Cibo e riparo non bastano: servono controlli seri sul benessere animale!


Cibo e riparo non bastano: servono controlli seri sul benessere animale!
Il problema
Gli animali non sono oggetti da spolverare, né piante a cui è sufficiente dare acqua e nutrimento.
Cani, gatti e qualunque animale detenuto dall’uomo sono esseri viventi con bisogni fisici, emotivi, comportamentali, sociali ed etologici. Non basta che un animale sopravviva: deve poter vivere in condizioni dignitose, compatibili con la propria natura e con le esigenze della propria specie.
Con questa petizione raccogliamo firme per chiedere che venga presentata alle Camere del Parlamento e agli organi istituzionali competenti una richiesta concreta: garantire controlli reali, seri, completi e uniformi sul benessere animale, nel rispetto delle leggi vigenti.
La Costituzione italiana prevede che la legge dello Stato disciplini i modi e le forme di tutela degli animali. Questo significa che gli animali non devono essere considerati semplici cose, oggetti o proprietà di cui disporre senza limiti. Devono essere protetti attraverso regole chiare e controlli effettivi.
Anche il Codice Penale non tutela gli animali solo quando vengono picchiati, feriti o abbandonati per strada. La legge richiama anche la detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell’animale e produttive di gravi sofferenze. In parole semplici: un animale può essere detenuto male anche se non è denutrito, anche se dispone di un riparo, di acqua e di cibo, e anche se non presenta ferite visibili.
Un cane, per esempio, non ha bisogno solo di una ciotola piena e di un riparo. Ha bisogno di passeggiare, muoversi, giocare, annusare, ricevere attenzioni, avere contatto umano, essere educato con rispetto, essere seguito dal veterinario, essere pulito, pettinato e curato anche nel mantello, nella pelle, negli occhi, nelle orecchie, nei denti e nelle unghie.
Un gatto non ha bisogno solo di cibo e acqua. Ha bisogno di un ambiente pulito, sicuro e adatto alla sua natura; di lettiere curate; di spazi in cui riposare, nascondersi, arrampicarsi, esplorare e giocare; di cure veterinarie; di attenzione ai cambiamenti di comportamento; di igiene e cura del mantello.
Anche cani e gatti possono soffrire se vivono in isolamento, in condizioni di incuria, stress continuo, ambiente sporco, povero di stimoli o non adatto alle sue necessità.
Lo stesso principio vale per qualunque animale detenuto dall’uomo. Ogni specie ha bisogni diversi, ma nessun animale può essere considerato adeguatamente trattato solo perché gli viene dato da mangiare.
Il problema è che, troppo spesso, i controlli sul benessere animale rischiano di fermarsi a una valutazione limitata e superficiale. Può accadere che l’attenzione si concentri soprattutto sulla presenza di cibo, acqua e riparo, senza approfondire in modo adeguato lo stato psicofisico dell’animale, il suo comportamento, l’ambiente in cui vive e il rispetto dei suoi bisogni etologici.
Eppure la legge non chiede di verificare solo se l’animale abbia cibo, acqua e riparo: chiede anche di considerare la sua natura e i suoi bisogni etologici, cioè tutto ciò che riguarda il comportamento naturale della specie, il bisogno di movimento, relazione, stimoli, cura, sicurezza e ambiente adeguato.
Si sbaglia quando si considera sufficiente la sola presenza di una ciotola, di acqua, di cibo e di un riparo minimo. Questi elementi sono necessari, ma non dimostrano automaticamente che l’animale viva in condizioni di reale benessere.
Un animale può soffrire anche se mangia. Può soffrire perché è solo, sporco, trascurato, impaurito, stressato, mai portato dal veterinario, mai fatto muovere, mai fatto giocare, mai accarezzato, mai stimolato, mai lasciato interagire in modo adeguato con l’uomo o con altri animali compatibili con la sua specie e il suo carattere.
