Salviamo il Paiolo: preserviamo l'ambiente custodendo la storia di Mantova

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MANTOVA, VALLE DEL PAIOLO:

una parte di città da riscoprire, riconquistare, valorizzare

 


Area boschiva naturale, dal XII secolo accoglie al suo interno una grande biodiversità di specie botaniche e animali, fra le quali una rana ed una testuggine palustre rare a rischio estinzione, presenti da secoli e racconta il passato di Mantova, il suo fortissimo legame con l’acqua. No a tentativi futuri di urbanizzazione: dimostriamo che riconsegnare alla città il Paiolo è un passaggio oltre la forestazione urbana, un esempio per come si intende la salvaguardia dell’ambiente e di come natura, cultura e storia possono allora ritrovare la loro sintesi originaria.

L’area periurbana sud-occidentale del Paiolo fu per secoli occupata dal lago che si era andato costituendo alla fine del XII secolo, insieme agli altri tre -Superiore, di Mezzo e Inferiore, ad opera dell’ingegnere Alberto Pitentino. A seguito del quasi totale prosciugamento di questo vasto territorio, avvenuto progressivamente nel tempo per ragioni soprattutto di salute pubblica, in epoca napoleonica si vollero recuperare le sue capacità difensive, creando un dispositivo idraulico, presso il forte di Pietole, atto procurare il temporaneo allagamento della zona con l’introduzione delle acque dal lago Inferiore.

L’area dell' Ex Lago Paiolo è caratterizzata da un mosaico di habitat comprendenti boschi, boscaglie, cariceti, praterie igrofile, prati da sfalcio sfruttati estensivamente, siepi arboreo-arbustive; l’area è attraversata dal canale Paiolo. Sono compresi inoltre fossi di scolo scavati nella torba affiorante, ai margini dei quali si sviluppano fasce di vegetazione idrofila con numerose specie vegetali di pregio conservazionistico.

Sono state riscontrate nidificazioni di molte specie avicole, rilevando una valida presenza ornitica con 63 specie segnalate (969 individui); sono inoltre state ritrovate la Rana di Lataste (Rana Latastei con esemplari adulti ed individui giovani) e la Testuggine Palustre Europea (Emys orbicularis), rare ed a rischio estinzione, che qui vivono dai tempi dei tempi.

La Valle del Paiolo,tra strategie difensive, passaggi di imperatori, reggimenti ed invasioni ha comunque resistito fino al secolo scorso. Da circa venti anni, una parte cospicua di questa zona, venduta dall’Amministrazione Comunale ad un gruppo imprenditoriale privato per costruivi un significativo insediamento abitativo e spazi commerciali, rischia di trasformarsi in una colata di cemento: tutto ciò non si è ancora realizzato perché, come è noto, la società acquirente è fallita e si sono succedute vendite fallimentari fortuitamente andate a vuoto, fino all’ultimo tentativo di asta, andata deserta, del novembre 2020, che però ha permesso la riduzione del costo base dell’offerta.

Siamo un gruppo di cittadini, partecipi fino dall’inizio alla storia di "commercializzazione” di parte del Paiolo, che a suo tempo si era opposto a tale destinazione dell’area, con proteste a mezzo stampa e raccolta firme. Oggi, ancora più che in passato, questa zona boschiva naturale, che rispecchia la composizione arborea della Pianura Padana accogliendo al suo interno vari animali selvatici , con una valenza storica significativa, deve essere preservata da tentativi futuri di urbanizzazione e può essere restituita alla città di Mantova, prevedendone una fruizione corretta e rispettosa dell’habitat attuale. Il Paiolo proprio come è ora, con le sue piante e gli animali che ancora ci vivono, racconta il passato di Mantova ed il suo fortissimo legame con l’acqua: abbiamo un’occasione straordinaria per riconsegnare alla città il Paiolo, polmone verde per Mantova.