

Moratoria di 5 anni di Regione Lombardia nello spargimento di fanghi in Lomellina .
Il problema
Mortara 5 luglio 2016
Si sta facendo strada tra i cittadini, le associazioni ecologiste e le istituzioni del territorio pavese, la consapevolezza sui danni che derivano dall’ utilizzo massiccio dei fanghi derivati dalle depurazioni urbane e industriali su terreni con colture agro alimentari.
Esperti del settore, centri di ricerca e letteratura internazionale lanciano da tempo un forte grido d'allarme sulla concentrazione di metalli pesanti e diossine sui terreni padani. I controlli sono insufficienti per la scarsità delle risorse pubbliche da impegnare per un monitoraggio accurato sull'accumulo di sostanze inquinanti nei suoli. L'ultimo studio risale al 2005. Noi cittadini abbiamo a cuore il futuro del nostro territorio e per questo rivolgiamo alla Provincia e alla Regione Lombardia un pressante appello per una moratoria di cinque anni sull'uso dei fanghi da depurazione ad uso agricolo; un periodo di tempo per permettere agli enti di controllo pubblici di realizzare un monitoraggio trasparente e approfondito sui danni di questa pratica per ciò che concerne gli ecosistemi naturali e la salute umana ma anche per sperimentare in agricoltura pratiche produttive più virtuose.
I dati scientifici fino ad ora disponibili non consentono una valutazione completa del rischio. Invochiamo dunque il principio di precauzione che permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale e vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente.
Il ricorso a questo principio , previsto dall'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo possono avere effetti potenzialmente pericolosi. Noi riteniamo che questo sia proprio il nostro caso.
Firma anche tu!.
IL COMITATO NO AI FANGHI IN LOMELLINA

Il problema
Mortara 5 luglio 2016
Si sta facendo strada tra i cittadini, le associazioni ecologiste e le istituzioni del territorio pavese, la consapevolezza sui danni che derivano dall’ utilizzo massiccio dei fanghi derivati dalle depurazioni urbane e industriali su terreni con colture agro alimentari.
Esperti del settore, centri di ricerca e letteratura internazionale lanciano da tempo un forte grido d'allarme sulla concentrazione di metalli pesanti e diossine sui terreni padani. I controlli sono insufficienti per la scarsità delle risorse pubbliche da impegnare per un monitoraggio accurato sull'accumulo di sostanze inquinanti nei suoli. L'ultimo studio risale al 2005. Noi cittadini abbiamo a cuore il futuro del nostro territorio e per questo rivolgiamo alla Provincia e alla Regione Lombardia un pressante appello per una moratoria di cinque anni sull'uso dei fanghi da depurazione ad uso agricolo; un periodo di tempo per permettere agli enti di controllo pubblici di realizzare un monitoraggio trasparente e approfondito sui danni di questa pratica per ciò che concerne gli ecosistemi naturali e la salute umana ma anche per sperimentare in agricoltura pratiche produttive più virtuose.
I dati scientifici fino ad ora disponibili non consentono una valutazione completa del rischio. Invochiamo dunque il principio di precauzione che permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale e vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente.
Il ricorso a questo principio , previsto dall'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, può essere invocato quando un fenomeno, un prodotto o un processo possono avere effetti potenzialmente pericolosi. Noi riteniamo che questo sia proprio il nostro caso.
Firma anche tu!.
IL COMITATO NO AI FANGHI IN LOMELLINA

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Petizione creata in data 7 luglio 2016