Vocalizzazioni persistenti, apatia, paura, comportamenti compulsivi, aggressività da stress, trascuratezza del mantello, condizioni igieniche carenti, assenza di cure veterinarie, mancanza di movimento, isolamento prolungato o impossibilità di esprimere comportamenti naturali non devono essere ignorati. La legge richiede di considerare anche la natura dell’animale e le condizioni reali in cui viene detenuto: per questo tali segnali devono essere realmente valutati come possibili indicatori di disagio, sofferenza o detenzione non compatibile con i suoi bisogni etologici.
Le istituzioni competenti sono chiamate a svolgere un dovere pubblico di vigilanza e tutela. Si tratta di funzioni fondamentali, sostenute anche attraverso risorse collettive, e finalizzate alla protezione di esseri vulnerabili che non possono difendersi da soli.
Anche le associazioni e le organizzazioni coinvolte nella tutela animale, soprattutto quando ricevono incarichi, convenzioni, contributi, donazioni o sostegno pubblico e privato per operare in questo ambito, dovrebbero agire con criteri chiari, competenti e realmente orientati al benessere dell’animale, evitando valutazioni basate solo sugli aspetti materiali minimi, come cibo, acqua e riparo.
Chi interviene in materia di tutela animale deve farlo con competenza, attenzione, indipendenza e senso di responsabilità.
Per questo chiediamo alle Camere del Parlamento, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Interno, alle Regioni, ai Comuni, ai Servizi Veterinari, alle Polizie Locali e a tutti gli organi competenti di adottare criteri di controllo più seri, documentati e uniformi.
Chiediamo in particolare:
• che nei sopralluoghi non venga verificata soltanto la presenza di cibo, acqua e riparo, ma lo stato complessivo di benessere dell’animale;
• che vengano valutati anche isolamento, possibilità di movimento, socializzazione, condizioni igieniche, cure veterinarie, stato del mantello, comportamento, vocalizzazioni persistenti e segnali di stress;
• che i controlli non si limitino a osservazioni rapide o superficiali, soprattutto nei casi in cui emergano elementi che facciano presumere incuria, isolamento, sofferenza o detenzione non adeguata;
• che gli elementi forniti dai cittadini, dalle associazioni o da altri soggetti interessati vengano valutati con attenzione, quando pertinenti e utili all’accertamento delle condizioni dell’animale;
• che, nei casi dubbi o complessi, venga richiesto l’intervento di un veterinario esperto in comportamento animale o di un professionista qualificato in etologia e benessere animale;
• che siano predisposte linee guida chiare e uniformi per accertare il rispetto dei bisogni fisici, comportamentali, sociali ed etologici degli animali;
• che venga valutata con maggiore serietà la detenzione prolungata in solitudine, l’assenza di stimoli, la mancanza di interazioni e ogni condizione incompatibile con la natura dell’animale;
• che sia garantita maggiore trasparenza sugli esiti degli accertamenti, nel rispetto della privacy, ma senza lasciare i cittadini segnalanti privi di risposte concrete;
• che venga promossa una formazione più specifica per chi effettua i controlli, affinché il benessere animale venga valutato nella sua interezza e non solo nei suoi aspetti minimi materiali;
• che le associazioni e le organizzazioni coinvolte in segnalazioni di presunto maltrattamento, abbandono o incuria operino con criteri chiari, competenti e realmente orientati alla tutela dell’animale.
Questa petizione non nasce per colpire singoli cittadini, ma per chiedere che la tutela degli animali venga applicata in modo serio, coerente e rispettoso della legge.
Un animale non deve essere considerato adeguatamente tutelato solo perché dispone di cibo, acqua e un riparo minimo. È un essere vivente non un oggetto.
Gli animali non sono soprammobili. Non sono presenze decorative. Non sono corpi da mantenere appena in vita.
Sono esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura, stress, attaccamento, fiducia, disagio e sofferenza.
Sono esseri viventi che dipendono completamente da chi li detiene e dalle istituzioni chiamate a proteggerli quando qualcosa non va.
Chiediamo controlli reali.
Chiediamo valutazioni complete.
Chiediamo che il benessere animale venga verificato davvero.
Firma questa petizione per chiedere che cani, gatti e ogni animale detenuto o affidato a una persona ricevano non solo nutrimento e riparo, ma condizioni di vita dignitose, cure adeguate e rispetto della propria natura.
