Toscana: campagna vaccinale anti Covid disastrosa, si dimetta il Presidente Giani.

Il problema

Siamo donne e uomini che vivono in Toscana e abbiamo assistito e stiamo assistendo con profondo sconcerto al disastro della campagna vaccinale anti Covid nella nostra regione. Siamo stati per molte settimane  agli ultimi posti per vaccinazione degli ultra ottantenni e dei cosiddetti soggetti fragili e la situazione della campagna vaccinale per anziani e soggetti più a rischio è ancora pesantissima. Certamente ciò ha avuto e può continuare ad avere gravi ripercussioni su vita e salute di molti. In una regione che era considerata dal punto di vista del sistema sanitario un modello a livello nazionale. Non si tratta di dati statistici ma di veri e propri drammi che si sono verificati a noi o a molti che conosciamo: ricoveri e decessi magari avvenuti dopo lunghe e infruttuose attese del vaccino. Tutto ciò non è colpa del destino ma ha precise responsabilità – almeno dal punto di vista politico al di la di eventuali altre che saranno le sedi opportune a valutare - , prime fra tutte riconducibili a come la giunta regionale ha impostato la campagna vaccinale : si è scelto consapevolmente di disperdere le vaccinazioni con la mancata individuazione della priorità che avrebbe dovuto riguardare semplicemente chi era più a rischio, cioè persone con patologie pregresse e ultra ottantenni. Si è invece aperto un assalto alla diligenza dove - a quanto ci è dato di leggere anche dalla stampa - sarebbero state vaccinate categorie di persone più forti e meno a rischio. Più forti nel resistere al virus e - il dubbio sorge - più forti nel fare pressione sulla politica, ottenendo corsie preferenziali senza nessun criterio scientifico. E nel sostanziale silenzio preventivo di chi doveva verificare e denunciare. Salvo poi addossare la colpa ad altri come i medici di famiglia che nulla potevano. A tutto ciò si sono aggiunte procedure di prenotazione assurde e subito completamente inefficaci, la mancata di "liste di riserva" per evitare la dispersione, la mancanza di protocolli precisi per tutta la filiera della vaccinazione. Se la auspicata – e tutta da verificare nel tempo – accelerazione della vaccinazione vi sarà, ciò non toglie le gravi responsabilità sui ritardi, le discrezionalità nelle scelte e le relative conseguenze che si sono registrate nelle scorse settimane. Responsabilità che auspichiamo venga verificata in tutte le sedi opportune, e che va detto con chiarezza, riguarda anche il governo nazionale, che non ha imposto criteri oggettivi e su base scientifica alle regioni con le conseguenze che abbiamo visto e stiamo vedendo. C'è quindi una gravissima responsabilità nazionale e una ancor più pesante responsabilità Toscana, di Giani e della sua giunta. Nel fare le scelte peggiori fra quelle che una discrezionalità permetteva, in – politicamente - ossequio a qualche interesse particolare e in spregio a quello collettivo. Con l’aggiunta di totale incapacità organizzativa. Che se ne tragga almeno insegnamento su due aspetti : il primo che i tagli e le privatizzazioni del sistema sanitario pubblico in Toscana fatti negli ultimi anni hanno favorito questo disastro, il secondo è che eccessive autonomie differenziate su comparti come la sanità non si possono dare alle regioni, ma programmazione e gestione almeno di vertice devono essere nazionali. Senza dimenticare la presenza in Toscana di siti produttivi di eccellenza a livello mondiale nel comparto farmaceutico che potrebbero essere fondamentali per attivare la produzione nazionale dei vaccini e sui quali la giunta Toscana non spinge nelle sedi opportune. Per tutti questi motivi  (per quello che è accaduto nel passato, nel presente e ciò che può continuare a accadere nel futuro prossimo) è necessario voltare pagina: Giani e la sua giunta non sono all’altezza, si dimettano! 

