Cannabis per uso terapeutico: impegnamo Chiamparino ad approvare la nostra proposta di legge
Cannabis per uso terapeutico: impegnamo Chiamparino ad approvare la nostra proposta di legge
Il problema
Roberto Cota ha bocciato la nostra proposta di legge per l'utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi per uso terapeutico: raccogliamo il maggior numero di firme possibili per fare in modo che Chiamparino si impegni ad avviare l'iter di approvazione del nostro progetto di legge durante la prossima legislatura.
A livello locale l'unico ente che può incidere sulle decisioni del Governo è la Regione.
Dopo la Toscana, la Puglia e l'Abruzzo anche per il Piemonte è arrivato il momento di affrontare senza pregiudizi e in maniera non ideologica una materia tanto delicata quanto complessa come l’utilizzo dei cannabinoidi e dei derivati della cannabis per uso terapeutico sotto prescrizione medica.
Grazie alle sue proprietà anti-emetiche e appetito-stimolanti, il THC è usato già da molti anni contro la nausea e la perdita di peso in pazienti sotto chemioterapia ed in pazienti con AIDS.
Il THC e gli inibitori della degradazione degli endocannabinoidi si sono rivelati promettenti nel trattamento di numerose patologie: neurologiche, infiammatorie, metaboliche, respiratorie e cardiovascolari.
A oggi in Italia si stimano migliaia di pazienti che fanno ricorso all’auto-coltivazione o al mercato nero. La legge che noi abbiamo presentato in Consiglio regionale si pone anche l’obiettivo di combattere il “sommerso” offrendo tutte le garanzie del controllo medico e abbreviando i tempi del lungo percorso burocratico previsto oggi dalla normativa nazionale per procurarsi i farmaci a base di cannabis su prescrizione medica.
Con il progetto di legge che abbiamo presentato vogliamo fare in modo che il percorso terapeutico con i derivati naturali o di sintesi della cannabis sia garantito a tutti i pazienti che ne hanno bisogno, anche attraverso una necessaria campagna di informazione sui territori.
Numerosi derivati naturali o di sintesi della cannabis hanno proprietà terapeutiche riconosciute per diverse patologie tanto da risultare inseriti, fin dal 2007, nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica.
Tuttavia, nella pratica quotidiana, l’assenza di protocolli attuativi regionali rende di fatto quasi impossibile, e in ogni caso molto costoso (dai 200 ai 500 euro al mese) per i pazienti, accedere a tali farmaci.
E’ proprio a questo vuoto normativo che vuole rispondere il nostro progetto di Legge.
Esistono in Italia diverse Regioni che vedono giacere Proposte di legge analoghe costruite attraverso percorsi partecipati con Associazioni e movimenti che da anni si occupano di cure palliative e del dolore.

Il problema
Roberto Cota ha bocciato la nostra proposta di legge per l'utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi per uso terapeutico: raccogliamo il maggior numero di firme possibili per fare in modo che Chiamparino si impegni ad avviare l'iter di approvazione del nostro progetto di legge durante la prossima legislatura.
A livello locale l'unico ente che può incidere sulle decisioni del Governo è la Regione.
Dopo la Toscana, la Puglia e l'Abruzzo anche per il Piemonte è arrivato il momento di affrontare senza pregiudizi e in maniera non ideologica una materia tanto delicata quanto complessa come l’utilizzo dei cannabinoidi e dei derivati della cannabis per uso terapeutico sotto prescrizione medica.
Grazie alle sue proprietà anti-emetiche e appetito-stimolanti, il THC è usato già da molti anni contro la nausea e la perdita di peso in pazienti sotto chemioterapia ed in pazienti con AIDS.
Il THC e gli inibitori della degradazione degli endocannabinoidi si sono rivelati promettenti nel trattamento di numerose patologie: neurologiche, infiammatorie, metaboliche, respiratorie e cardiovascolari.
A oggi in Italia si stimano migliaia di pazienti che fanno ricorso all’auto-coltivazione o al mercato nero. La legge che noi abbiamo presentato in Consiglio regionale si pone anche l’obiettivo di combattere il “sommerso” offrendo tutte le garanzie del controllo medico e abbreviando i tempi del lungo percorso burocratico previsto oggi dalla normativa nazionale per procurarsi i farmaci a base di cannabis su prescrizione medica.
Con il progetto di legge che abbiamo presentato vogliamo fare in modo che il percorso terapeutico con i derivati naturali o di sintesi della cannabis sia garantito a tutti i pazienti che ne hanno bisogno, anche attraverso una necessaria campagna di informazione sui territori.
Numerosi derivati naturali o di sintesi della cannabis hanno proprietà terapeutiche riconosciute per diverse patologie tanto da risultare inseriti, fin dal 2007, nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica.
Tuttavia, nella pratica quotidiana, l’assenza di protocolli attuativi regionali rende di fatto quasi impossibile, e in ogni caso molto costoso (dai 200 ai 500 euro al mese) per i pazienti, accedere a tali farmaci.
E’ proprio a questo vuoto normativo che vuole rispondere il nostro progetto di Legge.
Esistono in Italia diverse Regioni che vedono giacere Proposte di legge analoghe costruite attraverso percorsi partecipati con Associazioni e movimenti che da anni si occupano di cure palliative e del dolore.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 20 marzo 2014