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Il problema
Gli animali non sono oggetti da spolverare, né piante a cui è sufficiente dare acqua e nutrimento.
Cani, gatti e qualunque animale detenuto dall’uomo sono esseri viventi con bisogni fisici, emotivi, comportamentali, sociali ed etologici. Non basta che un animale sopravviva: deve poter vivere in condizioni dignitose, compatibili con la propria natura e con le esigenze della propria specie.
Con questa petizione raccogliamo firme per chiedere che venga presentata alle Camere del Parlamento e agli organi istituzionali competenti una richiesta concreta: garantire controlli reali, seri, completi e uniformi sul benessere animale, nel rispetto delle leggi vigenti.
La Costituzione italiana prevede che la legge dello Stato disciplini i modi e le forme di tutela degli animali. Questo significa che gli animali non devono essere considerati semplici cose, oggetti o proprietà di cui disporre senza limiti. Devono essere protetti attraverso regole chiare e controlli effettivi.
Anche il Codice Penale non tutela gli animali solo quando vengono picchiati, feriti o abbandonati per strada. La legge richiama anche la detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell’animale e produttive di gravi sofferenze. In parole semplici: un animale può essere detenuto male anche se non è denutrito, anche se dispone di un riparo, di acqua e di cibo, e anche se non presenta ferite visibili.
Un cane, per esempio, non ha bisogno solo di una ciotola piena e di un riparo. Ha bisogno di passeggiare, muoversi, giocare, annusare, ricevere attenzioni, avere contatto umano, essere educato con rispetto, essere seguito dal veterinario, essere pulito, pettinato e curato anche nel mantello, nella pelle, negli occhi, nelle orecchie, nei denti e nelle unghie.
Un gatto non ha bisogno solo di cibo e acqua. Ha bisogno di un ambiente pulito, sicuro e adatto alla sua natura; di lettiere curate; di spazi in cui riposare, nascondersi, arrampicarsi, esplorare e giocare; di cure veterinarie; di attenzione ai cambiamenti di comportamento; di igiene e cura del mantello.
Anche cani e gatti possono soffrire se vivono in isolamento, in condizioni di incuria, stress continuo, ambiente sporco, povero di stimoli o non adatto alle sue necessità.
Lo stesso principio vale per qualunque animale detenuto dall’uomo. Ogni specie ha bisogni diversi, ma nessun animale può essere considerato adeguatamente trattato solo perché gli viene dato da mangiare.
Il problema è che, troppo spesso, i controlli sul benessere animale rischiano di fermarsi a una valutazione limitata e superficiale. Può accadere che l’attenzione si concentri soprattutto sulla presenza di cibo, acqua e riparo, senza approfondire in modo adeguato lo stato psicofisico dell’animale, il suo comportamento, l’ambiente in cui vive e il rispetto dei suoi bisogni etologici.
Eppure la legge non chiede di verificare solo se l’animale abbia cibo, acqua e riparo: chiede anche di considerare la sua natura e i suoi bisogni etologici, cioè tutto ciò che riguarda il comportamento naturale della specie, il bisogno di movimento, relazione, stimoli, cura, sicurezza e ambiente adeguato.
Si sbaglia quando si considera sufficiente la sola presenza di una ciotola, di acqua, di cibo e di un riparo minimo. Questi elementi sono necessari, ma non dimostrano automaticamente che l’animale viva in condizioni di reale benessere.
Un animale può soffrire anche se mangia. Può soffrire perché è solo, sporco, trascurato, impaurito, stressato, mai portato dal veterinario, mai fatto muovere, mai fatto giocare, mai accarezzato, mai stimolato, mai lasciato interagire in modo adeguato con l’uomo o con altri animali compatibili con la sua specie e il suo carattere.
Vocalizzazioni persistenti, apatia, paura, comportamenti compulsivi, aggressività da stress, trascuratezza del mantello, condizioni igieniche carenti, assenza di cure veterinarie, mancanza di movimento, isolamento prolungato o impossibilità di esprimere comportamenti naturali non devono essere ignorati. La legge richiede di considerare anche la natura dell’animale e le condizioni reali in cui viene detenuto: per questo tali segnali devono essere realmente valutati come possibili indicatori di disagio, sofferenza o detenzione non compatibile con i suoi bisogni etologici.