 

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Partito della Rifondazione Comunista, ToscanaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 103 sostenitori

Il problema

Siamo donne e uomini che vivono in Toscana e abbiamo assistito e stiamo assistendo con profondo sconcerto al disastro della campagna vaccinale anti Covid nella nostra regione. Siamo stati per molte settimane  agli ultimi posti per vaccinazione degli ultra ottantenni e dei cosiddetti soggetti fragili e la situazione della campagna vaccinale per anziani e soggetti più a rischio è ancora pesantissima. Certamente ciò ha avuto e può continuare ad avere gravi ripercussioni su vita e salute di molti. In una regione che era considerata dal punto di vista del sistema sanitario un modello a livello nazionale. Non si tratta di dati statistici ma di veri e propri drammi che si sono verificati a noi o a molti che conosciamo: ricoveri e decessi magari avvenuti dopo lunghe e infruttuose attese del vaccino. Tutto ciò non è colpa del destino ma ha precise responsabilità – almeno dal punto di vista politico al di la di eventuali altre che saranno le sedi opportune a valutare - , prime fra tutte riconducibili a come la giunta regionale ha impostato la campagna vaccinale : si è scelto consapevolmente di disperdere le vaccinazioni con la mancata individuazione della priorità che avrebbe dovuto riguardare semplicemente chi era più a rischio, cioè persone con patologie pregresse e ultra ottantenni. Si è invece aperto un assalto alla diligenza dove - a quanto ci è dato di leggere anche dalla stampa - sarebbero state vaccinate categorie di persone più forti e meno a rischio. Più forti nel resistere al virus e - il dubbio sorge - più forti nel fare pressione sulla politica, ottenendo corsie preferenziali senza nessun criterio scientifico. E nel sostanziale silenzio preventivo di chi doveva verificare e denunciare. Salvo poi addossare la colpa ad altri come i medici di famiglia che nulla potevano. A tutto ciò si sono aggiunte procedure di prenotazione assurde e subito completamente inefficaci, la mancata di "liste di riserva" per evitare la dispersione, la mancanza di protocolli precisi per tutta la filiera della vaccinazione. Se la auspicata – e tutta da verificare nel tempo – accelerazione della vaccinazione vi sarà, ciò non toglie le gravi responsabilità sui ritardi, le discrezionalità nelle scelte e le relative conseguenze che si sono registrate nelle scorse settimane. Responsabilità che auspichiamo venga verificata in tutte le sedi opportune, e che va detto con chiarezza, riguarda anche il governo nazionale, che non ha imposto criteri oggettivi e su base scientifica alle regioni con le conseguenze che abbiamo visto e stiamo vedendo. C'è quindi una gravissima responsabilità nazionale e una ancor più pesante responsabilità Toscana, di Giani e della sua giunta. Nel fare le scelte peggiori fra quelle che una discrezionalità permetteva, in – politicamente - ossequio a qualche interesse particolare e in spregio a quello collettivo. Con l’aggiunta di totale incapacità organizzativa. Che se ne tragga almeno insegnamento su due aspetti : il primo che i tagli e le privatizzazioni del sistema sanitario pubblico in Toscana fatti negli ultimi anni hanno favorito questo disastro, il secondo è che eccessive autonomie differenziate su comparti come la sanità non si possono dare alle regioni, ma programmazione e gestione almeno di vertice devono essere nazionali. Senza dimenticare la presenza in Toscana di siti produttivi di eccellenza a livello mondiale nel comparto farmaceutico che potrebbero essere fondamentali per attivare la produzione nazionale dei vaccini e sui quali la giunta Toscana non spinge nelle sedi opportune. Per tutti questi motivi  (per quello che è accaduto nel passato, nel presente e ciò che può continuare a accadere nel futuro prossimo) è necessario voltare pagina: Giani e la sua giunta non sono all’altezza, si dimettano! 

 

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I decisori

Cittadini Toscani
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