nel quadro dello Stato sovrano della Serbia e che da tale condizione della Provincia del Kosovo e Metohija seguono gli obblighi costituzionali di tutti gli organi statali di rispettare e difendere gli interessi statali della Serbia in Kosovo e Metohija e tutte le relazioni politiche interne ed esterne;

la Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite adottata dal Consiglio di Sicurezza il 10 giugno 1999 riafferma l’impegno di tutti gli Stati membri per la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica Federale Yugoslava e degli altri Stati della regione, una sostanziale autonomia e una significativa auto-amministrazione per il Kosovo, il diritto per tutti i rifugiati e sfollati al rientro a casa in sicurezza, in particolare autorizza il Segretario Generale, con l’assistenza delle competenti organizzazioni internazionali, ad impiantare in Kosovo una presenza civile internazionale per organizzare un’amministrazione ad interim per il Kosovo, sotto la quale la popolazione del Kosovo eserciti una sostanziale autonomia all’interno della Repubblica Federale di Yugoslavia che sarà decisa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;

malgrado la presenza di un esercito internazionale d’interposizione, il cosiddetto UCK ha provveduto ad espellere dal Kosovo e Metohija quasi tutte le minoranze non albanesi (circa il 20% degli attuali abitanti), cioè 240.000 persone, di nazionalità serba, montenegrina, turca, rom, ebraica, egiziana, gorana (cioè slava-islamizzata), croata e albanese, distruggendo centinaia di chiese e siti religiosi ortodossi, un danno profondo non solo per la cultura serba ma per tutta la cristianità medioevale. Parte della comunità serba, specie nella Metohija, è costretta a vivere in enclavi assediate dalla maggioranza albanese;

sotto la spinta della parte “occidentale” della Comunità internazionale, cioè gran parte dell’Unione Europea più gli Stati Uniti, il governo albanese di Pristina ha proclamato unilateralmente il 17 febbraio 2008 la sua indipendenza dal resto della Serbia. Questo processo di secessione trova però enormi difficoltà ad essere legittimato dalle Nazioni Unite, dove il veto russo-cinese blocca l’ingresso dell’entità kosovara in tutte le organizzazioni diplomatiche multilaterali, per cui i riconoscimenti avvengono solo su iniziativa delle singole nazioni;

il riconoscimento del Kosovo da parte italiana è avvenuto il 20 febbraio 2008 durante un Consiglio dei Ministri dell’allora Governo Prodi e con una lettera inviata a Pristina dall’ex Ministro degli Esteri D’Alema, senza alcun preventivo dibattito parlamentare e senza alcun coinvolgimento delle forze politiche né di maggioranza né di opposizione;

Spagna, Cipro Slovacchia, Romania e Grecia sono i cinque Paesi dell’Unione Europea che ancora non riconoscono l’indipendenza del Kosovo, così come tutti i Paesi del Gruppo dei BRICS rimangono attualmente contrari.

Considerato che

il “precedente” del riconoscimento del Kosovo da parte di alcuni Paesi ha generato un “effetto domino” in tutta Europa, provocando un vulnus al diritto internazionale e contribuendo all’attuale instabilità globale;

Ai 90 Paesi che non intendono riconoscere l’entità autodenominatasi Repubblica del Kosovo , si aggiungono la Liberia, Grenada, Dominica, Suriname, Sao Tome e Principe, Guinea Bissau, Burundi, Papua Nova Guinea, Lesotho e le Isole Comore.

Alla luce

delle nuove tensioni che interessano i Balcani, non solo in Kosovo ma anche in Macedonia, Bosnia, Grecia, Albania, Montenegro e Serbia, e degli interessi geopolitici strategici dell’Italia per la stabilità di questa regione:

i seguenti sottoscrittori richiedono l’apertura di un dibattito parlamentare sulla possibilità da parte dell’Italia di rivedere il riconoscimento del Kosovo quale Stato indipendente e un maggior attivismo da parte delle Autorità militari politiche e culturali italiane nella tutela delle minoranze e dei beni culturali in Kosovo e Metohija. Richiedono in particolare ai vari gruppi parlamentari di esprimersi formalmente sulla questione del riconoscimento italiano del Kosovo e all’attuale Governo italiano di coordinarsi con il Governo di Belgrado per acquisire nuove informazioni in merito all’attuale situazione della provincia del Kosmet. Richiedono che l’Italia, in conformità alla Risoluzione 1244 dell’ONU, promuova in tutte le sedi opportune il rientro a casa in sicurezza dei rifugiati e sfollati dal Kosovo e Metohija.

 



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