Le istituzioni competenti sono chiamate a svolgere un dovere pubblico di vigilanza e tutela. Si tratta di funzioni fondamentali, sostenute anche attraverso risorse collettive, e finalizzate alla protezione di esseri vulnerabili che non possono difendersi da soli.
Anche le associazioni e le organizzazioni coinvolte nella tutela animale, soprattutto quando ricevono incarichi, convenzioni, contributi, donazioni o sostegno pubblico e privato per operare in questo ambito, dovrebbero agire con criteri chiari, competenti e realmente orientati al benessere dell’animale, evitando valutazioni basate solo sugli aspetti materiali minimi, come cibo, acqua e riparo.
Chi interviene in materia di tutela animale deve farlo con competenza, attenzione, indipendenza e senso di responsabilità.
Per questo chiediamo alle Camere del Parlamento, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Interno, alle Regioni, ai Comuni, ai Servizi Veterinari, alle Polizie Locali e a tutti gli organi competenti di adottare criteri di controllo più seri, documentati e uniformi.
Chiediamo in particolare:
• che nei sopralluoghi non venga verificata soltanto la presenza di cibo, acqua e riparo, ma lo stato complessivo di benessere dell’animale;
• che vengano valutati anche isolamento, possibilità di movimento, socializzazione, condizioni igieniche, cure veterinarie, stato del mantello, comportamento, vocalizzazioni persistenti e segnali di stress;
• che i controlli non si limitino a osservazioni rapide o superficiali, soprattutto nei casi in cui emergano elementi che facciano presumere incuria, isolamento, sofferenza o detenzione non adeguata;
• che gli elementi forniti dai cittadini, dalle associazioni o da altri soggetti interessati vengano valutati con attenzione, quando pertinenti e utili all’accertamento delle condizioni dell’animale;
• che, nei casi dubbi o complessi, venga richiesto l’intervento di un veterinario esperto in comportamento animale o di un professionista qualificato in etologia e benessere animale;
• che siano predisposte linee guida chiare e uniformi per accertare il rispetto dei bisogni fisici, comportamentali, sociali ed etologici degli animali;
• che venga valutata con maggiore serietà la detenzione prolungata in solitudine, l’assenza di stimoli, la mancanza di interazioni e ogni condizione incompatibile con la natura dell’animale;
• che sia garantita maggiore trasparenza sugli esiti degli accertamenti, nel rispetto della privacy, ma senza lasciare i cittadini segnalanti privi di risposte concrete;
• che venga promossa una formazione più specifica per chi effettua i controlli, affinché il benessere animale venga valutato nella sua interezza e non solo nei suoi aspetti minimi materiali;
• che le associazioni e le organizzazioni coinvolte in segnalazioni di presunto maltrattamento, abbandono o incuria operino con criteri chiari, competenti e realmente orientati alla tutela dell’animale.
Questa petizione non nasce per colpire singoli cittadini, ma per chiedere che la tutela degli animali venga applicata in modo serio, coerente e rispettoso della legge.
Un animale non deve essere considerato adeguatamente tutelato solo perché dispone di cibo, acqua e un riparo minimo. È un essere vivente non un oggetto.
Gli animali non sono soprammobili. Non sono presenze decorative. Non sono corpi da mantenere appena in vita.
Sono esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura, stress, attaccamento, fiducia, disagio e sofferenza.
Sono esseri viventi che dipendono completamente da chi li detiene e dalle istituzioni chiamate a proteggerli quando qualcosa non va.
Chiediamo controlli reali.
Chiediamo valutazioni complete.
Chiediamo che il benessere animale venga verificato davvero.
Firma questa petizione per chiedere che cani, gatti e ogni animale detenuto o affidato a una persona ricevano non solo nutrimento e riparo, ma condizioni di vita dignitose, cure adeguate e rispetto della propria natura.
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Petizione creata in data 27 aprile 2026